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domenica

Nuovi farmaci per dimagrire: come funzionano, nomi commerciali e quando usarli

 Farmaci anti-obesità attualmente in uso

Negli ultimi anni la terapia farmacologica dell’obesità ha registrato progressi significativi, con l’approvazione di nuovi farmaci che vanno oltre i vecchi trattamenti. Tra i più noti vi sono Wegovy e Zepbound. Wegovy è la forma ad alta dose di semaglutide, un agonista del recettore GLP-1 utilizzato specificamente per la gestione cronica del peso in adulti con obesità o sovrappeso con comorbidità; recentemente è stata approvata anche una versione orale della stessa molecola per facilitare l’aderenza alla terapia. 

Zepbound è il nome commerciale con cui tirzepatide è indicata per la gestione del peso corporeo, pur essendo lo stesso principio attivo approvato anche come Mounjaro per il diabete di tipo 2. Questi farmaci stanno sostituendo in molti casi trattamenti più tradizionali e poco efficaci, offrendo percorsi terapeutici migliori per molti pazienti.


Meccanismo d’azione dei nuovi farmaci anti-obesità

I nuovi farmaci agiscono principalmente su meccanismi ormonali centrali e periferici che regolano fame, sazietà e metabolismo energetico. 

Semaglutide (Wegovy) è un agonista del recettore del glucagon-like peptide-1 (GLP-1): migliora la sensazione di sazietà, rallenta lo svuotamento gastrico e riduce l’appetito agendo su percorsi neurali centrali. 

Tirzepatide (Zepbound/Mounjaro) ha un meccanismo duale: stimola sia il recettore GLP-1 che quello del GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide), combinando gli effetti di soppressione dell’appetito e miglioramento della sensibilità insulinica, con risultati di perdita di peso mediamente superiori rispetto ai soli GLP-1. Questi approcci farmacologici riflettono una migliore comprensione della regolazione neuroendocrina del peso corporeo, con impatto positivo anche su fattori metabolici associati.

Indicazioni cliniche e considerazioni terapeutiche

Le indicazioni cliniche di questi nuovi farmaci sono generalmente riservate a adulti con indice di massa corporea (BMI) ≥30 kg/m² o a quelli con BMI ≥27 kg/m² in presenza di comorbidità legate all’obesità (ad es. ipertensione, dislipidemia, diabete di tipo 2). 

Le terapie devono essere associate a modifiche dello stile di vita, inclusi dieta equilibrata e incremento dell’attività fisica, per massimizzare l’efficacia. 

Come tutti i trattamenti farmacologici, questi farmaci non sono privi di effetti collaterali: sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea) sono i più frequenti e possono limitare l’aderenza; inoltre, è fondamentale un monitoraggio clinico per valutare efficacia, tollerabilità e appropriata durata del trattamento. 

Prima di iniziare qualsiasi terapia, la valutazione deve essere personalizzata e condotta dal medico curante o da uno specialista in endocrinologia/nutrizione.

martedì

Come contrastare l'accumulo di grasso addominale e dimagrire abbassando il cortisolo

Le cause dell'aumento del grasso addominale: una questione complessa

L’accumulo di grasso nella zona addominale è una delle problematiche più comuni e fastidiose, sia dal punto di vista estetico che per la salute. Le cause possono essere molteplici: uno stile di vita sedentario, una dieta ricca di zuccheri e grassi saturi, disturbi metabolici e squilibri ormonali. Tuttavia, uno dei fattori più sottovalutati è lo stress cronico, che può alterare il funzionamento dell’intero organismo e innescare un aumento del grasso viscerale, quello che si deposita in profondità nella zona addominale, attorno agli organi interni.
 

Il ruolo del cortisolo: l’ormone dello stress

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta a situazioni di stress. In condizioni normali, aiuta a regolare il metabolismo, la pressione sanguigna e la risposta immunitaria. Tuttavia, quando lo stress diventa cronico, i livelli di cortisolo restano elevati per lunghi periodi, alterando il metabolismo del glucosio e favorendo l'accumulo di grasso, soprattutto nella zona addominale. Questo perché il cortisolo stimola l’appetito, in particolare per cibi ipercalorici, e promuove l’immagazzinamento dell’energia sotto forma di grasso. Inoltre, può interferire con la qualità del sonno e la produzione di altri ormoni regolatori, aggravando ulteriormente la situazione.


Come abbassare i livelli di cortisolo e ridurre il grasso addominale

Fortunatamente, esistono diverse strategie efficaci per tenere sotto controllo i livelli di cortisolo. Una delle più importanti è la gestione dello stress: tecniche di rilassamento come la meditazione, la respirazione profonda, lo yoga o semplicemente dedicare tempo a hobby e attività piacevoli possono fare una grande differenza. Anche l’attività fisica moderata e regolare aiuta a ridurre il cortisolo e migliora la composizione corporea. Dormire bene è altrettanto cruciale: una buona qualità del sonno favorisce l’equilibrio ormonale. 

Dal punto di vista alimentare, è utile seguire una dieta bilanciata, ricca di cibi integrali, verdure, proteine magre e grassi buoni, evitando eccessi di zuccheri raffinati e caffeina. Infine, in alcuni casi può essere utile il supporto di integratori naturali come magnesio, ashwagandha o rodiola, sempre sotto consiglio di un professionista della salute.

mercoledì

Vitamina D e salute delle ossa: quanto tempo esporsi al sole in autunno-inverno?

Introduzione: cos'è la vitamina D? 


La vitamina D è una sostanza molto importante per la salute del nostro sistema scheletrico, nervoso ed immunitario. Fisiologicamente questa vitamina viene prodotta sotto forma di precursore nella pelle, quando esposta ai raggi solari, e convertita successivamente nel fegato e nel rene in forma attiva. Qualora l'esposizione al sole della pelle sia regolare, circa il 90% del fabbisogno di vitamina D viene soddisfatto dalla produzione endogena (dall'organismo stesso) e solo il 10% della vitamina D viene introdotta attraverso la dieta. 

La figura rappresenta la sintesi della vitamina D in forma di precursore nella cute esposta ai raggi solari o introdotta attraverso la dieta, per essere poi convertita nell'organismo in forma attiva. 


La forma attiva della vitamina D presiede a numerose funzioni nell'organismo: in particolare, regola il metabolismo del calcio e, quindi, il benessere e la funzionalità delle ossa, sia in accrescimento sia nell'adulto. 

Perché in autunno-inverno può verificarsi una carenza di Vitamina D?


Durante l'estate, grazie ad un'esposizione solare intensa e costante, la quantità di vitamina D necessaria viene abbondantemente prodotta in modo spontaneo nel nostro organismo. Durante il periodo autunnale o invernale, invece, la produzione endogena di vitamina D può scarseggiare o andare incontro ad un deficit importante. 

In queste stagioni, infatti, la combinazione tra minori ore di luce solare e l'utilizzo di indumenti coprenti rende minimo o nullo l'impatto dei raggi solari sulla pelle. Questo vale soprattutto per quelle persone che, per qualsiasi motivo, si espongono pochissimo in autunno ed inverno alla luce esterna, come ad esempio gli anziani che trascorrono molto tempo in casa o chi passa l'intera giornata al lavoro al chiuso. Inoltre, con l'avanzare dell'età e la presenza di eventuali patologie renali, la produzione endogena di vitamina D va incontro ad una fisiologica regressione. 

Numerose altre condizioni possono causare una carenza di vitamina D: diete drastiche e non bilanciate, fumo di sigaretta ed alcool, patologie dell'apparato digerente con malassorbimento (es. celiachia, il Morbo di Crohn). 

Come capire se c'è una carenza di vitamina D nell'organismo? 


Dosare la quantità di vitamina D presente nel nostro organismo è una procedura relativamente semplice: è sufficiente farsi prescrivere questa analisi del sangue dal proprio medico di medicina generale o rivolgersi ad un laboratorio analisi ospedaliero o privato. Sarà quindi sufficiente il prelievo di una provetta di sangue per ottenere il risultato in pochi giorni, soprattutto in presenza di sintomi o segni che possono far sospettare una carenza, come stanchezza cronica, debolezza muscolare, pelle molto pallida. 


Qual è il modo giusto di esporsi al sole in autunno-inverno? 


Esporsi al sole diretto è cosa nota: fa male, se non lo si fa nel modo giusto. Quando consigliamo l'esposizione solare non intendiamo suggerire di esporsi al sole in modo prolungato, ma semplicemente di garantire un'esposizione regolare e costante, giorno dopo giorno, perlomeno del viso e degli arti superiori alla luce solare esterna. Ad esempio, trascorrendo una mezz'ora al sole sul balcone o su una panchina, passeggiando non troppo coperti all'aperto, sedendosi in auto dal lato finestrino più esposto al sole, e via dicendo. 

Quali cibi aiutano a contrastare la carenza di vitamina D? 


Al fine di scongiurare carenze di qualsiasi vitamina, non meno importante della vitamina D, l'alimentazione di ognuno di noi dovrebbe essere sempre più varia ed equilibrata possibile. Integrare la propria alimentazione con cibi che apportano, in particolare, una maggiore quantità di vitamina D è possibile: è contenuta nel latte e derivati, in pesci come orata, merluzzo, salmone e sogliola, nel fegato bovino, nel tuorlo d'uovo. 

sabato

Idee regalo per chi ama cucinare

Natale è alle porte ed inizia la corsa ai regali. Comprendere bene i gusti delle persone a cui facciamo un regalo è spesso difficile. Possiamo affidarci, tuttavia, ai loro hobby e alle loro passioni per cercare di fare un regalo apprezzato, senza rischiare che venga regalato o venduto subito dopo le feste. 

Idee regalo per gli amanti della cucina e del cucinare 

Oggi, fortunatamente, una serie di siti internet e App ci vengono in aiuto nel suggerirci idee regalo davvero fantastiche, innovative e utili da utilizzare in cucina nella preparazione dei pasti, per la conservazione degli alimenti o, semplicemente, con una serie di gadgets capaci di rendere la cucina molto più funzionale, comoda e rilassante. 

- Regalare un miniforno

Oltre al classico forno da cucina, molto voluminoso e adatto alla cottura di pietanze voluminose, un'idea regalo simpatica sarebbe quella di regalare un miniforno, soprattutto se la persona a cui fate il regalo vive da sola o comunque in una famiglia di pochi componenti. I piccoli forni elettrici, infatti, sono adatti alla cottura di porzioni per due o tre persone, ma non hanno nulla da invidiare ai risultati dei forni più grandi e costosi. Se avete quindi una mamma, una nonna, un'amica o un'amico che adora cucinare, anche spendendo meno in termini di energia elettrica, questo regalo può fare davvero centro! 

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- Regalare una friggitrice ad aria 

Sempre più diffuse tra gli amanti della dieta sana, le friggitrici ad aria sono oggi il regalo ideale per chi vuole preparare pasti sani senza perdere al contempo il gusto e il piacere del mangiare. Con una minima quantità di olio, questi strumenti sono capaci di friggere gli alimenti posizionati nel cestello interno attraverso un innovativo sistema di cottura elettrica. Preparare e mangiare patatine fritte, polpette e tanti altri piatti di cui spesso ci priviamo per le calorie non sarà mai più accompagnato al senso di colpa!

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- Regalare strumenti utili per la cucina 

Se per il regalo di Natale volete spendere pochi euro e non una fortuna, siete ancora in tempo ad ordinare online piccoli oggetti provenienti dalla Cina e venduti su moltissime piattaforme capaci di facilitare la vita in cucina organizzando al meglio spazi e superfici. Un esempio: vari scompartimenti e organizzatori per frigorifero affinché sia sempre pulito e ordinato, separando con cura i diversi tipi di cibo; organizzatori per la cucina da poggiare sul piano di lavoro, nei pensili o da incollare al paraschizzi grazie ai quali è possibile creare ordine sistemando tutti gli attrezzi da cucina, i contenitori portaspezie, piatti, tegami e coperchi, un'utilissima barra sottopensile a cui appendere mestoli e carta assorbente, o classici strumenti per tagliare frutta e verdura in varie forme e dimensioni per insalate, condimenti e minestroni. 

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martedì

Come interpretare i valori di colesterolo e trigliceridi nel sangue

Il colesterolo è una molecola che fa parte della membrana cellulare di tutte le cellule dell'organismo. Il colesterolo presente nel nostro sangue deriva sia dal continuo rinnovo delle nostre cellule sia da quello che introduciamo mangiando cibi di origine animale (e quindi dalle loro cellule) come uova, carne e latte. Il colesterolo è una molecola importante per il benessere dell'organismo e per la formazione di nuove membrane cellulari; quando in eccesso, invece, incrementa molto il rischio cardiovascolare. Esso, infatti, si accumula nella parete delle arterie e le gonfia fino ad ostruirle, bloccando l'afflusso di sangue agli organi e provocando ictus, infarti e disturbi vascolari periferici. 
Quando dosiamo il colesterolo in un laboratorio analisi solitamente il risultato ci viene fornito sotto forma di 3 diversi valori: colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL. 

Il colesterolo totale 

Il valore del colesterolo totale è un valore importante  in quanto esprime la quota complessiva di molecole di colesterolo presenti in media nel nostro sangue. Il suo valore è dato dalla somma di colesterolo HDL + colesterolo LDL. I valori ottimali nel sangue di individuo sano dovrebbero essere inferiori a 200 mg/dl. Un valore es. pari a 150 mg/dl è ottimo, mentre un valore di 220 mg/dl indica un eccesso di colesterolo ematico ed è un fattore di rischio cardiovascolare. 

Il colesterolo HDL  

Il colesterolo HDL è classicamente definito "colesterolo buono": questo perché le sue molecole circolano nel sangue come molecole "spazzine" catturando tutto il colesterolo in eccesso rilasciato dalle cellule in disfacimento e lo riportano al fegato per essere metabolizzato, evitando che si accumuli nella parete vascolare. I livelli di colesterolo HDL dovrebbero essere superiori a 50 mg/dl; oltre questo valore il rischio cardiovascolare si riduce. Un fattore capace di incrementarne i livelli è l'esercizio fisico costante. 

Il colesterolo LDL 

Questo colesterolo è da sempre definitivo "colesterolo cattivo" in quanto è il principale responsabile dell'ostruzione della parete arteriosa (aterosclerosi). Il suo valore ottimale dovrebbe essere inferiore a 100 mg/dl. Valori più elevati di colesterolo LDL possono essere indice di eccesso alimentare di prodotti di origine animale (carne, insaccati, uova, latte), di vita sedentaria e scarsa attività fisica o di una predisposizione genetica ad accumularlo. Il rischio cardiovascolare è aumentato in caso si superi il valore limite, ancor più in soggetti fumatori (il fumo di sigaretta, infatti, ossida le LDL e ne aumenta il deposito nelle arterie). 
Se il vostro laboratorio non ha calcolato il valore di colesterolo LDL, potete calcolarlo con la formula di Friedewald
LDL = colesterolo totale - (colesterolo HDL + [trigliceridemia/5])
Se i valori di colesterolo sono costantemente alti e non si abbassano con un'adeguata terapia dietetica né con un moderato esercizio fisico c'è il rischio che possiate essere portatori di una condizione genetica caratterizzata da una minore capacità del fegato di smaltire il colesterolo in circolo (ipercolesterolemia familiare); di solito i vostri genitori o figli possono avere questa caratteristica in comune a voi. 

sabato

11 rimedi contro la stitichezza femminile

La stitichezza femminile è un problema diffusissimo: ne sono colpite migliaia di donne. Essere non vuol dire semplicemente non andare tutti i giorni in bagno, ma vuol dire anche provare molto fastidio e difficoltà nell'emissione di feci dure e disidratate. Combattere la stitichezza femminile non è solo un modo per regolarizzare l'intestino, sentirsi più sgonfie e con meno aria nella pancia, ma significa anche ridurre di una significativa percentuale il rischio di sviluppare tumori benigni e maligni del colon-retto: è dimostrato, infatti, che più tempo eventuali sostanze tossiche e cancerogene contenute nelle feci restano a contatto con la parete del colon-retto, più aumenta il rischio di sviluppare neoplasie nel tempo

1. Alimentazione ricca di fibre 

Mangiare correttamente è il primo passo contro la stitichezza. Un'alimentazione ricca di frutta e verdura è fondamentale per aumentare la massa delle feci e far si che queste, premendo sulla parete dell'intestino, ne favoriscano i movimenti peristaltici. Se la vostra alimentazione è povera di fibre o non riuscite a mangiarle regolarmente, integrate con l'assunzione di crusca es. nello yogurt o nel latte. Alcuni alimenti, inoltre, hanno effetto lassativo perché ammorbidiscono le feci: legumi, verdura, cachi, uva, prugne. 

2. Acqua 

Se le feci sono disidratate e dure vuol dire che non bevete abbastanza rispetto al consumo giornaliero di acqua del vostro organismo. Bevete 1,5-2 litri di acqua al giorno o anche più se sudate molto. L'acqua è fondamentale per aumentare il peso delle feci e favorirne l'espulsione. 

3. Rispettate i ritmi del vostro organismo 

Spessissimo l'organismo si abitua ad avere dei ritmi regolari e li segue, se possibile. Il ritmo della defecazione segue, molto spesso, dei movimenti peristaltici che si innescano quando ingeriamo del cibo: questo avviene, quindi, dopo la colazione, dopo il pranzo o dopo la cena. A seconda di quando avvertite lo stimolo defecatorio, abituate l'organismo ad andare in bagno sempre in quel momento. Se, ad esempio, vi viene lo stimolo di mattina, cercate di anticipare il momento della colazione in modo da non andare di fretta e dover rimandare il momento. 

4. Prendetevi la vostra privacy quando andate in bagno 

La privacy e la calma sono importanti quando si tenta di andare in bagno. Chiudete la porta del bagno e chiedete agli altri di non disturbarvi bussando per entrare. Se dovete andare in bagno quando siete a lavoro o a scuola ma i bagni pubblici proprio non vi piacciono, provate a tenere in borsa dei fogli di carta copriwater per evitare di poggiarvi sulla superficie direttamente: non rimandate comunque il momento!! 

5. Provate con acqua e limone 

Un rimedio per stimolare la defecazione può essere quello di bere al mattino, al momento della colazione, una tazza di acqua calda con mezzo limone spremuto. A molte donne è davvero utile e devono subito correre in bagno. 

6. Provate le erbe 

Chiedete consiglio all'erboristeria su quali siano le erbe naturali che possono aiutarvi a risolvere i problemi di stitichezza. Solitamente in questi casi si usano delle combinazioni di erbe da polverizzare nei cibi, assolutamente insapori, che favoriscono la peristalsi ed il benessere intestinale. 

7. Usate la glicerina 

Le supposte in glicerina per adulti possono darvi beneficio al momento della defecazione perché provocano lo stimolo a defecare se il materiale è presente nell'ultimo tratto dell'intestino ma, da solo, non riesce ad avviare lo stimolo defecatorio. Le supposte, inoltre, ammorbidiscono le feci indurite e lubrificano il passaggio quando doloroso. 

8. Allentate lo stress

Lo stress è la principale causa di stitichezza nelle donne: la vita frenetica, di corsa, per tante ore sedute o in piedi a lavoro o a scuola, ma anche quando si è in giro di corsa o in auto, provoca una reazione nervosa sull'intestino che rallenta i processi digestivi e altera le normali dinamiche dell'apparato digerente. Se potete, rallentate la vita frenetica, prendetevi dei momenti di rilassamento e di calma per il vostro organismo, anche con della musica rilassante. 

9. Fate sport 

Lo sport aiuta i movimenti intestinali e può contribuire a risolvere i problemi di stitichezza. Se soffrite di pancia gonfia e tensione addominale vi accorgerete che già facendo una bella camminata, qualche addominale e degli esercizi a corpo libero vi sentirete già più sgonfie (anche emettendo qualche flatulenza perché l'intestino si libera pian piano dall'aria in eccesso). Cercate di camminare a piedi il più possibile, soprattutto se fate una vita sedentaria per molte ore. 

10. Massaggiate la pancia 

Il massaggio manuale dell'addome può favorire la peristalsi ed il passaggio delle feci in diversi tratti dell'intestino. Con la mano a piatto, dovete seguire il percorso che fanno normalmente le feci prima di uscire: iniziate dal fianco destro, proseguite in alto sotto il cuore, poi andate sul fianco sinistro e premete verso l'osso pubico. In questo modo, se le feci sono bloccate ne favorirete il percorso. 

11. Controllate gli ormoni 

La stitichezza femminile può essere legate anche a dei cambiamenti ormonali che influiscono sulla motilità intestinale. Considerando l'importanza degli ormoni femminili ovarici e di quelli tiroidei nella stitichezza, chiedete consiglio al vostro medico su un eventuale check-in dell'assetto ormonale. Ad esempio, l'ipotiroidismo si manifesta quasi sempre con stitichezza e la semplice correzione dello squilibrio con il trattamento sostitutivo può risolvere definitivamente il problema. 

domenica

Come ridurre i carboidrati nella dieta

I carboidrati (o zuccheri complessi) rappresentano la base della dieta mediterranea: pasta, pane, riso e patate sono presenti in quasi ogni piatto della nostra cucina italiana. 

Una dieta ricca di carboidrati, tuttavia, non è adeguata per perdere peso a causa del meccanismo intrinseco con cui i carboidrati inducono il senso di sazietà nel nostro organismo. Quando mangiamo proteine (carne rossa, carne bianca, pesce, legumi) lo stomaco percepisce l'arrivo dei nutrienti proteici e si sazia con quantità moderate. 

I carboidrati, invece, non inducono questo senso di sazietà "chimico" nello stomaco ma sono capaci di calmare l'appetito solo attraverso il loro "volume", cioè ci si sentirà sazi quando lo stomaco sarà pieno. Per questo motivo si tende a mangiare grosse quantità di carboidrati fino a sentirsi sazi: nonostante 70 grammi di pasta, ad esempio, soddisfino il fabbisogno nutrizionale, ci si sente non più affamati con 100-200 grammi di pasta, con uno spropositato introito di calorie. 

Come dimagrire facilmente con pochi carboidrati 

Tutte le diete che impongono la rimozione totale dei carboidrati dall'alimentazione sono destinate a fallire per diversi motivi. Primo perché mangiare senza carboidrati è fortemente restrittivo e priva il palato di uno dei piaceri fondamentali dell'alimentazione, finendo per innescare un forte senso di insoddisfazione nei confronti della dieta e di desiderio dell'alimento mancante. Secondo perché una dieta senza carboidrati è fortemente sbilanciata e sovraccarica di proteine, che in eccesso sono dannose per l'organismo. 
Per dimagrire facilmente bisogna, semplicemente, ingannare l'organismo assumendo una moderata quota di carboidrati (in modo da non privarsene) insieme a molecole proteiche (che danno il senso di sazietà) e verdure o insalata (che incrementano il volume nello stomaco con bassissime calorie). 
L'immagine in alto mostra un esempio di alimentazione sbagliata e di alimentazione corretta. Il piatto in alto contiene pasta condita con formaggio. Dopo aver mangiato questo piatto difficilmente ci si sentirà sazi e si avrà bisogno di mangiare anche un secondo. Il risultato: minimo 600 calorie per il primo e almeno altrettante per il secondo. 

Il piatto in basso, invece, mostra un esempio di alimentazione corretta e sana per perdere peso senza privazioni: abbondanti verdure che incrementano il volume alimentare nello stomaco dando un precoce senso di sazietà (oltre che un prezioso apporto di fibre e vitamine), una piccola porzione proteica (contenente anche quella percentuale di grassi fondamentali per l'organismo) insieme a due fette di pane per non privarsi completamente dei carboidrati e riuscire a mantenere questo regime alimentare per lunghi periodi, perdendo peso in modo graduale e duraturo. 

venerdì

Peso bloccato durante la dieta: i rimedi

Uno dei problemi più frequenti quando ci si mette a dieta è il "peso bloccato" per giorni nonostante una dieta adeguata e lo scoraggiarsi perché i sacrifici fatti non danno il risultato sperato. 

Metabolismo bloccato e peso che non cala 

Per capire perché la bilancia ci dia sempre lo stesso peso nonostante una dieta da fame bisogna comprendere il funzionamento del nostro "metabolismo corporeo". Il nostro organismo, andando indietro nella storia a quando eravamo predatori carnivori, è stato progettato per resistere il più possibile ai periodi di carestia ed affrontare la carenza di cibo senza perdere le proprie riserve di massa magra e grassa. 

Normalmente l'organismo consuma 100 se introduciamo 100. Se iniziamo ad introdurre 60 l'organismo avverte la carenza ed inizia a bruciare meno, per paura che sia in corso un periodo di carenza di cibo. Meno cibo introduciamo più il nostro corpo si difende bruciando il meno possibile. Il metabolismo rallenta ed ogni sforzo per dimagrire risultato vano. Se saltiamo un pasto, ancora peggio, il corpo capisce che manca il cibo e non consuma più alcunché. 

Impostare una dieta dimagrante deve partire dal presupposto fondamentale di mangiare poco ma spesso, confondendo l'organismo e facendogli credere che c'è abbondanza di cibo e che può tranquillamente bruciare calorie per le sue necessità. Pasti poveri di zuccheri e grassi ma frequenti durante la giornata sono una delle strategie per accelerare il metabolismo rallentato. Quindi per perdere peso: colazione, spuntino, pranzo, spuntino e cena, senza MAI saltare un pasto. 

Accelerare il metabolismo senza stare a dieta 

Se proprio non riesci a stare a dieta e ti piace mangiare, invidiando quelle persone magre che mangiano di tutto senza problemi, devi dare al tuo metabolismo una fonte per bruciare le calorie. Quella fonte sono i muscoli. La massa muscolare consuma dieci o venti volte più di quanto consumi il grasso. Se il tuo organismo è formato per la maggior parte da grasso il suo fabbisogno di calorie sarà, ad esempio, 1500 Kcal al giorno. Se aumenti la massa muscolare, già a riposo, il tuo organismo brucerà 2000 Kcal o più, per cui lentamente potrai mangiare più cibo senza aumentare immediatamente di peso. 

Se perdi peso solo mangiando poco e senza aumentare la tua massa muscolare, non appena tornerai a mangiare l'organismo riprenderà immediatamente tutti i chili persi perché non ha una fonte per bruciare le calorie in eccesso. Aumentare la massa muscolare non vuol dire per forza iscriversi in palestra! Qualsiasi sport può aiutarti ad aumentare il tuo patrimonio muscolare, compresa una camminata a passo svelto almeno 40 minuti al giorno. 

sabato

Come pesarsi correttamente durante la dieta

Iniziare una dieta comporta il dover misurare il proprio peso quotidianamente sulla bilancia, per controllare l'andamento del dimagrimento. Sapersi pesare correttamente, tuttavia, aiuta ad evitare l'ansia e la delusione del vedere nessun risultato in termini di perdita di peso; molto spesso, infatti, il peso corporeo oscilla durante la giornata e a seconda di quello che beviamo, mangiamo ed indossiamo. 
Utilizzate per pesarvi una bilancia digitale, molto più precisa della bilancia meccanica, dotata anche delle cifre decimali dopo la virgola. 

Quando pesarsi durante la giornata? 

Affinché la misurazione del peso corporeo sia il più precisa possibile la misurazione va fa fatta sempre alla stessa ora del giorno, preferibilmente al mattino dopo essere andati in bagno (se siete regolari). Se soffrite di stitichezza, misurate il peso prima di fare colazione. Pesarsi dopo aver mangiato (di pomeriggio o di sera) non ha molto senso in quanto la quantità di alimenti ingeriti e di liquidi varia da un giorno all'altro ed influenza notevolmente le variazioni di peso.  

Come pesarsi correttamente 

Posizionate la bilancia su una superficie pianeggiante, non inclinata e senza irregolarità nel pavimento. Posizionatevi sulla bilancia possibilmente nudi (o con l'intimo) e senza scarpe. Annotate il peso giorno dopo giorno per valutare l'andamento. 

Se siete donne considerate le possibili oscillazioni del peso legate al ciclo ovarico, con aumenti di peso nel periodo premestruale dovuti alla ritenzione idrica. 

Pesarsi ogni giorno può essere fonte di stress e nervosismo, soprattutto se si è a dieta e non si riescono a raggiungere facilmente gli obiettivi fissati. Se la bilancia vi mette ansia quotidianamente provate a pesarvi una volta a settimana, giusto per controllare il peso ad intervalli regolari ed evitare gli eccessi. 

giovedì

Cavitazione estetica contro il grasso in eccesso

Cos'è la cavitazione estetica? 

La cavitazione estetica è una moderna tecnica utilizzata nel campo della medicina plastica estetica che consente di eliminare qualche centimetro di grasso corporeo localizzato in zone critiche. Questa tecnica estetica utilizza un macchinario in grado di emanare ultrasuoni a bassa frequenza che agiscono sul tessuto adiposo, riducendone lo spessore. Le zone da sottoporre a trattamento possono essere l'addome, i glutei, le parti interne ed esterne delle cosce, le braccia. 

La cavitazione estetica dona ottimi risultati a quelle persone in normopeso con accumuli di grasso localizzati come grasso addominale, maniglie dell'amore, cellulite sull'esterno coscia, grasso sulle braccia. L'applicazione sulle persone in sovrappeso o obeso, invece, è consigliata solo ad integrazione di una dieta dimagrante, un'adeguata attività fisica e un corretto stile di vita per modellare il risultato finale. 


Quanto dura il trattamento di cavitazione estetica? 

Quando una paziente/un paziente vuole sottoporsi a delle sedute di cavitazione estetica deve rivolgersi ad un medico specializzato in questo settore che effettuerà una visita preliminare per valutare l'idoneità fisica alle sedute; quindi effettuerà un esame corporeo delineando con una matita gli accumuli adiposi localizzati. In base alle esigenze della singola persona consiglierà il numero di trattamenti a cui sottoporsi, con le relative tempistiche e le eventuali sedute di mantenimento nel tempo. 


In generale una seduta per trattare una singola zona dura circa trenta minuti e si avverte soltanto un po’ di calore nella zona trattata. Dopo il trattamento solitamente non compaiono effetti collaterali, alcune volte può verificarsi la rottura di piccoli capillari con lievi stravasi ematici.

Quando è controindicata la cavitazione estetica? 

La tecnica di cavitazione estetica è controindicata in: 
  • pazienti con malattie autoimmuni, in particolare del tessuto connettivo; 
  • pazienti con gravi patologie sistemiche; 
  • donne in gravidanza; 
  • zone con vene varicose importanti. 


Quanto costa la cavitazione? 

I prezzi della singola seduta di cavitazione variano in base al centro estetico a cui vi rivolgete o al singolo medico che la effettua, oscillando dagli 80 euro a seduta fino ai 150 euro. Poiché nella totalità dei casi sono necessarie diverse sessioni di trattamento, la maggior parte dei centri offre dei pacchetti ad un prezzo più conveniente. Il prezzo da pagare complessivo dipenderà dalla valutazione fatta dal medico del singolo paziente, in base all'entità del problema estetico. In generale per una sessione di cavitazione che dia risultati visibili il prezzo si aggira intorno ai 600-700 euro. 

sabato

Come eliminare grasso sulle braccia e pelle flaccida

Il grasso accumulato intorno alle braccia e la pelle flaccida e cadente che lo circonda è uno degli inestetismi più frequenti e fastidiosi a causa della sua piena visibilità usando le maniche corte o le canotte con la bella stagione. L'accumulo di grasso intorno alle braccia colpisce sia gli uomini che le donne a partire dall'età media (30-40 anni), assieme ad una graduale perdita di elasticità e tono della cute circostante. 

Ad esserne colpiti in modo estremamente visibile sono soprattutto quei soggetti che hanno perso molto peso in tempi rapidi, non avendo dato alla pelle il tempo di adattarsi alle nuove dimensioni degli arti superiori, svuotati del grasso in eccesso. 

La palestra può aiutare a tonificare le braccia

Se il problema principale è l'accumulo di tessuto adiposo intorno ai muscoli delle braccia alcuni esercizi mirati in palestra ci possono aiutare; in questo caso, tuttavia, il metodo più semplice per smaltire il grasso in eccesso è una dieta dimagrante che smaltisca, globalmente, il grasso in eccesso in tutto l'organismo. Spesso, infatti, il grasso intorno alle braccia si accumula già in una persona leggermente sovrappeso e potrebbe essere la spia della necessità di rimettersi in forma. 


Ecco alcuni semplici esercizi che potete eseguire in palestra con dei pesi professionali o anche in casa vostra, acquistandoli presso negozi specializzati (come Decathlon) oppure online. Posizionatevi davanti allo specchio, in piedi, con il torace dritto e gli arti inferiori leggermente divaricati. 



Iniziate a sollevare il peso lentamente e gradualmente, prima da un lato e poi dall'altro (con l'allenamento riuscirete ad usare entrambe le braccia contemporaneamente). Sollevate i pesi verso l'alto senza esagerare con lo sforzo. Muovete i pesi in avanti e poi indietro. Ripetendo questa sequenza ogni giorno, con almeno 20 ripetizioni per lato, riuscirete ad ottenere risultati in poche settimane. 

Se la pelle delle braccia è molto flaccida e cadente 

Se l'esercizio fisico costante non riesce a risolvere il problema è probabile che abbiate perso molti chili e che la pelle non riesca ad adattarsi alla nuova conformazione del braccia, restando permanentemente flaccida e molle. Se il caso è grave e vi preoccupa molto chiedete un consulto ad un medico di fiducia o ad uno specialista in chirurgia plastica estetica che saprà valutare se il vostro caso necessità di un lifting chirurgico, ovvero della rimozione chirurgica della pelle in eccesso. Questo intervento chirurgico non va affrontato a cuor leggero considerando le cicatrici evidenti che ne derivano. 

domenica

Come cucinare la carne in modo dietetico

La dieta proteica 

Mangiare proteine (animali o vegetali) è fondamentale per il benessere del nostro organismo e per il mantenimento di una buona massa muscolare. Quando l'obiettivo è perdere peso, le proteine danno una scossa al metabolismo rallentato. La dieta proteica, con basso apporto di grassi e carboidrati, consente di ridurre gradualmente il peso, evitando la perdita della massa magra. 

Il mantenimento del tessuto muscolare è fondamentale per un aspetto tonico, scattante e in forma dell'organismo, e al tempo stesso per non avvertire quella continua stanchezza e malessere che insorge dopo una dieta drastica! Le proteine più adatte ad un regime dietetico sono quelle della carni bianche (pollo, tacchino, coniglio), molto meno grasse e ricche di colesterolo rispetto alle carni rossi (vitello, manzo, maiale), le proteine vegetali dei legumi e della soia. 

Carne dietetica con poco condimento 

Per una dieta efficace, la carne o i legumi dovranno avere un condimento adeguato, senza troppo olio per la cottura (né assolutamente grassi di originale animale). Usare poco condimento è il consiglio più salutare se si vuole abbondare con le porzioni e non morire di fame piuttosto che una porzione più gustosa ma molto scarsa. E' ovvio che se si vuole mangiare pollo e maionese ci si dovrà accontentare di poche briciole, mentre se il pollo lo si prepara in modo dietetico possiamo mangiare anche 3 o 4 pezzi! 


Una ricetta squisita e a bassissimo contenuto calorico è il "pollo al limone": metti in una teglia due o tre fettine di petto di pollo, aggiungi una piccola quantità di sale e spremi uno o due limoni interi al posto dell'olio di cottura. Se non vuoi rinunciare all'olio come condimento, usane al massimo un cucchiaino. Se è di tuo gusto, aggiungi qualche foglia di salvia e rosmarino. Assicurato un gusto eccezionale e fame annullata perché il pasto è abbondante e le calorie scarse. Evita di accompagnare il pollo con il pane, piuttosto aggiungi abbondante insalata verde, pomodori o carote, condita con limone e mezzo cucchiaino di olio. 

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