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domenica

Reflusso gastrico: cause, rimedi naturali e farmacologici per dormire meglio

Cause del reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è una condizione causata dalla risalita del contenuto acido dello stomaco nell’esofago, dovuta principalmente a un’alterata funzione dello sfintere esofageo inferiore. Tra i fattori predisponenti rientrano l’obesità, l’ernia iatale, i pasti abbondanti o ricchi di grassi, il consumo di alcol, caffè e cioccolato, nonché il fumo di sigaretta. Anche alcune condizioni fisiologiche, come la gravidanza, e l’assunzione di determinati farmaci possono favorire il reflusso. L’esposizione cronica della mucosa esofagea all’acido gastrico può determinare sintomi quali pirosi retrosternale, rigurgito acido, tosse notturna e, nei casi più severi, esofagite.

Rimedi posizionali durante il sonno

I rimedi posizionali rappresentano una strategia semplice ma efficace per ridurre i sintomi notturni del reflusso. Dormire con il busto leggermente sollevato, mediante l’uso di un cuscino rialzato o di supporti sotto la testata del letto, sfrutta la forza di gravità per limitare la risalita dei succhi gastrici. È preferibile evitare cuscini troppo bassi o multipli che piegano il collo senza sollevare adeguatamente il torace. Inoltre, dormire sul fianco sinistro è associato a una minore esposizione dell’esofago all’acido, grazie alla particolare conformazione anatomica dello stomaco. Andrebbe invece evitata la posizione supina completamente distesa o sul fianco destro, che possono favorire il reflusso.



Rimedi farmacologici

I rimedi farmacologici sono indicati quando le misure comportamentali e posizionali non risultano sufficienti a controllare i sintomi. Gli antiacidi agiscono neutralizzando rapidamente l’acidità gastrica e sono utili per un sollievo immediato. Gli antagonisti dei recettori H2 e, soprattutto, gli inibitori di pompa protonica rappresentano la terapia di prima linea nei casi persistenti o moderati-gravi, in quanto riducono in modo significativo la produzione di acido gastrico. In alcuni pazienti possono essere associati farmaci procinetici per migliorare lo svuotamento gastrico. La terapia deve essere sempre personalizzata e monitorata dal medico, soprattutto nei trattamenti prolungati. 

Perché i fumi di un incendio possono provocare la morte: cosa fare in caso di pericolo

La pericolosità dei fumi tossici 

I fumi che si sprigionano durante un incendio rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la salute, spesso più pericolosi delle fiamme stesse. La combustione di materiali comuni come plastica, legno, tessuti, vernici e materiali sintetici libera gas altamente tossici, tra cui monossido di carbonio, acido cianidrico, ossidi di azoto e particolato fine.

L’inalazione di questi fumi può causare irritazione delle vie respiratorie, ipossia, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, insufficienza respiratoria acuta e morte. Anche esposizioni di breve durata possono avere conseguenze significative, soprattutto in bambini, anziani e soggetti con patologie respiratorie o cardiovascolari. 


Dal punto di vista fisiopatologico, il
monossido di carbonio è particolarmente insidioso perché si lega all’emoglobina con un’affinità molto superiore a quella dell’ossigeno, riducendo drasticamente la capacità di trasporto di ossigeno ai tessuti. 

Altri composti, come l’acido cianidrico, interferiscono direttamente con la respirazione cellulare, bloccando i processi metabolici mitocondriali. Il particolato e i gas irritanti, inoltre, danneggiano l’epitelio respiratorio, favorendo edema, broncospasmo e infiammazione, con possibile peggioramento anche a distanza dall’evento acuto.

Cosa fare in caso di incendio: comportamenti corretti 

In caso di incendio, è fondamentale adottare comportamenti corretti per ridurre l’esposizione ai fumi tossici. Se possibile, bisogna allontanarsi rapidamente dall’ambiente interessato mantenendosi bassi, poiché i fumi caldi e tossici tendono a stratificarsi verso l’alto. 

Coprire naso e bocca con un panno, preferibilmente inumidito, può offrire una protezione parziale. È importante non utilizzare ascensori, chiudere le porte alle proprie spalle per limitare la propagazione dei fumi e seguire le vie di fuga segnalate. 

Dopo l’esposizione, anche se i sintomi sembrano lievi, è consigliabile una valutazione medica, poiché gli effetti dell’inalazione di fumi possono manifestarsi o peggiorare nelle ore successive.

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martedì

Come contrastare l'accumulo di grasso addominale e dimagrire abbassando il cortisolo

Le cause dell'aumento del grasso addominale: una questione complessa

L’accumulo di grasso nella zona addominale è una delle problematiche più comuni e fastidiose, sia dal punto di vista estetico che per la salute. Le cause possono essere molteplici: uno stile di vita sedentario, una dieta ricca di zuccheri e grassi saturi, disturbi metabolici e squilibri ormonali. Tuttavia, uno dei fattori più sottovalutati è lo stress cronico, che può alterare il funzionamento dell’intero organismo e innescare un aumento del grasso viscerale, quello che si deposita in profondità nella zona addominale, attorno agli organi interni.
 

Il ruolo del cortisolo: l’ormone dello stress

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta a situazioni di stress. In condizioni normali, aiuta a regolare il metabolismo, la pressione sanguigna e la risposta immunitaria. Tuttavia, quando lo stress diventa cronico, i livelli di cortisolo restano elevati per lunghi periodi, alterando il metabolismo del glucosio e favorendo l'accumulo di grasso, soprattutto nella zona addominale. Questo perché il cortisolo stimola l’appetito, in particolare per cibi ipercalorici, e promuove l’immagazzinamento dell’energia sotto forma di grasso. Inoltre, può interferire con la qualità del sonno e la produzione di altri ormoni regolatori, aggravando ulteriormente la situazione.


Come abbassare i livelli di cortisolo e ridurre il grasso addominale

Fortunatamente, esistono diverse strategie efficaci per tenere sotto controllo i livelli di cortisolo. Una delle più importanti è la gestione dello stress: tecniche di rilassamento come la meditazione, la respirazione profonda, lo yoga o semplicemente dedicare tempo a hobby e attività piacevoli possono fare una grande differenza. Anche l’attività fisica moderata e regolare aiuta a ridurre il cortisolo e migliora la composizione corporea. Dormire bene è altrettanto cruciale: una buona qualità del sonno favorisce l’equilibrio ormonale. 

Dal punto di vista alimentare, è utile seguire una dieta bilanciata, ricca di cibi integrali, verdure, proteine magre e grassi buoni, evitando eccessi di zuccheri raffinati e caffeina. Infine, in alcuni casi può essere utile il supporto di integratori naturali come magnesio, ashwagandha o rodiola, sempre sotto consiglio di un professionista della salute.

sabato

Come alleviare la psoriasi con le creme emollienti

La psoriasi è una malattia cutanea caratterizzata da una pelle molto secca, squame cornee biancastre e prurito insistente. Uno dei trattamenti consigliati secondo le più recenti indicazioni dermatologiche è l'applicazione costante di creme emollienti. L'utilizzo di creme a base di sostanze emollienti sulla pelle di pazienti affetti da psoriasi è fondamentale per garantire un'adeguata idratazione della pelle, ammorbidirla e migliorare la risposta ai trattamenti farmacologici


Come agiscono le creme emollienti nella psoriasi 

L’efficacia di una crema emolliente si misura in base alla sua capacità di prevenire la perdita d’acqua dopo l'applicazione (fattore di perdita di acqua transepidermica, TEWL). Le creme emollienti, applicati sulla cute di pazienti affetti da psoriasi, riempiono gli spazi liberi tra le cellule dello strato corneo. Questa azione riempitiva, dovuta alla presenza di vaselina (paraffina) e agenti umettanti nella composizione chimica delle creme emollienti, evita la perdita di acqua negli spazi tra una cellula e l'altra dell'epidermide. Alcune creme emollienti contengono acido ialuronico, un glicosaminoglicano naturale molto voluminoso fortemente igroscopico, capace, cioè, di legare molte molecole d'acqua e ceramidi (componenti fondamentali della membrana lamellare cerosa che riempie gli spazi tra le cellule epidermiche dello strato corneo). A differenza degli unguenti, le creme emollienti non conferiscono alla cute quella sensazione oleosa ma si assorbono più rapidamente. 

Gli effetti delle creme emollienti nella psoriasi 

La maggiore idratazione della cute affetta da psoriasi si traduce in un'immediata minore desquamazione, ammorbidimento delle aree screpolate e ridotta frequenza del fenomeno di Köebner (ovvero la comparsa di nuove lesioni psoriasiche nei punti di maggiore attrito delle pelle, con i gomiti e le ginocchia). Grazie al maggiore contenuto idrico della cute, la sensazione di prurito si allevia in modo consistente. Questo effetto è molto gradito ai pazienti affetti da psoriasi, che molto spesso lamentano prurito intollerabile e continuo sia di giorno sia di notte. Terza azione benefica delle creme emollienti nella psoriasi riguarda la maggior penetrazione dei farmaci topici attraverso lo strato corneo, con effetti più significativi e duraturi. Per tutti questi motivi, la psoriasi lieve può essere controllata facendo uso regolare di una crema emolliente.

venerdì

COVID-19: come lavare le mani per prevenire il contagio

Lavare correttamente e accuratamente le mani è una delle armi principali che abbiamo a nostra disposizione per prevenire il contagio da coronavirus (COVID-19). Il virus, infatti, si trasmette sia per via aerea, attraverso l'inalazione di particelle aerodisperse, sia attraverso il contatto con superfici contaminate e, successivamente, portando le mani alla bocca o agli occhi. 

In questo video tutorial vediamo come lavare bene le mani e i polsi con un classico sapone domestico, ma con una tecnica che vi permetterà di eliminare lo sporco a fondo dopo essere rientrati a casa: 

Tecnica corretta di lavaggio delle mani 

Come mostrato nel video, per lavarsi correttamente le mani si deve usare acqua calda ed è sufficiente un comune sapone domestico. Nel caso di contatti a rischio (con un paziente potenzialmente infetto o una situazione molto rischiosa, es. in ospedale) è consigliabile un sapone a base di Clorexidina o l'uso, oltre al sapone, dell'Amuchina in un secondo tempo o al posto del lavaggio se si rimane fuori casa. 

Per prima cosa bagnate le mani ed i polsi, quindi strofinate con cura il dorso e il palmo delle mani, quindi procedete lavando accuratamente anche gli spazi interdigitali. Lavate bene anche i polsi perché, senza accorgercene, gli poggiamo davvero dappertutto e si sporcano al pari delle mani. 

Procedete con il lavaggio per almeno 40 secondi. Risciacquate le mani con acqua corrente facendola cadere prima sulle mani e poi sui polsi, in direzione dei gomiti. Ripetete il lavaggio delle mani ogni volta in cui rientrate in casa dall'esterno, ma anche sul luogo di lavoro se toccate superfici contaminate o usate i mezzi pubblici per arrivarvi. 

Se non potete lavare la mani 

Se siete in giro per fare la spesa o sui mezzi pubblici per andare a lavoro o tornare a casa, evitate assolutamente di toccare bocca, naso e occhi con le mani. Potete farlo solo dopo averle accuratamente lavate o igienizzate con un disinfettante. Per l'igiene delle mani quando non è possibile procedere al lavaggio usate l'Amuchina. 

martedì

Macchie rosse sotto le ascelle: da cosa dipendono?

Sono comparse chiazze rossastre sotto le ascelle e non sai di cosa si tratti? Queste chiazze ascellari ti provocano fastidio e bruciore e non tendono a passare? Probabilmente potrebbe trattarsi in un'infezione da funghi delle ascelle, detta "intertrigine", provocata dalla Candida albicans. 

Da cosa è causata l'infezione da Candida ascellare? 

L'intertrigine ascellare non è un'infezione che si trasmette da una persona all'altra in quanto questo fungo è un normale abitante della nostra pelle. Quando le difese immunitarie sono buone e la pelle è in buona salute, il fungo non riesce a replicarsi e resta "tranquillo" sulla pelle senza dare disturbi. Diventa invece capace di replicarsi e manifestarsi dando dei disturbi in presenza di condizioni che permettono al fungo di "virulentarsi" (diventare più aggressivo) come dei cali dell'immunità, patologie sistemiche, stress ed alterazioni del benessere cutaneo

Un esempio tipico di ciò che può indebolire le difese cutanee delle ascelle e causarne l'aggressione da parte della candida è la sudorazione eccessiva; per questo motivo la stagione in cui questi disturbi tendono a verificarsi è l'estate; altre cause frequenti di macchie rosse ascellari da Candida sono il sovrappeso (perché nelle pieghe cutanee si tende a sudare molto), l'uso di indumenti sportivi sintetici che strisciano contro l'ascella durante i movimenti delle braccia, il diabete. 

Le macchie si presenta di colore marroncino o arrossate, completamente asintomatico oppure fastidiose, fino ai casi più gravi in cui si manifestano con forte fastidio, senso di sfregamento, bruciore intenso (fino a non poter più muovere il braccio per non sfregare la pelle). 

Come curare l'intertrigine ascellare? 

Nei casi più lievi sono sufficienti semplici misure igieniche. Lavare le ascelle con un detergente a pH neutro poco aggressivo e applicare una crema lenitiva a base di talco; applicare anche il talco in polvere può servire ad assorbire l'eccesso di umidità sotto le ascelle. Indossare sempre e solo indumenti naturali, di puro cotone, evitando gli indumenti sintetici. Se le macchie non passano dopo qualche giorno e la condizione si presenta più grave è necessario consultare un dermatologo per decidere se sia appropriato un trattamento topico o sistemico a base di antimicotico. Nel frattempo, cercare di migliorare le condizioni del proprio sistema immunitario attraverso un'adeguata alimentazione ricca di tutti i nutrienti, vitamine ed oligoelementi. Evitare fino alla guarigione di sudore eccessivamente. 

sabato

Onicomicosi - infezione da funghi delle unghie: riconoscerla e guarire

Cos'è l'onicomicosi (o micosi dell’unghia)? 

L'onicomicosi è un’infezione provocata da funghi dermatofiti, meno spesso da muffe o lieviti, che si insinuano nel tessuto cheratinizzato dell'unghia. E' una patologia piuttosto comune, sopratutto a livello delle unghie dei piedi, ma può colpire anche le unghie delle mani. 
L'unghia colpita (o le unghie colpite) presentano un aspetto non sano, ispessite anche solo in una porzione o totalmente, con la zona malata opaca, di colore giallo, verde o marrone. 


Come riconoscere un'unghia infetta con onicomicosi? 

L'unghia con infezione da funghi si presenta improvvisamente poco sana, su una parte o su tutta la superficie aumenta di spessore, si sfalda facilmente, la superficie si presenta irregolare, spezzata e frastagliata. Con il peggiorare dell'infezione la zona colpita tende ad espandersi e può portare alla caduta dell'unghia o al suo sollevamento dalla cute sottostante. E' importante non trascurare i primi sintomi dell'infezione in modo che non peggiori nel tempo; inoltre, se trascurata, l'infezione può propagarsi alle unghie vicine e alla cute delle dita, causando il "piede d’atleta”. 

Come prevenire l'onicomicosi? 

Molte condizioni possono essere fattori di rischio per la micosi delle unghie: continui traumi delle unghie per ripetute manicure, fragilità delle unghie, età avanzata, familiarità, diabete, riduzione delle difese immunitarie, iperidrosi (sudorazione eccessiva), malattie cardiache e vascolari periferiche. Il contagio avviene frequentemente in luoghi caldi e umidi, come camminando a piedi scalzi in saune, piscine e docce comuni, ma anche indossando frequentemente calzini e scarpe poco traspiranti che fanno sudare i piedi. 
Inoltre, se una persona è infetta può trasmettere l'infezione molto facilmente ad altri se indossano i suoi stessi calzini o condividono oggetti per manicure e pedicure (forbicine, tagliaunghie, smalti), ma anche gli stessi asciugamani. 


Si guarisce dall'onicomicosi?

La guarigione è possibile con l'applicazione diretta sull'unghia di un farmaco antimicotico specifico prescritto dal medico di famiglia o da un dermatologo. Il farmaco va applicato finché l’unghia malata non sarà sostituita completamente da un’unghia sana. Questi farmaci si applicano in gocce o tramite un applicatore molto simile al pennello di uno smalto. E' importante, nel corso del trattamento, evitare i fattori che possono aggravare l'infezione: meglio indossare scarpe aperte o comunque traspiranti, calzini in cotone 100%, evitare di camminare scalzi in ambienti umidi per non propagare l'infezione e lasciare il piede scoperto quando lo si avverte umido. 

Come produrre un deodorante da soli con oli essenziali

Preparare un deodorante da soli in casa usando una miscela di sostanze è davvero semplicissimo e adatto a tutte quelle persone che temono di usare sostanze chimiche aggressive per il proprio corpo contenute nei deodoranti industriali o per chi, semplicemente, desidera produrre un deodorante che abbia una particolare fragranza o un odore a base di uno specifico olio essenziale. Per creare un deodorante spray con le tue mani devi semplicemente procurarti gli ingredienti (alcuni potresti già averli in casa) più un contenitore in plastica o in vetro con il beccuccio spray per contenerlo. 

Il successivo è un elenco di ricette per preparare quattro tipi di deodoranti spray con le tue mani. Ti ricordo che la giusta profumazione potrai ottenerla non sempre al primo tentativo, essendo il gusto individuale: se ritieni di volere una profumazione più intensa aggiungi ulteriori gocce di olio essenziale. 


Deodorante Spray all'Aloe vera e alla Lavanda 

All'interno della bottiglia spray versa per prima cosa 120 ml di acqua di amamelide, poi 2 g di bicarbonato di sodio (circa un quarto di un cucchiaino), 85 g di gel di aloe vera (o del succo di Aloe vera) e 10 gocce di olio essenziale di lavanda; in alternativa alla lavanda puoi usare l'olio essenziale di erba moscatella, menta piperita, eucalipto o bergamotto oppure puoi usare tutti questi oli essenziali per creare diversi deodoranti da utilizzare in base all'occasione o al tuo umore. 

Dopo aver versato tutti gli ingredienti, scuoti delicatamente la bottiglia spray, e fallo ogni volta che devi utilizzare il deodorante in quanto gli ingredienti potrebbero depositarsi in diverse fasi. Spruzza il deodorante sulla pelle e attendi che si asciughi prima di bagnare i vestiti. 

La raccomandazione nell'uso di questo deodorante (e dei successivi) e di provare ad usare una piccola porzione su una parte ristretta di cute, osservando nelle ore successive l'eventuale comparsa di reazioni allergiche (arrossamento, prurito, eritema). Se questo non avviene puoi continua ad usare il deodorante con sicurezza, evitando al limite in gravidanza o usandolo dopo aver chiesto consiglio al medico. 

Deodorante Spray alla rosa, arancio, gelsomino e lavanda 

Versa nella bottiglietta in plastica di colore scuro (poiché gli ingredienti possono degradarsi alla luce): 2 cucchiai (30 ml) di vodka aromatizzata ad alta gradazione, 2 cucchiai (30 ml) di acqua distillata, 2 gocce di olio essenziale di rosa, 2 gocce di olio essenziale di gelsomino, 2 gocce di olio essenziale di arancio e 1 goccia di olio essenziale di lavanda. Agita la bottiglietta per qualche secondo in modo da amalgamare bene. Evita di spruzzare questo deodorante sulla pelle appena depilata perché potrebbe bruciare leggermente. L'utilizzo dell'alcol puro o della vodka ad alta gradazione alcolica serve a conferire un'azione antibatterica al deodorante e renderlo efficace contro i cattivi odori. 

Deodorante Spray a Base di Olio di Magnesio

Questo spray è consigliato a chi, di base, ha un cattivo odore della pelle e tende a emanarlo quando suda. Versa in un contenitore un pizzico di sale marino integrale, 1 cucchiaio (15 ml) di olio di magnesio, 15 gocce di olio essenziale di lavanda e 5 gocce di olio essenziale di incenso. Dopo averli mescolati, inseriscili in una bottiglia spray da 60 ml almeno. Solo a questo punto unisci 1 cucchiaio (15 ml) di olio di magnesio (non esagerare perché potrebbe causare bruciore sulla pelle). Aggiungi acqua di amamelide fino a riempire il contenitore, quindi agitalo delicatamente. La durata è di circa 6 mesi. 

Deodorante Spray all'Aceto di Sidro di Mele

Versa 60 ml di aceto di sidro di mele in una bottiglietta spray da 120 ml totali. Aggiungi 30 gocce di olio essenziale di limone, 15 gocce di olio essenziale di lavanda e 5 gocce di olio essenziale di melaleuca, che copriranno completamente l'odore dell'aceto. Altri oli essenziali che puoi abbinare sono: menta piperita, eucalipto, bergamotto, origano, citronella e/o timo. Riempi la bottiglia con 60 ml di acqua distillata o di sorgente fino a riempire il contenitore e scuotilo per amalgamare gli ingredienti. Questo deodorante dura per circa 1 anno. 

domenica

Correre e camminare riducono il rischio di morte

La corsa lenta e la camminata rapida sono collegate ad un rischio significativamente più basso di morte per qualsiasi causa, secondo un'analisi aggregata delle prove disponibili pubblicata online sul British Journal of Sports Medicine. Se più persone iniziassero a correre - senza percorrere necessariamente grosse distanze o correre velocemente - probabilmente ci sarebbero miglioramenti sostanziali nella salute della popolazione e nella longevità, concludono i ricercatori. 


Non è chiaro quanto sia efficace correre per evitare il rischio di morte per qualsiasi causa e in particolare per malattie cardiovascolari e cancro, affermano i ricercatori. Né è chiaro quanto una persona deve correre per ottenere questi potenziali benefici, né se aumentare la frequenza, la durata e il ritmo - in altre parole, aumentare la "dose" - potrebbe essere ancora più vantaggioso. 

Per cercare di scoprirlo, i ricercatori hanno sistematicamente riesaminato ricerche, presentazioni di conferenze, tesi di dottorato e tesi di dottorato pubblicati in un'ampia gamma di database accademici. Hanno cercato studi sull'associazione tra corsa / jogging e il rischio di morte per tutte le cause, malattie cardiovascolari e cancro. Hanno trovato 14 studi adeguati, che hanno coinvolto 232.149 persone, la cui salute era stata monitorata da 5,5 a 35 anni. Durante questo periodo, 25.951 dei partecipanti allo studio sono morti. Quando i dati dello studio sono stati riuniti, qualsiasi quantità di corsa era associata a un rischio di morte inferiore del 27% per tutte le cause per entrambi i sessi, rispetto alla mancanza di corsa. Ed è stato associato con un rischio inferiore del 30% di morte per malattie cardiovascolari e un rischio inferiore di morte del 23% per cancro.

Anche piccole "dosi", ad esempio una volta alla settimana o meno, che durano meno di 50 minuti ogni volta e ad una velocità inferiore a 8 km l'ora, sembrano essere associate a significativi benefici per la salute e la longevità. Correre per almeno 25 minuti a settimana è una buona opzione per coloro il cui principale ostacolo a fare abbastanza esercizio fisico è la mancanza di tempo, suggeriscono i ricercatori. Ma l'aumento della "dose" non era associato a un ulteriore abbassamento del rischio di morte per qualsiasi causa, secondo l'analisi. 

I ricercatori suggeriscono che qualsiasi quantità di corsa è migliore di nessuna, concludendo: "L'aumento dei tassi di partecipazione alla corsa, indipendentemente dalla sua dose, probabilmente porterebbe a miglioramenti sostanziali nella salute della popolazione e nella longevità".

Articolo scientifico
Pedisic Z, Shrestha N., Kovalchik S., Stamatakis E., Liangruenrom N., Grgic J., Titze S., Biddle S.JH, Bauman A.E., Oja P.. 
Is running associated with a lower risk of all-cause, cardiovascular and cancer mortality, and is the more the better? A systematic review and meta-analysis. 
British Journal of Sports Medicine, 2019; bjsports-2018-100493 DOI: 10.1136/bjsports-2018-100493

sabato

Come assumere le compresse di Eutirox

Cos'è l'Eutirox? 

L'Eutirox è un farmaco in compresse che sostituisce gli ormoni tiroidei in caso di deficit degli stessi, una condizione definita "ipotiroidismo". Essere affetti da ipotiroidismo vuol dire che la nostra tiroide non produce una quota sufficiente di ormoni tiroidei per una normale regolazione del metabolismo corporeo; per questo motivo, è necessario assumere degli ormoni sintetici sostitutivi dall'esterno. 

Quando viene prescritto l'Eutirox? 

L'Eutirox compresse viene solitamente prescritto da parte di un medico endocrinologo dopo aver effettuato una visita approfondita del suo paziente e aver valutato gli esami del sangue ed eventuali ecografie della tiroide o altri esami effettuati precedentemente; se non si dispone di questi esami, l'endocrinologo dovrà prescriverli perché sono necessari per valutare l'assetto ormonale. 



L'Eutirox compresse esiste in commercio in vari dosaggi, espressi in microgrammi, a partire dal minimo (25) fino ad un alto dosaggio (150, 175). La dose da assumere va decisa dal medico in base all'anamnesi e all'esame obiettivo del paziente, alla patologia diagnosticata alla base dell'ipotiroidismo e al peso corporeo. Talvolta si parte con una dose piu' bassa iniziale e si aumenta a quella di mantenimento. 

Come assumere l'Eutirox

L'Eutirox va assunto ogni giorno, quasi sempre a vita o, in caso di ipotiroidismo transitorio, finché la condizione patologica si risolve. L'ideale è assumere la compressa di Eutirox al mattina, mezz'ora prima di fare colazione, quindi a stomaco vuoto. Per comodità è utile posizionare la compressa da assumere sul comodino insieme ad un bicchiere d'acqua, in modo da assumerla non appena suona la sveglia prima di alzarsi dal letto, in modo da trascorra abbastanza tempo prima della colazione. 

Se si dimentica di assumere una compressa di Eutirox, la si può assumere non appena possibile nel corso della giornata, anche a stomaco pieno, l'importante che dal giorno dopo si riprenda ad assumere normalmente prima della colazione. 

venerdì

Come depilare le ascelle senza irritazioni

Arriva l'estate e depilare le ascelle diventa sempre più frequente dato che indossiamo top e costume da bagno. Tuttavia, depilare le ascelle ogni giorno può causare irritazioni anche gravi delle cute delicata se non lo si fa nel modo giusto. In questo video tutorial ti spiego passo per passo tutto il procedimento di depilazione nel modo più delicato possibile per evitare di irritare le ascelle: 


Occorrente per depilare le ascelle 

Come ti ho spiegato nel video tutorial sulla depilazione ascellare, ciò che ti occorre per una procedura il più possibile delicata è: 
  • una schiuma depilatoria di qualsiasi tipo che potete acquistare nei supermercati oppure online (costa circa 1-2 euro) 
  • un rasoio femminile: evitate di utilizzare rasoi per uomini perché le lame sono più aggressive e adatte a tagliare i peli duri della barba; preferite un rasoio femminile più delicato
  • una crema idratante lenitiva 
  • talco in crema o in polvere 

Consigli post-depilazione 

Dopo aver depilato le ascelle è molto importante idratare la cute e restituire agli strati superficiali dell'epidermide la giusta quantità di grassi che abbiamo rimosso con le lame del rasoio. Per questo motivo è importante applicare una crema idratante a base di composti lenitivi (molto adatte quelle a base di aloe vera o amido di riso). 

Per assorbire l'umidità in eccesso a livello delle ascelle (soprattutto se tendete a sudare molto) potete applicare del talco in polvere o in crema, anche più volte al giorno. Evitate di indossare magliette strette a livello delle ascelle subito dopo la depilazione che possono aggravare l'irritazione. Se le ascelle si presentano arrossate e bruciano dopo la depilazione, applicate abbondante crema idratante e talco ed evitate la depilazione per qualche giorno in modo da consentire agli strati superficiali della pelle di riprendersi dal trauma depilatorio. 
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domenica

Come medicare una ferita chirurgica nel postoperatorio

Dopo un intervento chirurgico è necessario medicare la ferita chirurgica a domicilio per diversi giorni, fino al controllo postoperatorio quando il chirurgo dirà che le medicazioni non sono più necessarie perché la ferita si è cicatrizzata correttamente. Se non sei pratico di medicazioni e vuoi imparare a farle autonomamente per non doverti affidare a terzi a pagamento questa guida ti sarà molto utile. 

Il giusto disinfettante 

Al momento delle dimissioni dopo l'intervento chiedi al chirurgo quale sia il disinfettante per la ferita chirurgica più adatto al tuo caso. In genere, come disinfettante cutaneo, si utilizza il Betadyne oppure il Neomercurocromo. Entrambi sono ottimi prodotti e agiscono eliminando germi che possono contaminare la ferita chirurgica. Puoi trovare questi disinfettanti in qualsiasi farmacia e anche online. Fai attenzione quando li maneggi perché contengono delle sostanze coloranti e rischi di fare un pasticcio sulle mani e sui vestiti! Prodotti a base di Clorexidina non sono indicati sulla cute lesionata. 

Garze e cerotti sterili 

Acquista in farmacia delle garze sterili in busta che ti serviranno per pulire la ferita da eventuali detriti. Le garze sterili sono disponibile in pacchetti sigillati. Nella scelta del cerotto più adatto chiedi consiglio al farmacista per quanto riguarda le dimensioni (puoi indicare all'incirca le dimensioni della ferita che dovrai coprire) ed egli saprà consigliarti il giusto prodotto, piccolo, medio, grande o a strisce ritagliabili. Il cerotto per coprire una ferita chirurgica presenta una parte centrale più spessa che copre la ferita e dei margini adesivi ipoallergenici. 

Come medicare una ferita: procedimento 

Per prima cosa posiziona il punto del corpo da medicare in un ambiente luminoso, in modo da vedere bene l'andamento della cicatrizzazione ed eventuali anomalie. Segui questi passaggi: 
  • indossa guanti monouso per non sporcarti le mani; 
  • rimuovi delicatamente la medicazione vecchia e sporca, tirando da un bordo; 
  • apri il pacco di garze sterili e afferrane un paio: bagnale con soluzione fisiologica e lava delicatamente la ferita se questa appare ricca di sangue, detriti cutanei, residui di medicazione; se la ferita appare pulita puoi saltare questo passaggio con la soluzione fisiologica; 
  • prendi un altro paio di garze e bagnale con il disinfettante, senza toccare la zona bagnata; con questa porzione intrisa di disinfettante scorri sulla ferita delicatamente in modo che si colori e si disinfetti totalmente; 
  • lascia asciugare qualche minuto per evitare che la ferita resti umida; 
  • apri il cerotto rimuovendo la parte posteriore adesiva e applicalo sulla ferita senza toccare con le mani la parte di cerotto che sarà in contatto con la ferita stessa. 
Medica la ferita secondo le indicazioni che ti sono state fornite al momento della dimissione (una volta al giorno, ogni due giorni.. ). Contatta il medico per chiedere chiarimenti qualora la ferita dovesse apparire piena di sangue, pus (materiale giallastro) o abbondanti liquidi. 

Come fare le iniezioni di eparina sottocutanee

Se vi sono state prescritte delle iniezioni di anticoagulante dopo un intervento chirurgico o una condizione clinica per cui è indicato potete rivolgervi ad un infermiere professionale a domicilio (e a pagamento) oppure imparare a fare le iniezioni autonomamente. La maggior parte delle volte viene prescritta a domicilio una terapia con eparina sottocute (in particolare l'enoxaparina sodica, nome commerciale Clexane). 

Occorrente per l'iniezione sottocutanea 

In questa guida vi spiego come fare le iniezioni di eparina da soli (purché vi sentiate in grado di farlo!). Ciò che vi occorre è: 
  • batuffolo di cotone; 
  • disinfettante per cute integra; 
  • confezione del farmaco prescritto dal medico (il farmaco è già caricato all'interno delle siringhe sottocutanee); 
  • guanti monouso. 

Come eseguire l'iniezione sottocutanea 

Indossante i guanti monouso per proteggervi dal contatto con il sangue (fonte di infezioni) e per rendere la procedura il più pulita possibile. 

Aprite la confezione del farmaco e prendere una siringa pre-riempita con eparina. Seguite attentamente la prescrizione del medico (una fiala al giorno, due fiale al giorno a distanza di 12 ore, l'esatto dosaggio del farmaco da somministrare ogni volta es. 4000 UI, 6000 UI). Fate molta attenzione in questo passaggio perché l'errore nel dosaggio o nel numero di iniezioni giornaliere può avere gravi conseguenze sulla coagulazione del sangue e sul rischio di importanti emorragie. 

Disinfettate la cute nel punto da pungere. I punti adatti alla puntura sottocutanea sono quelli evidenziati nell'immagine: regione anteriore della coscia, basso addome, regione esterna del braccio. 
Afferrate con una mano una piega di pelle che contenga una certa quantità di grasso. E' all'interno del tessuto adiposo sottopelle che deve andare a finire il farmaco. Pungete in modo deciso (se pungete lentamente l'ago può rimbalzare) orientando l'ago perpendicolare rispetto alla pelle, mantenetelo dritto e fermo mentre lentamente iniettate il farmaco. Prima di iniettare il farmaco aspirate leggermente e osservate che nella siringa non compaia del sangue. 

Una volta completata l'iniezione del farmaco, sfilate l'ago e tamponate con il batuffolo di cotone per qualche minuto, senza sfregare. Nei giorni dopo l'iniezione è normale la comparsa di un piccolo livido

Ozonoterapia per ernia del disco: i benefici

L'ernia del disco: definizione e sintomi 

La colonna vertebrale è formata da vertebre ossee disposte l'una sull'altra e una serie di dischi che si interpongono tra una vertebra e l'altra per attutire gli urti, aumentare la mobilità della colonna ed ammortizzare il carico. Il disco intervertebrale, a sua volta, è formato da una porzione circolare più robusta ed un nucleo interno più molle. 

In molte persone, per svariati motivi (predisposizione costituzione, carichi eccessivi sulla colonna, movimenti scorretti quando si sollevano pesi, peso corporeo eccessivo) la parte centrale del disco (detto "nucleo polposo") può fuoriuscire andando a rompere la parte fibrosa circostante ("anulus fibroso"), infilandosi in uno spazio dove normalmente sono posizionati importanti nervi. La compressione nervosa lombare provoca intensi dolori, formicolio, bruciore, senso di pesantezza alla schiena, alla regione del gluteo, della coscia, del polpaccio fino al piede. L'ernia, tuttavia, può interessare anche zone più alte della colonna vertebrale (con sintomi a carico dell'arto superiore) fino al tratto cervicale. 

Diagnosi di ernia del disco 

Se vi rispecchiate in questi sintomi, in particolare nel dolore alla schiena e all'arto inferiore, contattate il vostro medico di famiglia che saprà visitarvi ed inviarvi a fare una risonanza magnetica della colonna vertebrale. Se questo importante e dettagliato esame dei tessuti duri e molli della colonna vertebrale indicherà la presenza di una o più ernie dovrete intraprendere un percorso curativo (anche parecchio complesso) che vede coinvolti diversi specialisti (ortopedico, neurochirurgo, terapista del dolore) volto ad alleviare il dolore e cercare di far sparire l'ernia. 

L'ozonoterapia per l'ernia del disco 

L'ozonoterapia è una tecnica particolarmente indicata in caso di ernia del disco. L'ozono è un gas trasparente che, iniettato nella colonna vertebrale ai lati della zona con il disco erniato, può facilitare lo "scioglimento" del nucleo polposo erniato ed alleviare i sintomi. I benefici dell'ozonoterapia sono variabili da paziente a paziente (alcuni rispondono meglio altri peggio) e si vedono a distanza di mesi. Il singolo trattamento dura pochi minuti e lo si fa da svegli in ambulatorio; è leggermente doloroso perché il gas penetra, attraverso un ago, in diversi punti della schiena ma i benefici possono essere notevoli rispetto ad interventi più invasivi (intervento chirurgico). Servono 12 sedute in totale di ozonoterapia per un ciclo di trattamento. 

sabato

Come cambiare correttamente il pannolino

E' in arrivo un bambino e vuoi iniziare ad esercitarti su come cambiare il pannolino al tuo bebè? Hai già un bambino ma vuoi capire se cambi correttamente il pannolino senza creare irritazione sulla pelle delicata del neonato? Eccoti qualche consiglio in questa breve guida per cambiare il pannolino correttamente e non irritare la cute del bimbo con i giusti prodotti. 

Quando cambiare il pannolino? 

Il pannolino va cambiato ogni qual volta in cui si presenti piuttosto gonfio per aver assorbito la pipì del bimbo o in caso di bisognini solidi. Quando il bimbo è molto piccolo e beve solo latte il pannolino va cambiato piuttosto frequentemente perché si sporca spesso con materiale dalla consistenza liquida, a volte anche di notte. 

Nei primi mesi si cambiano almeno 6-8 pannolini in ventiquattro ore, non appena questi appaiono gonfi e leggermente pesanti. Con il passare dei mesi, quando il bimbo inizia ad alimentarsi con cibi solidi, il pannolino andrebbe cambiato la mattina appena sveglio, dopo pranzo (quando solitamente fa la pupù), a metà pomeriggio e prima di andare a dormire la sera (tranne in caso di bisogni extra in cui è necessario un ulteriore cambio). 

Cosa serve per cambiare il pannolino? 

Per il momento del cambio pannolino è necessario procurarsi un fasciatoio adatto con dei cassetti o delle tasche laterali in grado di accogliere tutto il materiale occorrente. Se non hai spazio per un fasciatoio puoi procurartene uno mobile, costituito da un rettangolo di materiale soffice da posizionare dove vuoi e su cui adagiare il bambino (sono disponibili anche fasciatoi portatili e richiudibili). 

Materiale che ti servirà per il cambio del pannolino

  • pannolini di taglia adatta al peso del tuo bambino (numero 1,2,3,4,5.. )
  • borotalco in polvere oppure in crema 
  • crema idratante e lenitiva per neonati 
  • sapone per neonati oppure salviettine delicate 
  • asciugamano morbido 

Come cambiare il pannolino?


Posiziona il bambino in sicurezza sul fasciatoio facendo attenzione a non lasciarlo incustodito. Rimuovi il precedente pannolino sporco buttandolo nell'indifferenziata. Afferra il bambino con una presa sicura ed immergilo di acqua tiepida con un po' di sapone lavando bene l'area a contatto con la pipì e le pieghe (1). Puoi utilizzare anche l'acqua corrente se riesci ad impostare una temperatura costante, né troppo fredda né troppo calda. Utilizza del sapone neutro per neonati che non irrita la pelle delicata ed è adatto per lavaggi frequenti. Se c'è solo pipì puoi anche usare solo acqua. Asciuga per bene la pelle con un asciugamano morbido, senza sfregare. 

Se non ami lavare il bambino così spesso puoi, in alternativa, pulirlo per bene con delle salviettine delicate, facendo attenzione ad igienizzare bene tutte le parti nascoste come le pieghe. 

Una volta pulito, posiziona il bambino sul fasciatoio e solleva le gambe unendo i piedini in alto. Con l'altra mano posiziona il pannolino pulito sotto il bambino, con la parte dotata di adesivi verso il basso. Poggia il dorso del bambino su metà pannolino (2). 

Applica del talco in polvere o in crema su tutta la pelle a contatto con il pannolino, massaggiando delicatamente per spargerla in modo uniforme o farla assorbire. Se utilizzi il talco in polvere fai attenzione a non disperdere la polvere nell'aria e farla inalare al bambino (è molto dannosa!). Solleva la seconda metà del pannolino verso il pancino, chiudendola con gli adesivi della metà sottostante (3). 

Cosa fare in caso di irritazioni da pannolino?

Se noti delle irritazioni, pelle arrossata, sfregamenti, bollicine o croste rivolgiti immediatamente al pediatra che saprà consigliarti come comportarti di fronte ad una reazione irritativa o allergica nei confronti dei componenti del pannolino. Se l'arrossamento non è grave puoi rimediare massaggiando la pelle con della crema idratante e lenitiva per neonati o provando a cambiare marca di pannolini nel caso sia questo il problema. 

domenica

Come smacchiare i denti in modo naturale

La vita frenetica quotidiana ci porta sempre meno a prenderci cura del nostro organismo, compreso del benessere dei nostri denti. Quando mangiamo fuori casa, beviamo caffè al bar, mangiamo uno spuntino senza lavarci i denti subito dopo questi finiscono con l'ingiallirsi, macchiarsi ed andare incontro a patologie anche serie (carie, parodontite, recessione gengivale). 

L'importanza dell'igiene orale 

Se i tuoi denti appaiono ingialliti e vorresti smacchiarli per un sorriso bianco e sano inizia a portare con te in borsa gli strumenti base per l'igiene orale: non far mai mancare spazzolino, dentifricio e, se possibile, una mini-confezione di collutorio (puoi acquistare un collutorio nel formato normale grande e portarne in borsa solo una piccola quantità in un contenitore minuscolo adatto). Lava i denti ogniqualvolta mangi, in particolare quando assumi cibo ricco di zuccheri (che incrementano carie, placca e tartaro) e dopo aver bevuto caffè. 

Come smacchiare i denti ingialliti 

Se i tuoi denti sono già ingialliti e vuoi renderli più bianchi puoi affidarti a due rimedi naturali estremamente semplici. Il primo rimedio per sbiancare i denti è quello di massaggiarli per qualche minuto con una foglia di salvia (la classica erba aromatica usata per condire gli alimenti). La salvia, infatti, è un ingrediente di alcuni dentifrici a base di sostanze naturali proprio per il suo potere sbiancante. Questo lavaggio con le foglie di salvia non ha controindicazioni e puoi farlo anche tutti i giorni. 
Un secondo rimedio per sbiancare i denti in modo naturale è quello di bagnare lo spazzolino con dell'acqua ed intingerlo dentro il bicarbonato di sodio. Dopo averne sporcato le setole con il bicarbonato, applica normalmente il dentifricio e lava i denti come fai di solito. Il bicarbonato, infatti, facilita la rimozione dei residui di sporco dai denti e ne accelera lo sbiancamento incrementando l'efficacia pulente del dentifricio. Non esagerare tuttavia con questo rimedio (usalo una o due volte a settimana) ed evita di ingerire il dentifricio mischiato al bicarbonato. 

Dentifrici sbiancanti e pulizia dal dentista 

Esistono in commercio diversi dentifrici sbiancanti da utilizzare dopo il comune lavaggio con dentifricio classico. Tuttavia, poiché questi sono composti chimici anche leggermente aggressivi cerca ti utilizzarli solo se i rimedi naturali non ti soddisfano e non esagerare con la frequenza settimanale. 

Ricorda, inoltre, che la "pulizia dei denti" eseguita da un dentista professionista serve solo a rimuovere i residui di placca e tartaro che si formano lungo i bordi dei denti e nelle fessure difficilmente raggiungibili con lo spazzolino. La pulizia dei denti dal dentista, invece, non li sbianca. Per sbiancare i denti devi lavarli correttamente almeno tre volte al giorno ed usare questi rimedi naturali con costanza. Con una corretta igiene orale, tuttavia, potrai evitare questa spesa medica e questa procedura anche parecchio dolorosa. 

I lipomi: diagnosi e terapia

I lipomi: cosa sono? 

Un "lipoma" è una neoplasia benigna che origina da una cellula adiposa, ovvero un tumore del grasso. Il termine tumore non deve spaventare perché i lipomi sono neoplasie piuttosto innocue e diffuse, al pari dei nevi cutanei (anch'essi sono tumori benigni dei melanociti!). Una cellula adiposa, improvvisamente, inizia a proliferare più del normale, formando una massa tondeggiante, spesso a partire dal grasso sottocutaneo. 


Come diagnosticare un lipoma? 

Un lipoma si presenta alla palpazione come una massa tondeggiante, di consistenza teso-elastica, subito sotto la cute, spostabile facilmente con i movimenti. Quando il lipoma si localizza nei tessuti profondi non possiamo palparlo ma sarà visibile solo alla diagnostica per immagini (ecografia, risonanza magnetica, TAC). Un lipoma può localizzarsi in qualsiasi parte del corpo dov'è presente grasso, quindi testa, collo, torace, addome, arti superiori ed inferiori. 

Se riesci a palpare sottopelle una massa tonda con queste caratteristiche vai a fare una visita dal tuo medico di famiglia che saprà valutare se effettivamente può trattarsi di lipoma o, in alternativa, se può essere qualcosa di diverso. Nei casi dubbi un esame diagnostico come l'ecografia potrà chiarire i dubbi in quanto il lipoma ha delle caratteristiche piuttosto chiare (es. la presenza di una capsula che lo delimita bene dalle strutture circostanti, la non infiltrazione dei piani cutanei, l'aspetto tipico del grasso al suo interno). 

Come si rimuove un lipoma? 

Un lipoma si asporta con un intervento chirurgico che consiste in un'incisione cutanea, isolamento della massa e rimozione, con successiva sutura. Se il lipoma si localizza in zone superficiali facilmente accessibili l'intervento non sarà complicato, mentre più indaginoso sarà un intervento per rimuovere un lipoma in zone difficili da raggiungere (es. sotto la scapola, nei tessuti profondi, nella parte profonda del collo) oppure se il lipoma si localizza vicino a strutture sensibili come nervi e vasi sanguigni, con i rischi che derivano dalla vicinanza a queste sedi più pericolose. 

Dopo l'intervento, la massa neoplastica verrà sottoposta ad esame istologico per accertare la sua benignità e distinguerla da altri tipi di masse più o meno benigne. Una delle diagnosi differenziali più importanti è rispetto alla sua variante maligna (liposarcoma) o rispetto a linfonodi ingrossati per patologie infiammatorie o neoplastiche. 

Come guarire dal mal di schiena

Il mal di schiena è un dolore acuto o cronico localizzato nella regione toracica e lombare della colonna vertebrale, provocato molto spesso da un trauma improvviso o continuo oppure da una patologia a carico delle vertebre o dei dischi intervertebrali. 

Cause e terapia del mal di schiena acuto 

Il mal di schiena può comparire all'improvviso in seguito ad un brusco sforzo, sollevando un oggetto pesante, prendendo in braccio un bambino, sporgendosi all'improvviso in avanti per afferrare qualcosa, ma anche in seguito al raffreddamento della schiena. Questo mal di schiena è quasi sempre legato ad una infiammazione della regione lombare o toracica, in particolare delle strutture muscolari. Per trattare questo mal di schiena è sufficiente una terapia antinfiammatoria con protezione gastrica per alcuni giorni, riparando la schiena con il calore (es. con una fascia elastica o dell'intimo di cotone sotto i vestiti). Il riposo è consigliabile per accelerare la guarigione, ma non continuo a letto perché la posizione prolungata a letto e l'immobilità indebolisce la schiena e accelera la perdita di massa muscolare. 

Cause e terapia del mal di schiena cronico 

Il mal di schiena cronico è una patologia molto più difficile da trattare perché alla base ci possono essere numerosissime cause. La forma più benigna colpisce soggetti alti che trascorrono molto tempo in piedi, ma anche donne con mammelle abbondanti. In questi soggetti c'è ben poco da fare se non con rimedi posturali (evitando di stare molto in piedi, soprattutto in posizione fissa) o, nel secondo caso, con una riduzione di volume del seno. 

Il mal di schiena cronico può essere causato da patologie a carico della colonna vertebrale (artrite, artrosi, cedimenti o crolli vertebrali) o dei dischi intervertebrali (ernie del disco), e nei casi più gravi, da metastasi vertebrali. Queste forme di mal di schiena necessitano di un'attenta valutazione polispecialistica (medico di famiglia, ortopedico, neurologo, immunologo, fisiatra, fisioterapista) per rientrare in un trattamento mirato prima di tutto alla patologia che ne è alla base, farmacologica, chirurgica o basata su metodi fisici. Curare il mal di schiena cronico semplicemente con degli antidolorifici per lunghi periodi è inutile, oltre che dannoso per la salute. 

sabato

Lupilu di LIDL: i migliori pannolini in assoluto

Cercando in lungo ed in largo tra gli scaffali dei pannolini mi è capitato di provare numerose marche per trovare il pannolino adatto alle mie esigenze: morbido, assorbente, sottile, senza perdite laterali e capace di resistere tutta la notte addosso al bambino. Come tutte ben saprete queste caratteristiche appartengono ai pannolini di marca Pampers che, non solo sono i più usati nei reparti maternità degli ospedali, ma sono anche i più costosi! Ebbene sì: i pannolini Pampers costano un occhio della testa e con quello che durano riescono a far spendere al mese una fortuna! 

I pannolini LIDL: una piacevole scoperta 

Leggendo su Internet nei vari forum ho scoperto una marca di pannolini poco conosciuta ma molto amata dalle mamme: i pannolini venduti presso il discount LIDL. Curiosissima di provarli ne ho acquistato un pacco numero 2 e da quel momento è stato "amore a prima pipì"! 
Come potete notare dal pacco in foto sono arrivata ad usare i pannolini numero 5 perché non ho più abbandonato questa marca. Il vantaggio principale di questi pannolini è sicuramente il rapporto qualità-prezzo: ad un costo di 7,99 euro questi pannolini Lupilu hanno lo stesse identiche caratteristiche dei Pampers che arrivano a costare fino al doppio! 

Vi mostro com'è fatto il pannolino: 
Come potrete notare questi pannolini sono molto sottili, quindi per il bambino non c'è l'ingombro tipico di altre marche sin da quando il pannolino è asciutto (per non parlare di quando si gonfiano pieni di pipì). L'odore del pannolino è buono, non ci sono cattivi odori chimici. L'elastico laterale aderisce bene alle cosce e non lascia sfuggire la pipì. 

La pelle del bambino rimane asciutta e non irritata anche dopo tutta la notte a contatto. Ovviamente uso creme a base di talco per proteggerla, ma in corrispondenza del pancino o delle cosce non ho mai notato irritazioni o pelle umida. 

Vi assicuro che non ho alcun interesse a sponsorizzare la marca, la consiglio vivamente per il semplice fatto che non occorre spendere una fortuna per un pannolino che dura poche ore addosso al bambino! Altre marche che ho provato puzzavano parecchio in partenza e l'odore era insopportabile quando si bagnavano con l'urina. Altri pannolini erano molto spessi e il bambino camminava con difficoltà per l'ingombro. 

Unico svantaggio dei pannolini Lupilu: non so per quale motivo ma non producono pannolini numero 1, cioè per bambini appena nati (3-5 Kg); all'epoca, infatti, usai i Pampers spendendo un sacco di soldini per 5-6 pacchi. Purtroppo di questa marca per bimbi così piccoli non ne ho mai trovati nel supermercato LIDL, ma forse è una mancanza specifica del discount della mia città. 

Come far passare un crampo muscolare

Capita spesso, quando si fa attività fisica, di essere colpiti all'improvviso da un crampo muscolare. Durante un crampo muscolare il muscolo interessato, anziché contrarsi e poi rilasciarsi, rimane in uno stato di contrattura prolungata e dolorosa. I muscoli più interessati dai crampi muscolari sono quelli del polpaccio, i glutei, i muscoli della schiena e del collo. 

Le cause dei crampi muscolari 

I crampi muscolari sono provocati dall'eccessiva attività fisica, con accumulo dell'interstizio intorno alle fibre muscolari di molecole che acidificano il pH, come l'acido lattico, e di elettroliti sbilanciati rispetto all'ambiente cellulare a riposo. Questo avviene spesso durante la corsa e le lunghe camminate, ma anche nella stazione eretta prolungata. 

Un'altra causa di crampi muscolari è il freddo e le correnti d'aria per brevi periodi di tempo. Questo capita, ad esempio, durante l'allenamento in piscina nei mesi più freddi. La combinazione della fatica muscolare a carico dei muscoli della schiena, insieme all'acqua fredda sul dorso e sul collo può scatenare un'intensa contrattura della spalla e della schiena, dolorosa e duratura. 

Altra causa di crampi muscolari sono gli squilibri degli elettroliti. Un'alterazione dei livelli di potassio e magnesio nel nostro organismo può scatenare facilmente crampi muscolari generalizzati e continui. 

Come risolvere rapidamente un crampo muscolare

Il metodo più rapido per alleviare un crampo muscolare è quello di distendere il muscolo il più possibile nella forma opposta a quella della contrazione muscolare. Nel caso del polpaccio, ad esempio, il muscolo che si contrae si trova sulla superficie posteriore della gamba e quando si contrae tende a sollevare il piede da terra all'indietro. Il movimento da fare (in foto) è quello di poggiare il tallone per terra e tirare verso l'alto la punta del piede, in modo da allungare il muscolo il più possibile. Entro 30 secondi il crampo si risolve. 

Lo stesso vale per i crampi al collo. Se per prendere qualcosa da sotto il letto, ad esempio, hai allungato molto il braccio e ti è venuto un crampo al collo, vuol dire che dal lato del crampo i muscoli del collo sono contratti, quindi estendi immediatamente il collo in senso opposto cercando di allungare le fibre muscolari. Per i crampi alla schiena, cerca di toccare con le mani in avanti la punta dei piedi ed evita di raffreddare la schiena alle correnti d'aria. 

Se soffri di crampi ricorrenti, continui giorno dopo giorno, probabilmente hai qualche disturbo degli elettroliti. Chiedi al tuo medico se è il caso di prescriverti delle analisi del sangue con dosaggio degli elettroliti per diagnosticare eventuali squilibri del potassi, calcio e magnesio. Un'integratore multivitaminico può essere utile per risolvere la carenza, in particolare un integratore ricco di magnesio e potassio durante la stagione calda e se pratichi attività sportiva. 

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