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domenica

Come fare un'iniezione intramuscolare: la tecnica e i siti corretti

 Preparazione del materiale e del paziente

L’iniezione intramuscolare richiede un’accurata preparazione per garantire efficacia e sicurezza. È necessario disporre di siringa e ago adeguati (generalmente 21–23 G, lunghezza variabile in base al sito e alla corporatura del paziente), farmaco prescritto, disinfettante cutaneo, garze sterili e contenitore per taglienti. 

Prima della procedura è fondamentale l’igiene delle mani e il controllo dell’integrità del farmaco, della data di scadenza e della corretta dose. Il paziente va informato sulla procedura e posizionato in modo da rilassare il muscolo interessato, riducendo dolore e rischio di complicanze.

Scelta del sito di iniezione e tecnica

I principali siti di iniezione intramuscolare sono il muscolo deltoide, il ventrogluteo, il dorsogluteo e il vasto laterale della coscia, ciascuno con specifiche indicazioni. Il sito ventrogluteo è considerato il più sicuro negli adulti, per la distanza da strutture nervose e vascolari. 

Dopo accurata disinfezione e asciugatura della cute, l’ago va inserito con movimento rapido e deciso a 90°, penetrando nel muscolo. L’aspirazione preventiva non è più raccomandata routinariamente, salvo casi particolari. Il farmaco deve essere iniettato lentamente per favorire l’assorbimento e ridurre il dolore locale.

Conclusione della procedura e monitoraggio

Terminata l’iniezione, l’ago va estratto con decisione mantenendo l’angolo di inserimento, applicando una leggera pressione con garza sterile senza massaggiare energicamente il sito. Il materiale utilizzato deve essere smaltito immediatamente in contenitori idonei. È importante osservare il paziente per eventuali reazioni avverse immediate, come dolore intenso, sanguinamento, reazioni allergiche o segni di sincope. Una corretta documentazione della procedura (farmaco, dose, sito e orario) completa l’atto clinico. L’attenzione alla tecnica e al follow-up riduce il rischio di complicanze quali ascessi, lesioni nervose o inefficace assorbimento del farmaco.

Checklist per iniezione intramuscolare (IM)

1. Preparazione

  • Lavarsi accuratamente le mani

  • Verificare farmaco, dose e data di scadenza

  • Predisporre siringa, ago (21–23 G), garza sterile, disinfettante e contenitore per aghi

  • Informare il paziente sulla procedura

  • Posizionare il paziente in modo da rilassare il muscolo

2. Scelta del sito e tecnica

  • Disinfettare e asciugare la zona scelta

  • Inserire l’ago a 90° con movimento rapido

  • Iniettare lentamente il farmaco

  • Estrarre l’ago mantenendo l’angolo di inserimento

3. Conclusione e follow-up

  • Applicare garza sterile senza massaggiare energicamente

  • Smaltire ago e siringa in contenitore idoneo

  • Osservare il paziente per eventuali reazioni immediate

  • Documentare farmaco, dose, sito e orario

Tabella riassuntiva

Sito di iniezioneIndicazioni principaliVantaggiAttenzione a…
DeltoideVaccinazioni, piccoli volumi (<2 mL)Facile accesso, visibileEvitare nervo ascellare e arteria brachiale
Vasto laterale cosciaNeonati, adulti con muscolo deltoide scarsoSicuro, spesso poco dolorosoEvitare masse muscolari o lesioni
VentrogluteoAdulto, bambini, farmaci >2 mLDistanza da nervo sciatico, sicuroPalpare e identificare il punto corretto
DorsogluteoSolo adulti, farmaci viscosiVolume maggiore, muscolo robustoRischio nervo sciatico, adiposità

Vulvodinia: cos’è, sintomi e rimedi efficaci per il dolore vulvare

 Cos’è la vulvodinia e quali sono i sintomi

La vulvodinia è una sindrome dolorosa cronica che interessa la vulva e si manifesta in assenza di cause organiche evidenti, come infezioni o lesioni cutanee. 

Il sintomo principale è il dolore vulvare persistente, spesso descritto come bruciore, dolore urente, puntorio o sensazione di irritazione intensa. Il dolore può essere spontaneo o provocato da stimoli minimi, come il contatto, l’uso di indumenti stretti, l’inserimento di un tampone o i rapporti sessuali. La durata dei sintomi è generalmente superiore ai tre mesi e può avere un impatto significativo sulla qualità di vita, sulla sfera emotiva e sulla sessualità.

Cause e fattori predisponenti

Le cause della vulvodinia non sono completamente definite e la patologia è considerata multifattoriale. Tra i principali meccanismi ipotizzati vi sono l’ipersensibilizzazione delle fibre nervose vulvari, l’infiammazione neurogena, le alterazioni del pavimento pelvico e possibili fattori ormonali o immunitari. 

Eventi scatenanti possono includere infezioni vaginali ricorrenti, traumi locali, interventi chirurgici, parto o stress prolungato. Spesso coesistono condizioni associate, come sindrome dell’intestino irritabile, fibromialgia o cistite interstiziale, suggerendo un’alterazione della modulazione del dolore.

Rimedi e trattamenti per la vulvodinia

I rimedi per la vulvodinia richiedono un approccio personalizzato e multidisciplinare. Le prime misure includono accorgimenti comportamentali, come evitare sostanze irritanti, utilizzare detergenti delicati, indossare biancheria in cotone e ridurre i fattori meccanici di frizione. 

Dal punto di vista terapeutico, possono essere impiegati farmaci topici o sistemici per il dolore neuropatico, come anestetici locali, antidepressivi o anticonvulsivanti a basse dosi. 

La fisioterapia del pavimento pelvico è spesso fondamentale, soprattutto nei casi associati a ipertono muscolare, mentre il supporto psicologico o sessuologico può aiutare a gestire le ripercussioni emotive e relazionali della patologia.

Perché i fumi di un incendio possono provocare la morte: cosa fare in caso di pericolo

La pericolosità dei fumi tossici 

I fumi che si sprigionano durante un incendio rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la salute, spesso più pericolosi delle fiamme stesse. La combustione di materiali comuni come plastica, legno, tessuti, vernici e materiali sintetici libera gas altamente tossici, tra cui monossido di carbonio, acido cianidrico, ossidi di azoto e particolato fine.

L’inalazione di questi fumi può causare irritazione delle vie respiratorie, ipossia, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, insufficienza respiratoria acuta e morte. Anche esposizioni di breve durata possono avere conseguenze significative, soprattutto in bambini, anziani e soggetti con patologie respiratorie o cardiovascolari. 


Dal punto di vista fisiopatologico, il
monossido di carbonio è particolarmente insidioso perché si lega all’emoglobina con un’affinità molto superiore a quella dell’ossigeno, riducendo drasticamente la capacità di trasporto di ossigeno ai tessuti. 

Altri composti, come l’acido cianidrico, interferiscono direttamente con la respirazione cellulare, bloccando i processi metabolici mitocondriali. Il particolato e i gas irritanti, inoltre, danneggiano l’epitelio respiratorio, favorendo edema, broncospasmo e infiammazione, con possibile peggioramento anche a distanza dall’evento acuto.

Cosa fare in caso di incendio: comportamenti corretti 

In caso di incendio, è fondamentale adottare comportamenti corretti per ridurre l’esposizione ai fumi tossici. Se possibile, bisogna allontanarsi rapidamente dall’ambiente interessato mantenendosi bassi, poiché i fumi caldi e tossici tendono a stratificarsi verso l’alto. 

Coprire naso e bocca con un panno, preferibilmente inumidito, può offrire una protezione parziale. È importante non utilizzare ascensori, chiudere le porte alle proprie spalle per limitare la propagazione dei fumi e seguire le vie di fuga segnalate. 

Dopo l’esposizione, anche se i sintomi sembrano lievi, è consigliabile una valutazione medica, poiché gli effetti dell’inalazione di fumi possono manifestarsi o peggiorare nelle ore successive.

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Influenza: prevenirla e curarla con rimedi naturali e farmacologici

I sintomi influenzali 

I sintomi influenzali compaiono in genere in modo improvviso e comprendono febbre spesso elevata, brividi, cefalea, dolori muscolari e articolari diffusi, marcata astenia e malessere generale. A questi si associano frequentemente sintomi respiratori come rinorrea, congestione nasale, faringodinia e tosse secca, che può persistere anche oltre la fase acuta. 

Nei soggetti anziani o fragili l’influenza può manifestarsi in modo atipico, con peggioramento delle condizioni generali o comparsa di complicanze, tra cui bronchiti e polmoniti, rendendo fondamentale un’attenta sorveglianza clinica.



Rimedi naturali per combattere l'influenza


I rimedi naturali svolgono un ruolo importante soprattutto nella prevenzione del contagio e nel supporto al sistema immunitario. Un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura di stagione, garantisce un adeguato apporto di vitamine e antiossidanti, in particolare vitamina C e polifenoli. 
L’idratazione abbondante favorisce la fluidificazione delle secrezioni respiratorie e il controllo della febbre. 

Tra i rimedi tradizionali, miele, zenzero e tisane a base di malva o camomilla possono alleviare tosse e irritazione delle vie aeree superiori. Anche il riposo e il mantenimento di una corretta igiene delle mani rappresentano misure fondamentali per limitare la diffusione del virus.

Farmaci utili per alleviare i sintomi influenzali 

I rimedi farmacologici sono indicati per il trattamento sintomatico e devono essere utilizzati in modo appropriato. Antipiretici e analgesici come il paracetamolo sono il cardine della terapia per ridurre febbre e dolori, mentre i farmaci antinfiammatori non steroidei possono essere impiegati con cautela in assenza di controindicazioni. 

I decongestionanti nasali e gli antitussivi possono trovare indicazione in casi selezionati e per brevi periodi. I farmaci antivirali sono riservati a situazioni specifiche, come pazienti ad alto rischio o forme complicate, e risultano più efficaci se somministrati nelle prime 48 ore dall’esordio dei sintomi. È importante sottolineare che gli antibiotici non sono indicati nell’influenza, se non in presenza di sovrainfezioni batteriche documentate.

mercoledì

Vitamina D e salute delle ossa: quanto tempo esporsi al sole in autunno-inverno?

Introduzione: cos'è la vitamina D? 


La vitamina D è una sostanza molto importante per la salute del nostro sistema scheletrico, nervoso ed immunitario. Fisiologicamente questa vitamina viene prodotta sotto forma di precursore nella pelle, quando esposta ai raggi solari, e convertita successivamente nel fegato e nel rene in forma attiva. Qualora l'esposizione al sole della pelle sia regolare, circa il 90% del fabbisogno di vitamina D viene soddisfatto dalla produzione endogena (dall'organismo stesso) e solo il 10% della vitamina D viene introdotta attraverso la dieta. 

La figura rappresenta la sintesi della vitamina D in forma di precursore nella cute esposta ai raggi solari o introdotta attraverso la dieta, per essere poi convertita nell'organismo in forma attiva. 


La forma attiva della vitamina D presiede a numerose funzioni nell'organismo: in particolare, regola il metabolismo del calcio e, quindi, il benessere e la funzionalità delle ossa, sia in accrescimento sia nell'adulto. 

Perché in autunno-inverno può verificarsi una carenza di Vitamina D?


Durante l'estate, grazie ad un'esposizione solare intensa e costante, la quantità di vitamina D necessaria viene abbondantemente prodotta in modo spontaneo nel nostro organismo. Durante il periodo autunnale o invernale, invece, la produzione endogena di vitamina D può scarseggiare o andare incontro ad un deficit importante. 

In queste stagioni, infatti, la combinazione tra minori ore di luce solare e l'utilizzo di indumenti coprenti rende minimo o nullo l'impatto dei raggi solari sulla pelle. Questo vale soprattutto per quelle persone che, per qualsiasi motivo, si espongono pochissimo in autunno ed inverno alla luce esterna, come ad esempio gli anziani che trascorrono molto tempo in casa o chi passa l'intera giornata al lavoro al chiuso. Inoltre, con l'avanzare dell'età e la presenza di eventuali patologie renali, la produzione endogena di vitamina D va incontro ad una fisiologica regressione. 

Numerose altre condizioni possono causare una carenza di vitamina D: diete drastiche e non bilanciate, fumo di sigaretta ed alcool, patologie dell'apparato digerente con malassorbimento (es. celiachia, il Morbo di Crohn). 

Come capire se c'è una carenza di vitamina D nell'organismo? 


Dosare la quantità di vitamina D presente nel nostro organismo è una procedura relativamente semplice: è sufficiente farsi prescrivere questa analisi del sangue dal proprio medico di medicina generale o rivolgersi ad un laboratorio analisi ospedaliero o privato. Sarà quindi sufficiente il prelievo di una provetta di sangue per ottenere il risultato in pochi giorni, soprattutto in presenza di sintomi o segni che possono far sospettare una carenza, come stanchezza cronica, debolezza muscolare, pelle molto pallida. 


Qual è il modo giusto di esporsi al sole in autunno-inverno? 


Esporsi al sole diretto è cosa nota: fa male, se non lo si fa nel modo giusto. Quando consigliamo l'esposizione solare non intendiamo suggerire di esporsi al sole in modo prolungato, ma semplicemente di garantire un'esposizione regolare e costante, giorno dopo giorno, perlomeno del viso e degli arti superiori alla luce solare esterna. Ad esempio, trascorrendo una mezz'ora al sole sul balcone o su una panchina, passeggiando non troppo coperti all'aperto, sedendosi in auto dal lato finestrino più esposto al sole, e via dicendo. 

Quali cibi aiutano a contrastare la carenza di vitamina D? 


Al fine di scongiurare carenze di qualsiasi vitamina, non meno importante della vitamina D, l'alimentazione di ognuno di noi dovrebbe essere sempre più varia ed equilibrata possibile. Integrare la propria alimentazione con cibi che apportano, in particolare, una maggiore quantità di vitamina D è possibile: è contenuta nel latte e derivati, in pesci come orata, merluzzo, salmone e sogliola, nel fegato bovino, nel tuorlo d'uovo. 

sabato

Vacanze in riva al mare: come sfruttare la spiaggia per praticare sport

Quando si parla di vacanze al mare, coloro che frequentano la spiaggia si dividono fondamentalmente in due tipi: gli iperattivi e gli amanti del relax totale; mentre i primi soffrono solo all'idea di stare tutto il giorno fermi senza far nulla sotto l'ombrellone, gli altri trascorrerebbero intere giornate a prendere il sole immobili sul lettino, rinfrescandosi in acqua di tanto in tanto. 

Senza eccedere nei due estremi, l'ideale sarebbe trovare il giusto equilibrio tra i due modi di vivere le vacanze, raggiungendo un punto d'incontro tra l'attività fisica ed il relax in estate. Questo perché l'estate, e nello specifico le ferie estive, rappresentano una fondamentale occasione per staccare la spina dalla vita quotidiana, dallo stress della città e del lavoro, in modo da recuperare le energie utili ad affrontare il resto dell'anno. Per questo motivo non bisognerebbe strafare con lo sport e le attività fisiche in genere, favorendo nelle ore più calde il riposo ed il relax, ma al tempo stesso aggiungendo una buona dose di movimento che possa scaricare lo stress e far ritrovare il buon umore.



I benefici dell'attività fisica in spiaggia

Gli allenamenti in spiaggia in riva al mare sono un ottimo sistema per mantenere la forma fisica, smaltire le calorie in eccesso accumulate durante l'anno con la vita sedentaria, sviluppare più massa muscolare e quindi incrementare i livelli di energia percepiti, ma anche favorire un maggiore senso di benessere legato alla liberazione di endorfine ed altre molecole quando si fa sport o si vive a contatto con la natura. 

Qualora decidiate di iniziare a praticare sport al mare, scegliete di farlo nelle ore più fresche della giornata. Anche se alzarvi presto al mattino potrebbe risultare faticoso nei primi tempi, il vostro organismo si abituerà presto a questo nuovo ritmo e, con il trascorrere dei giorni, vi sentirete sempre più attivi e felici di svegliarvi per ammirare i primi bagliori della giornata. Anzi, ben presto sentirete anche l'esigenza di godervi quel momento di silenzio, contatto con la natura e spensieratezza nelle ore più fresche del mattino. Lo stesso vale per le ore serali, al tramonto, quando una passeggiata o corsa in riva al mare vi consentirà anche di godere dello spettacolo del tramonto

In ogni caso, quando praticate sport al mare applicate sempre la crema solare protettiva per evitare le scottature, gli occhiali da sole per evitare il fastidio del sole diretto negli occhi, portate con voi una borraccia termica con dell'acqua fresca per rimanere idratati ed indossate un cappellino di colore chiaro per evitare troppo calore sulla testa. 

Kit occorrente: 

I migliori sport da praticare in compagnia sulla sabbia

Che lo facciate in solitudine, con il partner o con un amico, ogni occasione è buona per iniziare a praticare sport in spiaggia. Se il vostro obiettivo è tonificare il corpo e perdere peso non c'è niente di meglio di una bella passeggiata rapida in riva al mare, con le scarpe o a piedi nudi, l'importante che si mantenga un passo sostenuto tale da incrementare la frequenza cardiaca a livelli idonei allo scopo. La corsa sulla battigia è consigliabile a chi ha già un certo grado di allenamento sul tapis roulant o su strada, essendo in riva al mare più faticosa data l'umidità marina e le diverse pendenze e attrito della sabbia. Se volete tonificare gli arti inferiori e stimolare la circolazione del sangue allora camminate dentro l'acqua, con le gambe immerse fino a metà coscia: sarà molto faticoso ma con enormi benefici per l'organismo. 

In riva al mare potrete praticare anche esercizi a corpo libero per tonificare addominali, gambe, glutei e braccia. Basterà portare un asciugamano oppure un tappetino e magari seguire un videocorso o degli allenamenti mirati consigliati da un personal trainer. 

Per chi ama gli sport di gruppo la scelta è molto ampia: dal calcio con gli amici sulla sabbia o in riva al mare, al beach volley, al freesbee o i racchettoni, tutti modi per combinare divertimento alla giusta dose di allenamento in spiaggia.

giovedì

Come dimagrire allenandosi sul tapis roulant

Il tapis roulant è un immancabile attrezzo di ogni palestra, ma che è possibile acquistare ed installare presso la propria abitazione. Attraverso questo attrezzo ginnico è possibile allenarsi sia camminando sia marciando sia attraverso una vera e propria corsa. Il suo utilizzo costante assicura una serie di benefici per la salute, soprattutto per chi ha come obiettivo quello di perdere peso

Quante calorie fa bruciare il tapis roulant? 

Una seduta di allenamento sul tapis roulant che provochi l'innalzamento significativo della frequenza cardiaca permette di bruciare intorno alle 100-150 calorie in mezz'ora, a seconda della costanza, del proprio peso corporeo e della percentuale di massa magra e grassa. Insieme ad una dieta sana e bilanciata, un allenamento di questo tipo regolare nel tempo può aiutare significativamente a perdere peso. 

Per evitare di annoiarsi fissando il muro è consigliabile ascoltare della musica mentre si cammina sul rullo, guardare un film o il proprio programma televisivo preferito oppure posizionare l'attrezzo ginnico in modo da poter guardare dalla finestra. Uno dei motivi per cui si tende a perdere costanza nell'allenamento è proprio la noia. 

Come rendere efficace l'allenamento sul tapis roulant? 

Affinché lo sforzo fisico dell'allenamento sul tapis roulant sia equiparabile a quello di una camminata su terreno naturale è necessario impostare una certa pendenza del rullo. Ovviamente lo sforzo fisico e, quindi, le calorie bruciate saranno proporzionali alla velocità impostata (in chilometri all'ora, Km/h) e al grado di inclinazione del rullo rispetto al terreno (espressa sul monitor in percentuale, %). 

Allenarsi sul tapis roulant ha inoltre una serie di vantaggi: ci si può allenare tranquillamente a casa o in palestra anche quando piove e fa freddo (come che non si potrebbe fare con leggerezza in un allenamento su strada), è adatto anche a persone più in là con gli anni che, sul terreno esterno, potrebbero incappare in buche dell'asfalto o irregolarità del fondo, oltre alla possibilità di poter comodamente afferrare le maniglie dello strumento per reggersi durante la camminata. 

Come bruciare calorie allenandosi sul tapis roulant

Affinché l'allenamento sul tapis roulant porti effettivamente a dei benefici per la salute e ad una reale perdita di peso è necessario iniziare con un basso grado di intensità dello sforzo e aumentarlo progressivamente nel tempo. Nei primi giorni è opportuno iniziare con una velocità moderata (intorno a 5 Km/h) con una pendenza minima (1-2%); nelle settimane successive è consigliabile incrementare gradualmente la velocità e la pendenza, in modo da raggiungere un grado ottimale di allenamento aerobico (aumento della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria). 

Allenandoti sul tapis roulant brucerai calorie per perdere peso, ma questo allenamento ti consentirà anche di tonificare cosce, gambe e glutei, aumentando la forza muscolare (soprattutto se si usare elevate pendenze). Non solo, ma sforzandoti di mantenere una buona postura in posizione eretta della colonna vertebrale consentirai l'irrobustimento dei muscoli lombari. 


venerdì

Melatonina: principale rimedio per dormire bene

Cos'è la melatonina?
La melatonina è un ormone prodotto fisiologicamente nel nostro organismo prevalentemente a livello di una regione cerebrale detta "ghiandola pineale o epifisi". La sua funzione più importante è quella di indurre il sonno durante la notte: la sua produzione, infatti, è attivata dal buio seguendo un ritmo circadiano: livelli alti dell'ormone si registrano durante la notte, mentre la sua produzione è soppressa dalla luce durante il giorno. 

Integratori alimentari a base di melatonina (venduti in farmacia, parafarmacia, online senza prescrizione) stanno diventando sempre più popolari nell'intera popolazione, usati come supplemento per riuscire ad addormentarsi prima e per evitare i numerosi micro-risvegli notturni. La melatonina assunta come integratore alimentare viene sintetizzata in laboratorio, ma è del tutto identica a quella naturale prodotta dall'organismo umano. Viene venduta sotto forma di pillole da deglutire con un sorso d'acqua o sotto forma di gocce o pillole da sciogliere sotto la lingua (queste ultime hanno un effetto più rapido perché raggiungono immediatamente il sangue, mentre le formulazioni da deglutire devono prima sciogliersi nello stomaco e poi essere assorbite nel sangue). 



La melatonina, inoltre, è un potente antiossidante con numerosi altri benefici sull'organismo, oltre alla sua capacità di rilassare l'organismo ed indurre il sonno. I suoi effetti favorevoli si esplicano, in particolare, sulla retina, sulle mucose gastrointestinali, ma anche sui livelli di altri ormoni, come quello della crescita. La melatonina aiuta a regolare la temperatura corporea e la pressione sanguigna e riduce il tinnito (sentire dei ronzi nell'orecchio). A livello cerebrale, la melatonina lega recettori capaci di ridurre l'attività nervosa, mentre nell'occhio abbassa i livelli di dopamina, ormone che contribuisce a mantenere sveglio l'organismo.

Come riuscire a dormire meglio? 
Milioni di persone in tutto il mondo soffrono di disturbi del sonno, insonnia grave e sonnolenza durante il giorno. Dormire male non ha conseguenze solo sul livello di benessere e di energia fisica della giornata ma può portare, cronicamente, a gravi conseguenze sulla salute, riducendo le energie corporee, abbassando la produttività dell'organismo e aumentando il rischio di malattie come diabete ed ipertensione. 

I disturbi del sonno sono legati ad una bassa produzione di melatonina a causa dello stress, fumo, dell'iperattività fisica e mentale durante il giorno, all'eccessiva esposizione alla luce durante la notte (es. televisore, cellulare, monitor del computer) ma anche a causa dei viaggi con cambiamenti del fuso orario (jet-lag) e del lavoro con turni notturni.

Assumere melatonina come integratore può essere utile a normalizzare i livelli dell'ormone fisiologico e tornare a dormire bene, anche quando si viaggia o si lavora di notte. La melatonina va assunta circa mezz'ora prima dell'orario al quale si vuole dormire. Ogni persona risponde diversamente a diversi dosaggi di melatonina: la dose più bassa dalla quale partire è di 0,5 mg fino ad un massimo di 5 mg se non arriva una risposta efficace. Il consiglio è quello di iniziare con la dose consigliata (1 mg) e assumere due o tre dosi solo se il sonno tarda ad arrivare dopo almeno mezz'ora. 

Regolarizzando il ritmo sonno-veglia, la melatonina può essere efficace nei soggetti che soffrono di depressione stagionale, ovvero in quei soggetti che sviluppano sintomi ansiosi o depressivi prevalentemente durante alcune stagioni, a causa di alterazioni dei livelli di buio e luce.

Effetti collaterali della melatonina 
La melatonina è un farmaco sicuro, non tossico e senza importanti effetti collaterali. In alcuni soggetti può provocare sonnolenza, debolezza, mal di testa e nausea o interagire con altri medicinali (in particolare con i farmaci anti-ipertensivi e anti-depressivi). Per questi motivi, prima di iniziare ad assumere la melatonina, è sempre buona regolare chiedere il parere del proprio medico. Inoltre, non ci sono studi che dimostrano la capacità della melatonina esterna di sopprimere la produzione endogena di melatonina, che rimane quindi inalterata sospendendo l'integrazione. 

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domenica

Come risparmiare sulla bolletta del gas con il termocamino

Quando il freddo invernale inizia a farsi sentire e la casa piano piano diventa gelida è importante accendere il riscaldamento per restare in salute ed evitare di ammalarsi. Se avete una casa in campagna o comunque con la possibilità di installare un camino, il termocamino è quello che vi consentirà di abbattere drasticamente i costi della bolletta del gas e avere una casa molto calda, soprattutto se avete dei bambini piccoli. 

Cos'è un termocamino? 

Il termocamino è un camino uguale ad un classico camino a legna, ma con la differenza di essere chiuso da un vetro e di riscaldare una cisterna d'acqua posta in alto sulla fiamma. Quest'acqua, poi, circola nei termosifoni riscaldando tutte le stanze della casa (e non solo la stanza dove si trova il camino) e riscalda anche l'acqua del rubinetto e della doccia. Nel momento in cui non volete il riscaldamento acceso, basterà azionare una levetta per mantenere tutta l'acqua calda nel serbatoio senza farla circolare nei termosifoni. 

La spesa in materia di gas per il riscaldamento sarà netta (solo il costo del contatore) e l'unica spesa da sostenere sarà quella per l'acquisto della legna o, se avete alberi che potate il resto dell'anno, sarà pari a zero. 

Come si esegue l'allacciamento? 

Per allacciare il termocamino alle condutture dei termosifoni dovete richiedere l'installazione da parte dei rivenditore specializzato. Durante il funzionamento del termocamino, la caldaia a gas deve rimanere chiusa tramite la valvola. Nei mesi più caldi, quando il termocamino viene spento, la caldaia a gas può tornare tranquillamente a funzionare sbloccando la valvola. 

sabato

11 rimedi contro la stitichezza femminile

La stitichezza femminile è un problema diffusissimo: ne sono colpite migliaia di donne. Essere non vuol dire semplicemente non andare tutti i giorni in bagno, ma vuol dire anche provare molto fastidio e difficoltà nell'emissione di feci dure e disidratate. Combattere la stitichezza femminile non è solo un modo per regolarizzare l'intestino, sentirsi più sgonfie e con meno aria nella pancia, ma significa anche ridurre di una significativa percentuale il rischio di sviluppare tumori benigni e maligni del colon-retto: è dimostrato, infatti, che più tempo eventuali sostanze tossiche e cancerogene contenute nelle feci restano a contatto con la parete del colon-retto, più aumenta il rischio di sviluppare neoplasie nel tempo

1. Alimentazione ricca di fibre 

Mangiare correttamente è il primo passo contro la stitichezza. Un'alimentazione ricca di frutta e verdura è fondamentale per aumentare la massa delle feci e far si che queste, premendo sulla parete dell'intestino, ne favoriscano i movimenti peristaltici. Se la vostra alimentazione è povera di fibre o non riuscite a mangiarle regolarmente, integrate con l'assunzione di crusca es. nello yogurt o nel latte. Alcuni alimenti, inoltre, hanno effetto lassativo perché ammorbidiscono le feci: legumi, verdura, cachi, uva, prugne. 

2. Acqua 

Se le feci sono disidratate e dure vuol dire che non bevete abbastanza rispetto al consumo giornaliero di acqua del vostro organismo. Bevete 1,5-2 litri di acqua al giorno o anche più se sudate molto. L'acqua è fondamentale per aumentare il peso delle feci e favorirne l'espulsione. 

3. Rispettate i ritmi del vostro organismo 

Spessissimo l'organismo si abitua ad avere dei ritmi regolari e li segue, se possibile. Il ritmo della defecazione segue, molto spesso, dei movimenti peristaltici che si innescano quando ingeriamo del cibo: questo avviene, quindi, dopo la colazione, dopo il pranzo o dopo la cena. A seconda di quando avvertite lo stimolo defecatorio, abituate l'organismo ad andare in bagno sempre in quel momento. Se, ad esempio, vi viene lo stimolo di mattina, cercate di anticipare il momento della colazione in modo da non andare di fretta e dover rimandare il momento. 

4. Prendetevi la vostra privacy quando andate in bagno 

La privacy e la calma sono importanti quando si tenta di andare in bagno. Chiudete la porta del bagno e chiedete agli altri di non disturbarvi bussando per entrare. Se dovete andare in bagno quando siete a lavoro o a scuola ma i bagni pubblici proprio non vi piacciono, provate a tenere in borsa dei fogli di carta copriwater per evitare di poggiarvi sulla superficie direttamente: non rimandate comunque il momento!! 

5. Provate con acqua e limone 

Un rimedio per stimolare la defecazione può essere quello di bere al mattino, al momento della colazione, una tazza di acqua calda con mezzo limone spremuto. A molte donne è davvero utile e devono subito correre in bagno. 

6. Provate le erbe 

Chiedete consiglio all'erboristeria su quali siano le erbe naturali che possono aiutarvi a risolvere i problemi di stitichezza. Solitamente in questi casi si usano delle combinazioni di erbe da polverizzare nei cibi, assolutamente insapori, che favoriscono la peristalsi ed il benessere intestinale. 

7. Usate la glicerina 

Le supposte in glicerina per adulti possono darvi beneficio al momento della defecazione perché provocano lo stimolo a defecare se il materiale è presente nell'ultimo tratto dell'intestino ma, da solo, non riesce ad avviare lo stimolo defecatorio. Le supposte, inoltre, ammorbidiscono le feci indurite e lubrificano il passaggio quando doloroso. 

8. Allentate lo stress

Lo stress è la principale causa di stitichezza nelle donne: la vita frenetica, di corsa, per tante ore sedute o in piedi a lavoro o a scuola, ma anche quando si è in giro di corsa o in auto, provoca una reazione nervosa sull'intestino che rallenta i processi digestivi e altera le normali dinamiche dell'apparato digerente. Se potete, rallentate la vita frenetica, prendetevi dei momenti di rilassamento e di calma per il vostro organismo, anche con della musica rilassante. 

9. Fate sport 

Lo sport aiuta i movimenti intestinali e può contribuire a risolvere i problemi di stitichezza. Se soffrite di pancia gonfia e tensione addominale vi accorgerete che già facendo una bella camminata, qualche addominale e degli esercizi a corpo libero vi sentirete già più sgonfie (anche emettendo qualche flatulenza perché l'intestino si libera pian piano dall'aria in eccesso). Cercate di camminare a piedi il più possibile, soprattutto se fate una vita sedentaria per molte ore. 

10. Massaggiate la pancia 

Il massaggio manuale dell'addome può favorire la peristalsi ed il passaggio delle feci in diversi tratti dell'intestino. Con la mano a piatto, dovete seguire il percorso che fanno normalmente le feci prima di uscire: iniziate dal fianco destro, proseguite in alto sotto il cuore, poi andate sul fianco sinistro e premete verso l'osso pubico. In questo modo, se le feci sono bloccate ne favorirete il percorso. 

11. Controllate gli ormoni 

La stitichezza femminile può essere legate anche a dei cambiamenti ormonali che influiscono sulla motilità intestinale. Considerando l'importanza degli ormoni femminili ovarici e di quelli tiroidei nella stitichezza, chiedete consiglio al vostro medico su un eventuale check-in dell'assetto ormonale. Ad esempio, l'ipotiroidismo si manifesta quasi sempre con stitichezza e la semplice correzione dello squilibrio con il trattamento sostitutivo può risolvere definitivamente il problema. 

domenica

Correre e camminare riducono il rischio di morte

La corsa lenta e la camminata rapida sono collegate ad un rischio significativamente più basso di morte per qualsiasi causa, secondo un'analisi aggregata delle prove disponibili pubblicata online sul British Journal of Sports Medicine. Se più persone iniziassero a correre - senza percorrere necessariamente grosse distanze o correre velocemente - probabilmente ci sarebbero miglioramenti sostanziali nella salute della popolazione e nella longevità, concludono i ricercatori. 


Non è chiaro quanto sia efficace correre per evitare il rischio di morte per qualsiasi causa e in particolare per malattie cardiovascolari e cancro, affermano i ricercatori. Né è chiaro quanto una persona deve correre per ottenere questi potenziali benefici, né se aumentare la frequenza, la durata e il ritmo - in altre parole, aumentare la "dose" - potrebbe essere ancora più vantaggioso. 

Per cercare di scoprirlo, i ricercatori hanno sistematicamente riesaminato ricerche, presentazioni di conferenze, tesi di dottorato e tesi di dottorato pubblicati in un'ampia gamma di database accademici. Hanno cercato studi sull'associazione tra corsa / jogging e il rischio di morte per tutte le cause, malattie cardiovascolari e cancro. Hanno trovato 14 studi adeguati, che hanno coinvolto 232.149 persone, la cui salute era stata monitorata da 5,5 a 35 anni. Durante questo periodo, 25.951 dei partecipanti allo studio sono morti. Quando i dati dello studio sono stati riuniti, qualsiasi quantità di corsa era associata a un rischio di morte inferiore del 27% per tutte le cause per entrambi i sessi, rispetto alla mancanza di corsa. Ed è stato associato con un rischio inferiore del 30% di morte per malattie cardiovascolari e un rischio inferiore di morte del 23% per cancro.

Anche piccole "dosi", ad esempio una volta alla settimana o meno, che durano meno di 50 minuti ogni volta e ad una velocità inferiore a 8 km l'ora, sembrano essere associate a significativi benefici per la salute e la longevità. Correre per almeno 25 minuti a settimana è una buona opzione per coloro il cui principale ostacolo a fare abbastanza esercizio fisico è la mancanza di tempo, suggeriscono i ricercatori. Ma l'aumento della "dose" non era associato a un ulteriore abbassamento del rischio di morte per qualsiasi causa, secondo l'analisi. 

I ricercatori suggeriscono che qualsiasi quantità di corsa è migliore di nessuna, concludendo: "L'aumento dei tassi di partecipazione alla corsa, indipendentemente dalla sua dose, probabilmente porterebbe a miglioramenti sostanziali nella salute della popolazione e nella longevità".

Articolo scientifico
Pedisic Z, Shrestha N., Kovalchik S., Stamatakis E., Liangruenrom N., Grgic J., Titze S., Biddle S.JH, Bauman A.E., Oja P.. 
Is running associated with a lower risk of all-cause, cardiovascular and cancer mortality, and is the more the better? A systematic review and meta-analysis. 
British Journal of Sports Medicine, 2019; bjsports-2018-100493 DOI: 10.1136/bjsports-2018-100493

Scoperta la relazione tra insonnia ed ansia

Mentre una notte piena di sonno stabilizza le emozioni, una notte insonne può innescare un aumento del 30% dei livelli di ansia, secondo una nuova ricerca dell'Università della California, Berkeley. I ricercatori della UC Berkeley hanno scoperto che il tipo di sonno più adatto a calmare e azzerare il cervello ansioso è il sonno profondo, noto anche come sonno con movimento oculare non rapido (NREM), uno stato in cui le oscillazioni neuronali diventano altamente sincronizzate, con calo della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. 


  "Abbiamo identificato una nuova funzione del sonno profondo, che riduce l'ansia durante la notte riorganizzando le connessioni nel cervello", ha affermato l'autore senior dello studio Matthew Walker, professore di neuroscienze e psicologia della UC Berkeley. "Il sonno profondo sembra essere un ansiolitico naturale (inibitore dell'ansia), a condizione che lo riceviamo ogni notte." I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Human Behaviour, forniscono uno dei più forti legami neurali tra sonno e ansia fino ad oggi. Dormire, quindi, sarebbe un rimedio naturale e non farmaceutico per i disturbi d'ansia, che sono stati diagnosticati in circa 40 milioni di adulti americani e stanno crescendo tra i bambini e gli adolescenti.


Lo studio suggerisce fortemente che il sonno insufficiente amplifica i livelli di ansia e, al contrario, che il sonno profondo aiuta a ridurre tale stress", ha detto l'autore principale dello studio Eti Ben Simon, un membro post dottorato presso il Center for Human Sleep Science presso UC Berkeley. 

In una serie di esperimenti che utilizzano la risonanza magnetica funzionale e la polisonnografia, tra le altre misure, Simon e altri ricercatori hanno scansionato il cervello di 18 giovani adulti mentre guardavano i video clip emozionanti dopo un'intera notte di sonno e di nuovo dopo una notte insonne. I livelli di ansia sono stati misurati dopo ogni sessione tramite un questionario. Dopo una notte senza sonno, le scansioni del cervello hanno mostrato un arresto della corteccia prefrontale mediale, che normalmente aiuta a tenere sotto controllo la nostra ansia, mentre i centri emotivi più profondi del cervello erano iperattivi. 

 "Senza dormire, è quasi come se il cervello fosse troppo pesante sul pedale dell'acceleratore emotivo, senza abbastanza freno", ha detto Walker. Dopo un'intera notte di sonno, durante la quale le onde cerebrali dei partecipanti sono state misurate tramite elettrodi posizionati sulla testa, i risultati hanno mostrato che i loro livelli di ansia sono diminuiti in modo significativo, soprattutto per coloro che hanno sperimentato un sonno NREM ad onde lente. "Il sonno profondo aveva ripristinato il meccanismo prefrontale del cervello che regola le nostre emozioni, abbassando la reattività emotiva e fisiologica e prevenendo l'escalation dell'ansia", ha detto Simon. 

Lo stesso studio su altri 30 partecipanti ha nuovamente mostrato come coloro che dormivano più durante la notte sperimentavano livelli più bassi di ansia il giorno successivo. Inoltre, oltre agli esperimenti di laboratorio, i ricercatori hanno condotto uno studio online in cui hanno monitorato 280 persone di tutte le età su come i loro livelli di sonno e ansia sono cambiati nell'arco di quattro giorni consecutivi. I risultati hanno mostrato che la quantità e la qualità del sonno che i partecipanti ricevevano da una notte all'altra prevedevano quanto sarebbero stati ansiosi il giorno successivo. Anche i lievi cambiamenti notturni nel sonno hanno influenzato i loro livelli di ansia. 


A livello sociale, "i risultati suggeriscono che la decimazione del sonno nella maggior parte delle nazioni industrializzate e la marcata escalation dei disturbi d'ansia in questi stessi paesi è causalmente correlata", ha detto Walker. "Il miglior ponte tra disperazione e speranza è una buona notte di sonno."

Articolo scientifico:
Eti Ben Simon, Aubrey Rossi, Allison G. Harvey, Matthew P. Walker.
Overanxious and underslept
Nature Human Behaviour, 2019; DOI: 10.1038/s41562-019-0754-8

sabato

Come assumere le compresse di Eutirox

Cos'è l'Eutirox? 

L'Eutirox è un farmaco in compresse che sostituisce gli ormoni tiroidei in caso di deficit degli stessi, una condizione definita "ipotiroidismo". Essere affetti da ipotiroidismo vuol dire che la nostra tiroide non produce una quota sufficiente di ormoni tiroidei per una normale regolazione del metabolismo corporeo; per questo motivo, è necessario assumere degli ormoni sintetici sostitutivi dall'esterno. 

Quando viene prescritto l'Eutirox? 

L'Eutirox compresse viene solitamente prescritto da parte di un medico endocrinologo dopo aver effettuato una visita approfondita del suo paziente e aver valutato gli esami del sangue ed eventuali ecografie della tiroide o altri esami effettuati precedentemente; se non si dispone di questi esami, l'endocrinologo dovrà prescriverli perché sono necessari per valutare l'assetto ormonale. 



L'Eutirox compresse esiste in commercio in vari dosaggi, espressi in microgrammi, a partire dal minimo (25) fino ad un alto dosaggio (150, 175). La dose da assumere va decisa dal medico in base all'anamnesi e all'esame obiettivo del paziente, alla patologia diagnosticata alla base dell'ipotiroidismo e al peso corporeo. Talvolta si parte con una dose piu' bassa iniziale e si aumenta a quella di mantenimento. 

Come assumere l'Eutirox

L'Eutirox va assunto ogni giorno, quasi sempre a vita o, in caso di ipotiroidismo transitorio, finché la condizione patologica si risolve. L'ideale è assumere la compressa di Eutirox al mattina, mezz'ora prima di fare colazione, quindi a stomaco vuoto. Per comodità è utile posizionare la compressa da assumere sul comodino insieme ad un bicchiere d'acqua, in modo da assumerla non appena suona la sveglia prima di alzarsi dal letto, in modo da trascorra abbastanza tempo prima della colazione. 

Se si dimentica di assumere una compressa di Eutirox, la si può assumere non appena possibile nel corso della giornata, anche a stomaco pieno, l'importante che dal giorno dopo si riprenda ad assumere normalmente prima della colazione. 

giovedì

Come rimuovere l'assistente di Google dallo Smartphone

Non so se sia capitato anche a voi, ma a seguito dell'ultimo aggiornamento sul mio smartphone è successa una tragedia: si è auto-installato l'assistente vocale di Google! Da questo momento sono letteralmente impazzita! Oltre ad essere molto invasivo, ha praticamente mandato in tilt il cellulare, rimaneva acceso per ore il monitor, si attivava da solo in piena notte, sentivo parlare qualcuno in borsa, mi chiudeva il browser mentre navigavo su Internet, non vedevo l'ora di eliminare questo maledetto assistente di Google dal mio cellulare! 

Eliminare l'assistente Google dallo smartphone

Ho cercato in ogni sito aiuto su come eliminare questo maledetto assistente e, ogni volta, mi rimandavano ad un processo di disattivazione che, comunque, manteneva in basso l'icona sullo schermo per poterlo riattivare in qualsiasi momento! Io, invece, volevo letteralmente eliminarlo dal cellulare, non vederlo proprio! 

Finalmente ho capito come fare: se volete eliminare l'assistente di Google non dovete seguire quella procedura che inizia con il cliccare in alto a destra o a sinistra sul simbolo della tastiera e che finisce con il disattivare l'assistente! Non serve a nulla, lui è sempre lì pronto a rompervi le palle dalla mattina alla notte!! 

Andate direttamente nelle impostazioni del vostro smartphone, cercate la voce "App" ed eliminatelo attraverso l'applicazione Google con questo simbolo. Magicamente l'assistente vocale sparirà dal vostro cellulare e voi tornerete a navigare in santa pace e a dormire sonni tranquilli. 
Applicazione assistente vocale Google: come eliminarla 

sabato

Anoressia nervosa: come riconoscerla e guarire

Chi colpisce l'anoressia nervosa? 

L'anoressia nervosa è una grave malattia psichiatrica caratterizzata dal rifiuto ostinato del cibo, grave dimagrimento fisico fino all'estrema cachessia ed alterazioni ormonali, in particolare del ciclo ovarico nelle donne. L'anoressia nervosa colpisce soprattutto donne durante l'adolescenza, ma non è raro che possa manifestarsi in donne adulte o nei maschi. 

Le cause dell'anoressia nervosa non sono bene conosciute, ma una delle teorie più accreditate riguarda un alterato rapporto con la figura genitoriale, in particolare con la madre. Nella maggior parte dei casi, coloro che soffrono di anoressia sono persone molto precise, ordinate, che eccellono in diversi ambiti della propria vita (hanno ottimi risultati negli studi, nelle attività sportive, sono "brave ragazze") ma non riescono a compensare la grave carenza affettiva nei confronti di uno o di entrambi i genitori e tentano, in questo modo, di attirare l'attenzione su di sé.  

Le alterazioni endocrine nell'anoressia nervosa 


Le alterazioni endocrine osservate nell’anoressia nervosa sono indicative di una disfunzione ipotalamica, ma non sono specifiche, sono analoghe a quelle osservate in altre condizioni di estremo dimagramento e sono reversibili se la paziente riprende a nutrirsi. 


Secondo l’ipotesi di Frisch e Revelle, il menarca coinciderebbe con il raggiungimento di un “peso critico” e di un “critico rapporto tra tessuto adiposo e peso corporeo”. Questo valore sarebbe in grado di scatenare i fenomeni puberali aumentando il metabolismo degli steroidi a livello del tessuto adiposo e una modificando la responsività ipotalamica agli steroidi gonadici. Nelle pazienti con anoressia nervosa la riduzione del peso e del tessuto adiposo al di sotto dei “livelli critici” provocherebbe la “regressione” della regolazione secretoria delle gonadotropine secondo le modalità proprie delle prime fasi della pubertà

Si verifica una “regressione” dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi a quello dell'epoca puberale, con alterazioni del ciclo ovarico fino all'amenorrea (assenza completa del flusso mestruale) e anovulazione. La concentrazione in circolo di LH ed FSH è diminuita, con aumento del rapporto FSH/LH. La pulsatilità secretoria di LH, propria della donna in età fertile, è sostituita da variazioni legate al ritmo sonno-veglia, come avviene in epoca puberale. Anomala è pure la risposta delle gonadotropine alla somministrazione di GnRH, con ridotta liberazione di LH e liberazione di FSH tardiva ed esagerata, simile a quella che si ha in età puberale. A livello ovarico si formano cisti follicolari multiple (sovrapponibile all'epoca puberale). 

I livelli plasmatici di cortisolo tendono ad essere elevati, con riduzione delle variazioni circadiane in circa il 50% delle pazienti. L’ipercortisolemia non è causata da un’aumentata produzione, ma da un rallentamento dei processi di eliminazione (aumento dell’emivita e diminuzione della velocità di clearance metabolica); è corretta dalla somministrazione di T3. 

La concentrazione di T4 è in genere normale, quella di T3 è spesso ridotta con aumento del reverse T3 (biologicamente inattivo). Questo assetto ormonale, caratteristico della “euthyroid sick syndrome”, ha lo scopo, grazie alla minor formazione di T3, di regolare ad un livello più basso il metabolismo energetico nel tentativo di compensare il ridotto apporto di sostanze alimentari. In circa un terzo dei casi è presente un diabete insipido parziale che può essere corretto con la somministrazione di ADH.

Come diagnosticare l'anoressia nervosa 

I segni clinici di ordine generale (ipotensione, ipotermia, ipokaliemia, anemizzazione) sono analoghi ad altre condizioni di malnutrizione cronica. La diagnosi è quindi basata da un lato sull’età, il sesso del paziente e l’atteggiamento distorto nei riguardi di tutto quanto riguarda l’alimentazione e il peso corporeo e sulla sulla rigorosa esclusione di ogni malattia organica cachettizzante.

Come si guarisce dall'anoressia nervosa 

La terapia è psichiatrica e presenta notevoli difficoltà. Nei casi gravi è indispensabile nutrire la paziente attraverso una sonda nasogastrica e/o per via parenterale, correggendo eventuali squilibri elettrolitici, l’anemia, le carenze vitaminiche. Irrilevanti i mezzi farmacologici: antiserotoninici, steroidi anabolizzanti. La somministrazione di ormoni (estroprogestinici ed altri) non ha alcuna utilità pratica. 

domenica

Come guarire da un livido (ematoma)

Perché si forma un livido?

Un livido o "ematoma" è uno stravaso di sangue nei tessuti superficiali e/o profondi che si forma in seguito ad un trauma in grado di rompere i vasi sanguigni, con conseguente fuoriuscita ematica dalla parete vascolare. Esempi di traumi in grado di provocare un ematoma sono un urto violento contro una superficie, una caduta, un pugno. 
In alcuni soggetti le pareti vascolari sono più fragili del normale ed un ematoma può formarsi anche in seguito a traumi più lievi che in altri soggetti non provocherebbero la comparsa di un livido: un semplice pizzicotto, un'iniezione intramuscolare, un urto lieve contro una sporgenza. Se un soggetto presenta deficit della coagulazione congeniti (sin dalla nascita) o acquisiti (per terapie farmacologiche) svilupperà ematomi molto frequentemente. 

Gli ematomi che si formano nei tessuti superficiali non sono in genere pericolosi, e si riassorbono in pochi giorni. Gli ematomi profondi, invece, possono avere un certo grado di pericolosità e vanno sempre indagati con un esame medico, soprattutto in sedi come l'addome, il torace ed il capo. 

Cosa fare se si forma un livido? 

Dopo un trauma che potrebbe portare alla formazione di un ematoma, applica del ghiaccio secco per ridurne la progressione. Se non hai del ghiaccio secco puoi usare qualcosa di congelato che hai nel congelatore di casa, ma interponi un fazzoletto per non entrare in diretto contatto con la superficie fredda. 

La maggior parte dei lividi si riassorbono autonomamente in qualche settimana, scomparendo completamente senza lasciare residui cutanei. Nel corso dei giorni il livido appare colorato con diverse sfumature: inizialmente rosso-violaceo, poi verde-giallastro e poi sempre più sfumato fino a scomparire. Questo perché l'emoglobina contenuta nei globuli rossi del sangue viene degradata producendo due sottoprodotti, bilirubina prima e biliverdina poi, che assumono questa tonalità. 

Per accelerare la guarigione di un livido 

Esistono in commercio diverse pomate ed unguenti in grado di accelerare il riassorbimento di un ematoma (es. Ematonil); queste agiscono anche riducendo l'edema e l'infiammazione dei tessuti e favorendo la rigenerazione della parete vascolare. Per applicare questi prodotti bisogna semplicemente massaggiare la zona fino ad assorbimento completo, con dei gesti circolari sulla pelle subito sopra l'ematoma. Seguire le indicazioni sul foglietto illustrativo per quanto riguarda la frequenze delle applicazioni giornaliere. 

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