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mercoledì

Come preparare il latte in polvere per neonati - video

Cos'è il latte in polvere per neonati? 
Il latte in polvere per neonati è un sostituto del latte materno per l'alimentazione del neonato, consigliabile esclusivamente quando il latte materno manca, è insufficiente o ci sono problemi che impediscono l'allattamento. Il latte in polvere viene prodotto a partire dal latte vaccino (di vacca), dopo appositi controlli per certificarne la qualità e l'assenza di sostanze contaminanti, come gli antibiotici.  

In questo video è spiegata nel dettaglio la procedura quotidiana per la sua preparazione: 

1. Scegliere la marca di latte in polvere più adatta 
Esistono in commercio numerose marche di latte in polvere destinato all'alimentazione del neonato. Piuttosto che sceglierne una in base al prezzo, è consigliabile sceglierne una in base alla digeribilità da parte del bambino. Non tutte le marche, infatti, sono digeribili allo stesso modo, a parità di prezzo e di qualità. Provate a scegliere una marca nota per la sua qualità di latte in polvere (Mellin, Humana, Aptamil e molte altre) e testatene la digeribilità: se il bambino lo rifiuta spesso o lo rigurgita probabilmente non ama il suo sapore o per il suo piccolo stomaco è troppo difficile da smaltire. In questo caso è preferibile testare un'altra marca, preferibilmente chiedendo consiglio al pediatra, o selezionare un latte in polvere trattato in modo specifico per esigenze nutrizionali particolari (es. d'asina, di capra, anti-reflusso, anti-rigurgito). 

2. Consigli per la preparazione del latte in polvere
Ricorda sempre di pulire con acqua calda e sapone e poi sterilizzare bene gli strumenti con cui dai il latte al tuo bambino, soprattutto durante i primi mesi di vita quando il suo sistema immunitario risulta immaturo e quindi necessita di maggiore protezione dalle infezioni. Per questo motivo è consigliabile avere a disposizione più di un biberon, usandone uno mentre l'altra è in fase di sterilizzazione. Gli apparecchi per sterilizzare il biberon, tuttavia, sono costosi ed impegnativi da gestire: per questo motivo è possibile procedere alla sterilizzazione anche facendo bollire il biberon in acqua calda potabile per almeno dieci minuti, in particolare questo quando il bambino ha già qualche mese di vita e non necessita di una protezione dai germi così stretta come durante i primi mesi. 

Ricordate anche, nel momento in cui preparate il latte in polvere, di non esagerare mai con la quantità di polvere, nel tentativo di "nutrire meglio" il bambino. Quella quantità di polvere in eccesso rispetto a quella prevista per una determinata quantità di acqua andrà ad appesantire l'intestino del neonato, provocandogli stitichezza. Usate, quindi, sempre un misurino raso di polvere ogni 30 ml di acqua, come raccomandato sulla confezione del latte. 

domenica

Come capire il momento dell'ovulazione per restare incinta

Ogni donna ha l'ovulazione una sola volta al mese; ogni mese, infatti, dall'ovaio di destra o da quello di sinistra, matura un ovulo  e fuoriesce nella tuba dello stesso lato, pronto ad essere fecondato. Se la fecondazione non avviene, l'ovulo degenera e muore nel giro di circa 48 ore. Se il tuo desiderio è quello di concepire un bambino e rimanere incinta rapidamente, segui i consigli medici di questo interessante video: 


Come spiegato nel video in alto, capire il momento dell'ovulazione può essere semplice se si ha la fortuna di avere dei sintomi che ci fanno capire che il momento si sta avvicinando: 
  1. La presenza del muco fertile, filante, estensibile tra le dita, qualche giorno prima dell'ovulazione. 
  2. Dolori nella parte bassa dell'addome, tipo fastidio o tensione, localizzati un mese più a destra ed un mese più a sinistra, quando l'ovulazione è in corso. In alcune donne questi dolori sono intensi, di tipo spastico, e si avvertono in modo chiaro ogni mese. In altre donne sono assenti o scambiati per gonfiore intestinale. 
Se si avvertono questi sintomi e si annotano su un calendario ogni mese, facendo una media sarà possibile calcolare in momento esatto dell'ovulazione e sfruttarlo per concentrare i rapporti e rimanere incinta più facilmente. 

Si dice, in generale, che l'ovulazione avvenga a 14 giorni a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Questo non è assolutamente vero in tutte le donne: in alcune, infatti, l'ovulazione avviene dopo 14 giorni, in altre 15, 16, 17 fino addirittura dopo 25 giorni dal flusso. Come spiegato nel video, per calcolare quando avviene la tua ovulazione, conta i giorni medi del tuo ciclo ovarico (dal primo giorno di una mestruazione al primo giorno di quella del mese successivo) per almeno 5-6 mesi, otterrai un valore medio pari o superiore ad un mese (es. 28 giorni, 30 giorni, 35 giorni). L'ovulazione avviene circa 14 giorni prima dell'ultimo giorno del ciclo: 
  • es. se il ciclo dura 28 giorni calcola 28-14 --> 14° giorno 
  • es. se il ciclo dura 30 giorni calcola 30-14 --> 16° giorno ... e così via 
Una volta capito quando durano in media i tuoi cicli ovarici, puoi concentrare i rapporti nei giorni prima e dopo il giorno specifico, aumentando le probabilità di concepimento. Se, in più, riesci ad avvertire la presenza del muco fertile e dei dolori addominali, il gioco è molto più semplice. 

sabato

Come preparare il latte in polvere per neonati

Il latte in polvere per neonati è un sostituto alimentare del latte materno, quando l'allattamento al seno non è possibile o non consigliato. Il latte in polvere per neonati viene prodotto a partire dal latte di vacca e opportunamente trattato e arricchito per soddisfare le esigenze nutrizionali del bambino e fornirgli tutti i nutrienti e le vitamine necessarie alla crescita e allo sviluppo intellettivo. Nella preparazione del latte in polvere bisogna seguire degli importanti accorgimento affinché venga meno il rischio infettivo per il bambino e di problemi intestinali, come mostrato in questo video passo per passo: 


1. Sterilizzare gli strumenti per l'allattamento artificiale
Esistono in commercio numerosi sterilizzatori da utilizzare prima e dopo ogni poppata del bambino con il biberon; in realtà si può utilizzare anche un semplice pentolino con coperchio perché l'importante non è il contenitore in cui si sterilizza il biberon ma l'acqua utilizzata e la temperatura raggiunta per un certo tempo. Per la sterilizzazione del biberon è consigliabile versare nel pentolino dell'acqua il più pulita possibile, come quella venduta in bottiglia adatta alla preparazione di alimenti per neonati (microbiologicamente pura), evitando l'acqua del rubinetto. Aspettate che l'acqua arrivi ad ebollizione, quindi immergete biberon e tettarella nell'acqua, lasciando bollire per almeno 10 minuti prima di ogni utilizzo. 

2.  Seguite accuratamente le istruzioni riportate sulla confezione del latte 
Sulla confezione del latte in polvere è riportata una guida sulle quantità di polvere da utilizzare per l'alimentazione del bambino in base all'età/peso; attenetevi scrupolosamente a questa guida per calcolare la quantità di latte da dare al bambino. Se ad esempio le istruzioni consigliano di dare 90 ml di latte ad ogni pasto per un tot. di volte al giorno, attenetevi a questo poiché questo è consigliato in base al periodo medio necessario alla digestione di un bambino di quell'età. 

Se le istruzioni consigliano 3 misurini di latte, calcolate sempre 30 ml di acqua per ogni misurino. Usando un biberon graduato, versate quindi 90 ml di acqua (30 x 3) e portatela alla temperatura di circa 70°. Lasciatela raffreddare leggermente e poi versatela nel biberon. Aggiungete i tre misurini di latte in polvere ed agitate il tutto accuratamente affinché non restino grumi. Il latte si forma istantaneamente ma lasciatelo raffreddare ad almeno 30° prima di darlo al bambino. 

Importante 
*Non aggiungete mai una maggiore quantità di polvere nell'acqua per cercare di far crescere meglio il bambino! Una polvere più densa, infatti, provocherà al piccolo gravi problemi di stitichezza!! 

*Non conservate in frigo il latte avanzato dal pasto. Se il latte avanzato, tuttavia, è molto e vi dispiace buttarlo via, conservatelo al massimo per la poppata successiva, mettendolo subito in frigo e riscaldandolo appena prima dell'uso, dopodiché buttatelo. 

*Se il bambino non digerisce il latte, lo vomita o manifesta problemi di rigurgito, provate un'altra marca. Se i problemi persistono chiedete consiglio al pediatra su un latte in polvere per neonati con esigenze particolari (anti-reflusso, più digeribile, d'asina ecc..) che sono più costosi ma più adatti se il bambino non tollera quello base. 

Quali marche di latte italiano non contengono antibiotici e farmaci

Una recente ricerca pubblicata sulla rivista Salvagente ha analizzato il contenuto di farmaci e antibiotici di 21 marche di latte commercializzate nei supermercati italiani, pubblicando la lista delle marche di latte bocciate e promosse. In particolare è stato analizzato il latte fresco, il latte a lunga conservazione e quello biologico. 

Negli allevamenti bovini intensivi, infatti, si fa uso (e abuso) di farmaci e antibiotici per curare le infezioni. Considerando che il latte che acquistiamo finisce nelle nostre tavole a colazione, nelle nostre ricette, ma anche nei pasti dei nostri bambini, è molto importante indagare su quali siano le marche di latte più sane, cioè che ci vengono vendute in modo quanto più pulito possibile rispetto al puro latte, senza aggiunte di farmaci e antibiotici somministrati dall'uomo agli animali. 

Bisogna sottolineare che questa ricerca si riferisce a farmaci che sono anche ammessi dalla legge (regolamento europeo 37 del 2010) all'interno del latte entro determinati valori, e che in questa indagine nessun latte superava i valori limite. Tuttavia, ciò che ci preme sottolineare è che in alcuni tipi di latte una minima traccia di queste molecole c'è, in altri no (è stato possibile rilevarle grazie a sofisticate metodiche dell'Università Federico II di Napoli). Le molecole incriminate sono: il dexamethasone (cortisonico), neloxicam (antinfiammatorio) e l'amoxicillina (antibiotico). Nonostante la legge permetta la presenza di tracce di queste molecole, tuttavia, è diritto di noi consumatori conoscere le differenze tra i tipi di latte in commercio, perché, se pur se in tracce minime, la presenza di antibiotici e cortisonici, va a minare la flora batterica intestinale, soprattutto dei bambini, grandi consumatori di latte, oltre che aumentare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza

Latte italiano: i marchi promossi
Le marche che hanno dimostrato di non contenere alcun farmaco, né antibiotici né antinfiammatori, sono: 
  • ARBOREA LATTE INTERO UHT 
  • MILA SENZA LATTOSIO UHT 
  • CANDIA GRAN LATTE UHT 
  • PARMALAT BONTÀ E LINEA PARZIALMENTE SCREMATO UHT 
  • GRANAROLO LATTE INTERO UHT 
  • PARMALAT ZYMIL ALTA DIGERIBILITÀ MAGRO UHT 
  • SELEX ALTA QUALITÀ FRESCO 
  • STERILGARDA LATTE PARZIALMENTE SCREMATO UHT 
  • TODIS COLLE MAGGIO LATTE FRESCO 

Le marche bocciate 
In un solo caso, il latte fresco Lidl, è stata evidenziata contemporaneamente la presenza di tutti e 3 i farmaci. In 4 latti (Ricca fonte, Esselunga fresco, Carrefour fresco e Parmalat Zymil fresco), le analisi hanno rilevato tracce di due farmaci”. 

domenica

Come preparare la valigia per il parto in ospedale

Sta per avvicinarsi la data presunta del parto e ti appresti a preparare la valigia da portare in ospedale per i giorni del ricovero prima e dopo la nascita di tuo figlio. Eccoti una breve guida su tutto ciò che è necessario portare in ospedale per te stessa e per il bambino, ricordandoti che alcune cose sono facoltative (le porti se ti servono) mentre altre sono espressamente richieste dal reparto di ginecologia e dalle puericultrici del nido che avranno in cura il neonato. 
Ogni reparto di ginecologia ed ostetricia mette a disposizione delle future mamme una lista riportante il necessario per il ricovero prima e dopo il parto; se hai un po' di tempo recati in ospedale e richiedi questa lista direttamente nell'ospedale in cui partorirai. 

Cosa mettere in valigia per il neonato 

Se ti è possibile dedica un trolley oppure un borsone esclusivamente agli oggetti per il neonato, in modo da non confonderti quando ti servirà qualcosa. Il ricovero, in generale, dura dai 3 ai 4 giorni (nei parti spontanei e cesarei senza complicanze); per questo motivo inserisci in valigia ciò che ti occorrerà per quei giorni: 
  • 4 body di cotone a manica corta o lunga in base alla stagione
  • 4 tutine 
  • un cappellino 
  • degli asciugamani morbidi 
  • un pacco di pannolini taglia 1 
  • un pacco di salviette umide delicate
  • del talco in crema o in polvere 
  • una copertina per la culla 
  • la camicina della fortuna
  • un biberon per neonati 0+
  • un ciuccio per neonati 0+ (se desideri dare il ciuccio a tuo figlio)
Il personale del reparto ti chiederà di fornirgli l'occorrente per un cambio quando, al mattino, laverà e peserà il bambino nel nido. 

Cosa mettere nella valigia della mamma per il parto 

La valigia della futura mamma è più impegnativa: considera tutto ciò che potrebbe servirti in ospedale; questa guida ti darà un'indicazione ma poi tutto ciò che sei abituata a fare ed usare è molto personale; 
  • carta d'identità e codice fiscale (tuo e di tuo marito/compagno)
  • esami del sangue ed ecografie eseguiti durante la gravidanza 
  • diverse camice da notte con apertura anteriore per l'allattamento 
  • ciabatte pulite per circolare in stanza 
  • coprivestaglia per uscire dalla stanza 
  • asciugamani per l'igiene 
  • assorbenti adatti al post-partum (in commercio di varie marchie)
  • slip monouso oppure in cotone ma ben capienti e a vita alta (per eventuale ferita del cesareo)
  • prodotti per l'igiene personale (sapone, bagnoschiuma, sapone intimo)
  • spazzola per capelli ed elastici (potresti sudare molto)
  • burrocacao (le labbra potrebbero screpolarsi per il digiuno) 
  • cellulare e caricabatterie 
  • libri, giornali per passare il tempo 
  • vestiti per la dimissione 
Considera, ad ogni modo, che se hai a disposizione tuo marito o i tuoi famigliari per eventuali oggetti dimenticati a casa o vestiti puliti non dovrai caricarti di tutto il primo giorno di ricovero (possono portarti l'occorrente in un secondo tempo, ma sistemalo bene in vista così che possano trovarlo facilmente). 

Un consiglio importante è quello di sistemare tutto in valigia anche qualche settimana prima della data prevista del parto (lasciando le ultime cose in borsa da aggiungere all'ultimo) perché il bimbo o la bimba potrebbe decidere di anticipare i tempi e non lasciarti molto tempo prima che venga al mondo!! 

sabato

Come cambiare correttamente il pannolino

E' in arrivo un bambino e vuoi iniziare ad esercitarti su come cambiare il pannolino al tuo bebè? Hai già un bambino ma vuoi capire se cambi correttamente il pannolino senza creare irritazione sulla pelle delicata del neonato? Eccoti qualche consiglio in questa breve guida per cambiare il pannolino correttamente e non irritare la cute del bimbo con i giusti prodotti. 

Quando cambiare il pannolino? 

Il pannolino va cambiato ogni qual volta in cui si presenti piuttosto gonfio per aver assorbito la pipì del bimbo o in caso di bisognini solidi. Quando il bimbo è molto piccolo e beve solo latte il pannolino va cambiato piuttosto frequentemente perché si sporca spesso con materiale dalla consistenza liquida, a volte anche di notte. 

Nei primi mesi si cambiano almeno 6-8 pannolini in ventiquattro ore, non appena questi appaiono gonfi e leggermente pesanti. Con il passare dei mesi, quando il bimbo inizia ad alimentarsi con cibi solidi, il pannolino andrebbe cambiato la mattina appena sveglio, dopo pranzo (quando solitamente fa la pupù), a metà pomeriggio e prima di andare a dormire la sera (tranne in caso di bisogni extra in cui è necessario un ulteriore cambio). 

Cosa serve per cambiare il pannolino? 

Per il momento del cambio pannolino è necessario procurarsi un fasciatoio adatto con dei cassetti o delle tasche laterali in grado di accogliere tutto il materiale occorrente. Se non hai spazio per un fasciatoio puoi procurartene uno mobile, costituito da un rettangolo di materiale soffice da posizionare dove vuoi e su cui adagiare il bambino (sono disponibili anche fasciatoi portatili e richiudibili). 

Materiale che ti servirà per il cambio del pannolino

  • pannolini di taglia adatta al peso del tuo bambino (numero 1,2,3,4,5.. )
  • borotalco in polvere oppure in crema 
  • crema idratante e lenitiva per neonati 
  • sapone per neonati oppure salviettine delicate 
  • asciugamano morbido 

Come cambiare il pannolino?


Posiziona il bambino in sicurezza sul fasciatoio facendo attenzione a non lasciarlo incustodito. Rimuovi il precedente pannolino sporco buttandolo nell'indifferenziata. Afferra il bambino con una presa sicura ed immergilo di acqua tiepida con un po' di sapone lavando bene l'area a contatto con la pipì e le pieghe (1). Puoi utilizzare anche l'acqua corrente se riesci ad impostare una temperatura costante, né troppo fredda né troppo calda. Utilizza del sapone neutro per neonati che non irrita la pelle delicata ed è adatto per lavaggi frequenti. Se c'è solo pipì puoi anche usare solo acqua. Asciuga per bene la pelle con un asciugamano morbido, senza sfregare. 

Se non ami lavare il bambino così spesso puoi, in alternativa, pulirlo per bene con delle salviettine delicate, facendo attenzione ad igienizzare bene tutte le parti nascoste come le pieghe. 

Una volta pulito, posiziona il bambino sul fasciatoio e solleva le gambe unendo i piedini in alto. Con l'altra mano posiziona il pannolino pulito sotto il bambino, con la parte dotata di adesivi verso il basso. Poggia il dorso del bambino su metà pannolino (2). 

Applica del talco in polvere o in crema su tutta la pelle a contatto con il pannolino, massaggiando delicatamente per spargerla in modo uniforme o farla assorbire. Se utilizzi il talco in polvere fai attenzione a non disperdere la polvere nell'aria e farla inalare al bambino (è molto dannosa!). Solleva la seconda metà del pannolino verso il pancino, chiudendola con gli adesivi della metà sottostante (3). 

Cosa fare in caso di irritazioni da pannolino?

Se noti delle irritazioni, pelle arrossata, sfregamenti, bollicine o croste rivolgiti immediatamente al pediatra che saprà consigliarti come comportarti di fronte ad una reazione irritativa o allergica nei confronti dei componenti del pannolino. Se l'arrossamento non è grave puoi rimediare massaggiando la pelle con della crema idratante e lenitiva per neonati o provando a cambiare marca di pannolini nel caso sia questo il problema. 

Come confezionare una bomboniera nascita o battesimo

Tra qualche tempo nascerà il tuo bambino o la tua bambina e desideri preparare una bomboniera per gli ospiti che verranno a trovarti? Il tuo bambino/a deve battezzarsi e vuoi preparare con le tue mani una bomboniera senza spendere grosse cifre? Eccoti qualche consiglio sull'occorrente che ti servirà e sulla procedura di confezionamento della bomboniera. 

1. Cerca un oggetto simbolico da regalare

Per confezionare una bomboniera adatta alla nascita oppure al battesimo di un bambino devi cercare un oggetto simbolico che ricordi l'occasione. Puoi cercare in svariati negozi di oggettistica quello che ti serve, ma anche su Amazon o eBay ce ne sono moltissimi. Per darti delle idee: ciucci, biberon, cicogne con il bambino nel fazzoletto, quadretti per foto, bambini in miniatura, piccoli animali. In questo caso l'oggetto scelto per la bomboniera alla nascita di un maschietto è stata una piccola cornice per foto a forma di biberon. 

2. Abbina dei confetti per l'occasione 

Alla bomboniera non possono mancare dei gustosi confetti da offrire in dono agli ospiti che verranno a fare visita alla famiglia e al neonato. Presta attenzione alla scelta dei confetti: evita quelli sottomarca perché spesso risultano duri da mordere e dal gusto non buonissimo. Ti consiglio di assaggiare i confetti prima di utilizzarli nella bomboniera. I migliori, a mio parere, sono i "confetti tenerelli", di ottima qualità, morbidi, si sciolgono in bocca. Puoi acquistarli con all'interno una nocciola oppure una mandorla. Se si tratta di un maschietto puoi usare confetti bianchi e azzurri, se si tratta di una femminuccia bianchi e rosa; in alternativa puoi usare confetti monocolore. Come regola generale se ne inseriscono in una singola bomboniera in numero dispari, comunemente 3 o 5. Preferisci confetti incartati singolarmente per assicurare una maggiore igiene e freschezza a chi li regali. 

3. Veline e nastrini colorati 

Acquista presso un negozio di oggettistica o su Internet delle veline in organza di due colori (a tua scelta). Sovrapponi due veline di colore diverso (es. una bianca ed una blu) ed inserisci i confetti nella parte centrale. Racchiudi i confetti all'interno delle veline con giro di fili colorati in tessuto e fai un piccolo nodo. Usa questi stessi fili per attaccare il tutto alla bomboniera vera e propria (come in foto). Se preferisci, puoi aggiungere un piccolo cartellino con il nome del bambino scritto a mano (o tramite cartellini stampati presso una copisteria specializzata). 

Quante bomboniere preparare?

Assicurati di preparare una quantità sufficiente di bomboniere in base al numero di persone che ti aspetti vengano a trovarti o che desideri invitare al battesimo. Abbonda preparandone 5 o 6 in più perché potresti avere delle visite inaspettate o qualcuno a cui voler donare un pensiero a cui non avevi pensato. Posiziona tutte le bomboniere all'interno di un grande cesto decorato in modo che gli ospiti possano prendere la propria bomboniera dalla composizione in ospedale dopo la nascita o al momento degli auguri al battesimo. Ricorda di lasciare una bomboniera anche nella tua casa per ricordo! 

Quanto costa una bomboniera? 

Il prezzo medio per una bomboniera da bambino dipende fondamentalmente dal tipo di oggetto che scegli e dalla qualità dei confetti; il prezzo delle veline e dei nastrini è variabile ma non molto elevato (dipende molto dal numero di bomboniere!). Il prezzo degli oggetti varia da 1-2 euro per oggetti piccoli e semplici fino a 5-6 euro per oggetti più impegnativi. Il prezzo dei confetti dipende dal numero di confezioni che acquisiti: calcola quanti te ne serviranno effettivamente in base al numero per bomboniera (3 oppure 5). Il prezzo di una bomboniera è a partire da circa 5 euro se la prepari da sola. 

Lupilu di LIDL: i migliori pannolini in assoluto

Cercando in lungo ed in largo tra gli scaffali dei pannolini mi è capitato di provare numerose marche per trovare il pannolino adatto alle mie esigenze: morbido, assorbente, sottile, senza perdite laterali e capace di resistere tutta la notte addosso al bambino. Come tutte ben saprete queste caratteristiche appartengono ai pannolini di marca Pampers che, non solo sono i più usati nei reparti maternità degli ospedali, ma sono anche i più costosi! Ebbene sì: i pannolini Pampers costano un occhio della testa e con quello che durano riescono a far spendere al mese una fortuna! 

I pannolini LIDL: una piacevole scoperta 

Leggendo su Internet nei vari forum ho scoperto una marca di pannolini poco conosciuta ma molto amata dalle mamme: i pannolini venduti presso il discount LIDL. Curiosissima di provarli ne ho acquistato un pacco numero 2 e da quel momento è stato "amore a prima pipì"! 
Come potete notare dal pacco in foto sono arrivata ad usare i pannolini numero 5 perché non ho più abbandonato questa marca. Il vantaggio principale di questi pannolini è sicuramente il rapporto qualità-prezzo: ad un costo di 7,99 euro questi pannolini Lupilu hanno lo stesse identiche caratteristiche dei Pampers che arrivano a costare fino al doppio! 

Vi mostro com'è fatto il pannolino: 
Come potrete notare questi pannolini sono molto sottili, quindi per il bambino non c'è l'ingombro tipico di altre marche sin da quando il pannolino è asciutto (per non parlare di quando si gonfiano pieni di pipì). L'odore del pannolino è buono, non ci sono cattivi odori chimici. L'elastico laterale aderisce bene alle cosce e non lascia sfuggire la pipì. 

La pelle del bambino rimane asciutta e non irritata anche dopo tutta la notte a contatto. Ovviamente uso creme a base di talco per proteggerla, ma in corrispondenza del pancino o delle cosce non ho mai notato irritazioni o pelle umida. 

Vi assicuro che non ho alcun interesse a sponsorizzare la marca, la consiglio vivamente per il semplice fatto che non occorre spendere una fortuna per un pannolino che dura poche ore addosso al bambino! Altre marche che ho provato puzzavano parecchio in partenza e l'odore era insopportabile quando si bagnavano con l'urina. Altri pannolini erano molto spessi e il bambino camminava con difficoltà per l'ingombro. 

Unico svantaggio dei pannolini Lupilu: non so per quale motivo ma non producono pannolini numero 1, cioè per bambini appena nati (3-5 Kg); all'epoca, infatti, usai i Pampers spendendo un sacco di soldini per 5-6 pacchi. Purtroppo di questa marca per bimbi così piccoli non ne ho mai trovati nel supermercato LIDL, ma forse è una mancanza specifica del discount della mia città. 

Ricette prime pappe per lo svezzamento

Quando si inizia lo svezzamento del bambino molte mamme sono indecise su come preparare sfiziose ricette per stimolare il gusto del piccolo ed abituarlo alle consistenze dei cibi solidi diversi dal latte materno o dal latte artificiale. 

Iniziare lo svezzamento con la frutta 

A partire dall'età di quattro mesi (secondo alcuni) o da sei mesi (secondo altri pareri), il bambino può iniziare ad introdurre nella sua dieta cibi solidi diversi dal latte, che non si devono sostituire ai pasti a base di latte ma aggiungersi a questi. Esistono in commercio numerosi omogeneizzati a base di frutta: è consigliabile iniziare con quelli a base di mela o pera che contengono meno allergeni rispetto ad altri tipi di frutta (es. pesca, albicocca, ciliegia). Se vuoi risparmiare puoi preparare la frutta in casa usando una mela o una pera fresca e grattuggiarla. Mescola la purea di frutta ad un po' di latte per abituarlo al sapore. Usa un cucchiaino di gomma adatto alla sua piccola bocca. Avvicina il cucchiaino e con pazienza cerca di farlo abituare al sapore. 

Introdurre cibi solidi nella dieta del bambino 

Con il passare dei giorni, dopo la frutta, puoi iniziare ad introdurre le prime pappe con ingredienti diversi. Il consiglio è quello di introdurre un nuovo ingrediente a distanza di tre o quattro giorni dal precedente, per valutare se l'intestino del bambino lo tollera o meno. Per preparare diverse ricette usa come base il latte che il tuo bambino assume normalmente (latte di crescita, latte di proseguimento, latte intero) e aggiungi qualche cucchiaino di carboidrati (patate lesse, pastina, crema di riso mais e tapioca). 

Le verdure sono un'importante fonte di fibre e aiutano il piccolo intestino a muoversi meglio in caso di stitichezza. Puoi usare la carota, la zucchina, la zucca. Per completare la pappa aggiungi un po' di carne lessa o di pesce fresco (se non hai questi ingredienti in casa puoi usare un omogenizzato). Usa sempre ingredienti controllati di cui conosci la provenienza, meglio se biologici senza conservanti né pesticidi. 

Metti tutti gli ingredienti in una ciotola e frullali con un frullatore ad immersione oppure un omogenizzatore. Quando il bambino si sarà abituato a mangiare i cibi solidi puoi iniziare ad introdurre qualcosa di "non frullato" al resto della miscela frullata, come la piccola pastina (es. stelline). 

Esempi di ricette per lo svezzamento 

- 60 ml di latte 
- mezza patata lessa 
- pezzettini di zucca cotta 
- omogenizzato di vitello 
- parmigiano per condire ed olio extravergine d'oliva 

- 60 ml di latte 
- crema di riso, mais e tapioca
- pezzettini di zucchina e carota 
- omogenizzato di pesce 
- parmigiano per condire ed olio extravergine d'oliva 

- 60 ml di latte 
- pastina 
- pezzettini di zucca 
- ricotta fresca (un cucchiaio abbondante) o formaggino 
- olio extravergine d'oliva 

venerdì

Come preparare la valigia per il parto

Si avvicina il momento del parto e stai preparando la valigia per il ricovero in ospedale ma non sai se hai dimenticato qualcosa? Eccoti una lista di tutto quello che potrebbe esserti utile durante i tre o quattro giorni di ricovero. 

Come preparare la tua borsa personale per il parto 

Ti consiglio, per prima cosa, di preparare due borse distinte, una con le tue cose personali e l'altra con quelle del bimbo/bimba in modo da facilitare la ricerca degli oggetti. Nella tua valigia (o trolley) inserisci: 
  • documenti personali (carta d'identità, codice fiscale, documentazione del bambino del ginecologo, tutti gli esami eseguiti nei nove mesi); 
  • le camice da notte (due o tre) che indosserai in ospedale, aperte in avanti con dei bottoni per facilitare l'allattamento. Scegli, per il momento del parto, una delle più "vecchie" perché facilmente potrebbe sporcarsi di sangue o disinfettante in sala parto (o in sala operatoria se fai il cesareo) e potrebbe rovinarsi definitivamente; 
  • delle pantofole pulite per circolare in reparto; 
  • degli slip comodi senza elastico stretto, possibilmente a vita alta per non urtare sulla cicatrice se fai il cesareo; 
  • degli assorbenti molto ampi per le perdite post-partum (quelli per il ciclo mensile non sono adatti, le perdite sono cospicue e servono quelli adatti alle perdite molto intense); 
  • prodotti per la doccia e per l'igiene personale; 
  • salviettine umide per rinfrescarti in caso non riuscissi ad alzarti dal letto i primi tempi; 
  • diversi asciugamani puliti piccoli e grandi; 
  • coppette assorbilatte e reggiseno per allattamento. 
Ovviamente se hai a disposizione qualche familiare che ti porta il cambio da casa giorno per giorno non serve riempire a dismisura la valigia (anche perché lo spazio nell'armadietto potrebbe essere ridotto o da dividere con la compagna di stanza) ma puoi inserire un solo cambio e poi farti portare il resto. 

Come preparare la borsa per il bimbo/la bimba 

Prepara a parte una borsa con tutto l'occorrente per il nascituro. Ogni sala parto ha una lista con tutto il necessario da portare al momento del parto (puoi recarti da un'ostetrica e chiederle questa lista nell'ospedale dove hai deciso di partorire). In generale, comunque, devi procurarti: 
  • tutine intime in cotone con attaccatura a bottoni (almeno 3-4); 
  • vestitini comodi per neonati (da 0 a 1 mese), almeno 3-4;
  • camicina della fortuna (se volete metterla alla nascita); 
  • piccoli bavaglini; 
  • una copertina per la culla; 
  • un pacco di pannolini numero 1; 
  • set per medicare il cordone ombelicale (disinfettante, garzine sterili, garza elastica per circondare l'addome); 
  • asciugamani morbidi per avvolgere il bambino durante il cambio; 
  • olio per neonati per poter idratare la pelle che alla nascita ha delle screpolature (nella pancia il bimbo era immerso nell'acqua, adesso è a contatto con l'aria per cui ha la pelle secca). 

giovedì

Come iniziare lo svezzamento con la frutta

Lo svezzamento è quell'importantissimo momento in cui il bambino passa dall'essere un "lattante" ad alimentarsi con cibi solidi. Molti pediatri credono che questo momento debba coincidere con il compimento dei sei mesi di vita. Secondo altri esperti e molte mamme, lo svezzamento può tranquillamente iniziare dai quattro mesi di vita del bambino, purché si rispettino determinate regole per non appesantire il suo delicato intestino.


Iniziare lo svezzamento con la frutta 

La frutta è l'alimento ideale per iniziare lo svezzamento del bambino e abituarlo alla consistenza dei cibi solidi diversi dal latte. Per iniziare lo svezzamento i frutti ideali sono la mela e la pera, dolci, gustose e a basa allergenicità. Introduci un frutto per volta, iniziando, ad esempio con la mela e introducendo la pera dopo qualche giorno. 

Durante il quarto quinto e sesto mese di vita il bambino effettua numerosi pasti a distanza di poche ore perché il latte lo sazia per un periodo limitato. L'obiettivo dello svezzamento è regolarizzare il suo appetito e portarlo ad alimentarsi nei classici pasti dell'adulto (colazione, merenda, pranzo, merenda e cena). 

Introduci la frutta al mattino a colazione. Prendi uno spicchio di mela o di pera e grattugia bene la polpa. Puoi acquistare la grattugia per frutta nei negozi per bambini, supermercati oppure online. Mescola la frutta grattugiata con un po' di latte, in modo che il sapore non sia completamente diverso da quello a cui è abituato. 

Come abituare il bambino a mangiare cibi solidi 

Metti la frutta grattugiata in una tazzina e prova a darla al bambino con un cucchiaio morbido adatto alla sua bocca piccola. Avvicina alla bocca una piccola quantità e lascialo assaggiare. Probabilmente la sua prima reazione sarà quella di sputarla e rifiutarla. Insisti piano piano, se necessario anche giorno dopo giorno finché non si abituerà al sapore ed inizierà lentamente ad ingoiarne piccole quantità. Usa i primi giorni solo uno spicchio, dopo una settimana metà mela o metà pera. 

Non appena il bambino inizierà a mangiare la frutta a colazione abitualmente puoi introdurla anche come merenda nel pomeriggio. I benefici che noterai saranno immediati: meno problemi di stitichezza ed un maggiore senso di sazietà grazie agli zuccheri della frutta. 

La frutta che può contenere allergeni non va data subito al bambino ma è necessario aspettare il compimento dei 10-12 mesi, come la pesca, l'albicocca, l'uva, l'arancia.

Cosa evitare in gravidanza per il benessere del feto

A partire dal momento della fecondazione fino al taglio del cordone ombelicale la mamma ed il nascituro sono interconnessi da un'unica circolazione del sangue e la stragrande maggioranza della sostanza che entra nel circolo materno raggiungono anche l'embrione o il feto. 

Fumo e alcool in gravidanza 

Se sei una donna fumatrice sappi che il fumo di sigaretta nuoce gravemente al bambino che porti in grembo per cui faresti meglio a smettere di fumare il prima possibile. Oltre al rischio di aborto, il fumo di sigaretta in gravidanza può causare malformazioni e gravi patologie a carico del feto. Tutte le sostanze dannose e cancerogene che inali quando fumi vanno a finire nel sangue del bambino, aggredendolo gravemente perché il suo organismo non è in grado di sopportarle come quello di un adulto. 

Per quanto riguarda il consumo di alcolici, se è possibile evitare di assumere qualsiasi tipo di alcolico durante tutti i mesi della gravidanza, sia aperitivi leggeri e sia superalcolici. Un bicchiere di vino ogni tanto non è causa di gravi danni al feto per cui può essere tollerato se non se ne riesce a fare a meno, ma in generale è meglio desistere da ogni tentazione. 

In gravidanza cerca di stare lontana da tutte le fonti di inquinamento ambientale: non trascorrere molto tempo nel traffico respirando i gas di scarico delle automobili, tieni chiuse le finestre di casa se questa si affaccia su una strada trafficata, non respirare il fumo passivo nei locali con altri fumatori, non pulire casa con prodotti che emettono gas e vapori irritanti. 

Farmaci in gravidanza 

Se devi assumere un farmaco in gravidanza accertati prima che questo sia adatto ad essere assunto durante la gestazione. I farmaci adatti sono quelli che non sono in grado di attraversare la placenta, la barriera che separa il feto dalla madre. Per essere sicura di assumere un farmaco che non faccia male al bambino chiedi sempre consiglio al medico (es. se devi assumere antibiotici, antiepilettici, anticoagulanti.. ) e leggi attentamente il foglietto illustrativo. Uno dei farmaci considerati più sicuri in gravidanza è il paracetamolo (la comune Tachipirina), purché si rispettino i dosaggi consigliati. 

Gli sport da evitare in gravidanza

Lo sport in gravidanza non va abbandonato, anzi, è dimostrato che l'attività fisica leggera è in grado di migliorare il benessere materno e la tonicità muscolare. Se la gravidanza procede senza problemi puoi dedicarti ad attività sportive delicate come il nuoto, la camminata, il ballo, lo yoga, mentre devi assolutamente evitare quelli sport che possono comportare stress per l'organismo e possibili traumi come la corsa rapida, l'allenamento con pesi in palestra, la bici, lo scii. 

Come evitare le infezioni in gravidanza 

Le infezioni in gravidanza possono essere comuni ed inosservate, talvolta gravi fino a portare all'aborto. Per allontanare il rischio di contrarre infezioni durante la gestazione cura sempre l'igiene intima con prodotti specifici, evita di avere rapporti promiscui, non mangiare carni crude o poco cotte e fai molta attenzione al contatto con gli animali e con le loro feci, soprattutto se sono animali che vivono per strada o in campagna. Dosa sempre gli anticorpi contro i più comuni virus, batteri e parassiti che ti consiglia il ginecologo come screening, in modo da combattere precocemente con la terapia qualsiasi contagio. 

sabato

Cosa regalare ad un bambino appena nato

Cosa regalare ad un bimbo appena nato

E' nato un bambino o una bambina in famiglia o ad amici e cerchi un regalo da portare a casa o in ospedale per la prima visita? Considera che, oggi, la maggior parte delle mamme si procura tutto il necessario per il nascituro molto tempo prima della nascita e che nonne e parenti contribuiscono a recuperare tutto l'occorrente per il bebé. 

Se non vuoi che il tuo regalo finisca rapidamente nel dimenticatoio perché inutile, doppio o non adatto, segui un paio di idee e suggerimenti che ti permetteranno di fare bella figura. Pensa per prima cosa se non sia il caso di telefonare alla futura mamma qualche giorno prima del parto e chiederle se le manca qualcosa per il bimbo; in tal caso potrebbe già consigliarti qualcosa di utile che non ha acquistato. 

Se la mamma non si sbilancia e ti lascia campo libero eccoti qualche idea utile: 
  • ciò che va via come il pane quando nasce un bambino sono sicuramente i pannolini; regalare un singolo pacco di pannolini può sembrare un regalo sbrigativo e di poco cuore, mentre una bella confezione scorta di pannolini può essere davvero gradita, considerando che nei primi mesi vanno via circa 10 pannolini al giorno; ti consiglio, tuttavia, di chiedere alla mamma se ha preferenze circa la marca di pannolini; fai attenzione ad acquistare pannolini adatti: per i primi giorni li avranno già acquistati i genitori; scegli pannolini per quando il bimbo/a sarà più grande (es. numero 2 o 3);  
  • evita di regalare tutine, vestitini, bavaglini, cappelli perché i bimbi appena nati ne hanno già tantissimi e, per la rapidità con cui crescono, riescono ad indossarli per pochissimo tempo; se proprio volete regalare dei vestitini al bimbo/a, sceglieteli di una taglia più grande (es. 12 mesi, 18 mesi) pensando, tuttavia, a quell'età se sarà inverno o estate; 
  • un'idea regalo molto carina ed originale per un neonato è un materiale modellabile che funge da calco per i piedini e le manine; dopo aver calcato la forma delle manine o dei piedini, il materiale simile al gesso si solidifica e rimane il ricordo delle piccole dimensioni degli arti, da conservare in cornice o nello scatolo dei ricordi; 
  • tra i regali per neonato da citare (accertatevi sempre che non siano già stati acquistati dai familiari) abbiamo la sdraietta che culla il neonato con la musica, il monitor per osservare il neonato e sentire se piange a distanza, il set contenente spazzola morbida e tagliaunghie specifico per neonati, set di bagnoschiuma e creme al talco per l'igiene del neonato. 

Come calcolare settimane e mesi di gravidanza

Il primo giorno del ciclo precedente

All'inizio di una gravidanza è importantissimo calcolare a quale epoca della gestazione ci troviamo, non solo per avere chiarezza circa il trascorrere delle settimane di gravidanza, ma anche perché alcuni esami di controllo importanti della gravidanza vanno eseguiti ad un'epoca gestazionale ben precisa. La data più importante che ci serve per risalire alla settimana di gravidanza è il "giorno delle ultime mestruazioni", vale a dire il primo giorno in cui è comparso il flusso prima di restare incinta. 

Il primo mese di gravidanza

A partire dal primo giorno delle ultime mestruazioni inizia la prima settimana di gravidanza: nonostante materialmente non si sia ancora incinta, per comodità si inizia a calcolare le settimane di gestazione a partire da quel giorno! Voi direte: "non ha senso!" ed invece un senso lo ha: basti pensare che non sapremo con certezza il giorno preciso dell'ovulazione mentre l'unica certezza che abbiamo è la data delle ultime "rosse". 
Vediamo nell'immagine come a quattro settimane più tre giorni corrisponda il primo mese di gravidanza. Considerato che le prime due settimane di gravidanza esistono sulla carta ma non nella realtà (la fecondazione non c'è stata!) e la terza e quarta settimana di gravidanza si passano aspettando la positività del test di gravidanza, quando scopriamo di essere incinta è già trascorso senza accorgercene il primo mese! 

App e siti per il calcolo delle settimane di gravidanza 

Esistono online centinaia di siti che permettono di calcolare in pochi secondi a che settimana di gravidanza ti trovi esattamente. Se per comodità preferisci usare il cellulare puoi scaricare un'app che ti permetta, giorno per giorno, di essere aggiornata sul periodo preciso di gestazione. Basta inserire il primo giorno dell'ultimo ciclo ed il gioco è fatto! 

Epoca gestazionale ed epoca ecografica 

Sei andata dal ginecologo e il calcolo delle settimane che ti ha fatto il medico non corrisponde al tuo? Tranquilla, non hai sbagliato. Il calcolo delle settimane di gravidanza, come detto in precedenza, è una stima basata sul primo giorno delle ultime mestruazioni. Questa stima considera che i tuoi cicli siano regolari e abbiano una durata di 28 giorni. Poiché moltissime donne hanno cicli irregolari ed un'ovulazione che non cade esattamente a metà del ciclo (14° giorno), può essere che il momento della fecondazione sia avvenuto leggermente in ritardo rispetto ai calcoli (es. al 20° giorno), quindi tutto il calcolo slitta e l'embrione è leggermente più "giovane" di quanto credevamo. 

es. 
  • calcolo basato sulle mestruazioni --> 6 settimane + 2 giorni 
  • calcolo del ginecologo --> 5 settimane + 5 giorni (la fecondazione è avvenuta qualche giorno in ritardo rispetto al 14° giorno del ciclo, in questo caso 4 giorni dopo!)

La prima ecografia della gravidanza

Quando fare la prima ecografia all'inizio della gravidanza? 

Sei in ritardo di due o tre giorni e ti stai chiedendo se sei rimasta incinta? Non ti resta che acquistare un test di gravidanza e farlo immediatamente per toglierti qualsiasi dubbio. 
Qualora il test dovesse risultare positivo, sappi che saresti già intorno alla quarta o quinta settimana di gravidanza! Questo perché con la conta delle settimane di gravidanza le prime due settimane sono precedenti all'ovulazione, mentre la terza e quarta settimana terminano con il periodo il cui si attendono le "rosse". Il primo mese di gravidanza, quindi, è già passato senza accorgercene! 

Questo bellissimo video mostra la prima ecografia con battito cardiaco dell'embrione: 

Il test di gravidanza è positivo: cosa fare? 

Il test di gravidanza è risultato positivo. Il consiglio è quello di recarti presso un laboratorio analisi e chiedere di dosare le beta-HCG. Le beta-HCG sono delle molecole prodotte dall'embrione che confermano una gravidanza in corso. Contatta il tuo ginecologo di fiducia e fissa un appuntamento per la prima ecografia della gravidanza. Se non vuoi pagare un ginecologo privato allora chiedi al tuo medico di famiglia di prescriverti una prima ecografia da fare in ospedale gratuitamente. Al momento in cui farai la prima ecografia ti troverai intorno alla sesta o settima settimana di gravidanza, momento giusto per poter visualizzare la camera gestazionale e, probabilmente, ascoltare anche il battito dell'embrione. 

A cosa serve la prima ecografia della gravidanza? 

La prima ecografia della gravidanza mostra, tramite una sonda intravaginale, il contenuto della cavità uterina. Serve a svelare la presenza della camera gestazionale, ovvero se l'embrione è presente o meno. Misurandone le dimensioni, la prima ecografia consente di valutare quelle che sono le effettive settimane di gravidanza, in quanto non sempre si riesce a risalirne con precisione dai semplici calcoli mensili! 

La prima ecografia serve a valutare se la gravidanza è singola o gemellare, se l'embrione è posizionato correttamente all'interno dell'utero o presenta un attacco anomalo. 

lunedì

Come far giocare il bambino nel box

Il box per bambini è uno strumento di gioco e di autonomia per il bambino di meno di un anno. Si tratta di una piattaforma rigida circondata da una rete in cui il bambino può restare seduto, sdraiato o in piedi a giocare in sicurezza, esplorando con manine e bocca il mondo che lo circonda formato dai suoi giocattoli. 

Quando mettere il bimbo nel box? 

Il bimbo può essere messo nel box non appena acquisisce la capacità di reggere la testa in alto o, meglio ancora, quando è in grado di restare seduto da solo; questo perché il box è rigido alla base e potrebbe sbattere la testa indietro o la faccia in avanti se non in grado di stare perlomeno seduto. Se avete paura che sbatta la testa al piano rigido, rivestite il box con una coperta o dei cuscini morbidi. 
Mettete nel box i giochi preferiti del bambino, interattivi e con le luci, colorati e non pericolosi (senza parti che si staccano o piccoli oggetti che potrebbe ingoiare) e lasciatelo libero di toccarli con le manine e portarli alla bocca per conoscerli. L'autonomia del bambino si svilupperà in poco tempo e sarete già più libere di fare qualche faccenda in casa, senza doverlo sempre tenere in braccio. 

Il box per imparare a stare in piedi 

Il box per bambini ha delle maniglie in plastica a cui il bambino può aggrapparsi nei suoi primi tentativi di stare in piedi da solo. Se il bimbo non cerca di farlo aiutatelo mettendolo in piedi e facendogli vedere come si fa. Il box è uno strumento molto utile alla crescita del bambino da circa il settimo mese di vita (quando è capace di stare seduto) fino ai primi mesi dopo l'anno. Quando il bimbo diventa capace di camminare ben presto si annoia a stare "rinchiuso" nel box e vi chiederà continuamente di uscire. 

P.S. Non lasciate mai il vostro bimbo incustodito nel box, fatelo giocare autonomamente ma sempre sotto la vostra attenta sorveglianza per il rischio che si faccia male o ingoi piccoli pezzi. 

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