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domenica

La cenere del camino: 5 utili modi di usarla in casa e in giardino

Molti camini stanno tornando in funzione in questi giorni con il calare delle temperature e l'approssimarsi dell'inverno. Il camino è una forma di riscaldamento domestico tradizionale ma sempre più in voga anche attualmente. Visto l'incremento dei prezzi di luce e gas, ricorrere alla cara vecchia legna può consentire un notevole risparmio sulle bollette, oltre a trasmettere un profondo senso di calore e benessere alla semplice vista della fiamma ardente. Il camino, inoltre, permette di cuocere i cibi in alternativa ai fornelli, conferendo ai cibi un sapore unico ed una consistenza ineguagliabile.

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Come riutilizzare la cenere del camino spento 

Terminato l'utilizzo del camino rimane molta cenere da smaltire. Gettarla via sarebbe proprio un peccato dati gli utilissimi utilizzi a cui la cenere residua può essere destinata. Qui di seguito elenchiamo una serie di opportunità per utilizzare questo prezioso alleato nelle pulizie domestiche e per la cura del giardino. 

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1. La cenere è perfetta come sgrassatore in cucina 

La cenere residua del camino può essere utilizzata come ottimo sgrassatore per la pulizia dell'unto e del grasso ostinato da tutte le superfici in acciaio della cucina, compreso il piano cottura. Sciolta in un contenitore con acqua calda e un cucchiaio di olio creerà uno stupefacente impasto contro ogni forma di unto e sporcizia oleosa. La stessa utile funzione della cenere potrà tornare utile nella pulizia del forno, sia per quanto riguarda le pareti sia del vetro. Unita anche a qualche goccia di limone o di aceto, tutte le superfici saranno sgrassate e profumate di pulito. 

2. Usate la cenere per lucidare gioielli in argento 

La cenere può essere utilizzata come ingrediente per preparare una crema e riportare a splendere oggetti d'arredo in argento, collane, bracciali e anelli. Basterà mescolare un cucchiaio di cenere con acqua tiepida, un cucchiaio di bicarbonato e qualche goccia di succo di limone. Massaggiate gli oggetti d'argento con questa crema e lasciatela agire qualche ora. Strofinate infine con un panno morbido o con un foglio di carta da quotidiano e rimarrete stupiti dall'effetto finale, meglio di qualsiasi prodotto chimico aggressivo! 

3. Perfetta alleata in giardino come fertilizzante 

Usare la cenere per arricchire i componenti del compostaggio è un ottimo rimedio per ridare nuova luce e splendore alle nostre piante da giardino, ma anche a rendere forti e vigorose le piante coltivate in campo. Basterà spargere la cenere sul terreno attorno alle piante e mescolarla in modo che si amalgami al terreno per arricchire il suolo di componenti fondamentali come il magnesio, il fosforo e altri sali essenziali alla crescita delle piante sia da fiore che da frutto. Non solo, ma cospargere la terra attorno alle piantine servirà ad allontanare gli insetti infestanti, come le lumache senza l'uso di alcun pesticida. 

4. Lisciva di cenere come detergente naturale per chi soffre di allergie ed irritazioni cutanee

La lisciva di cenere è da secoli usato come detersivo naturale per le pulizie domestiche e per lavare i panni. Mescolate la cenere all'acqua in rapporto 1:5. Per allontanare pezzi grossolani di legna o di carbone filtrare prima la cenere con un vecchio scolapasta. Portate il tutto ad ebollizione in una pentola, mescolando ripetutamente e continuate, a fiamma più bassa, per circa due ore. Trascorso questo tempo, lasciate riposare per circa 24 ore in modo che si crei un deposito di cenere in basso piuttosto spesso (la pasta di lisciva) ed una parte acquosa in alto (la lisciva di cenere). Questa parte liquida andrà filtrata con un colino a maglie sottili. Sia la lisciva sia la pasta di cenere possono essere conservate per anni ed usate al posto dei detersivi chimici. 

La lisciva di cenere può essere aggiunta ad acqua calda per lavare piatti, stoviglie e tegami anche molto incrostati, come sgrassatore in uno spruzzino, per lavare il pavimento, ma anche per il bucato al posto della candeggina. Un tempo veniva usata anche per lavare i capelli. La pasta di lisciva è molto utile, se applicata su una spugna, per il lavaggio di piatti e tegami molto sporchi. Queste sostanze naturali sono molto utili per coloro che soffrono di allergie, eczemi. 

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Allergia ai pollini: cura e rimedi

Le malattie allergie legate all'inalazione di pollini si manifestano quando un soggetto, il cui sistema immunitario è ipersensibile nei confronti dei pollini stessi (considerati come allergeni), viene in contatto con particelle inalate attraverso il naso, la bocca o penetrate negli occhi. Si tratta di una malattia che interessa milioni di persone, con ripercussioni serie sulla qualità di vita e la capacità lavorativa. 

I pollini vengono rilasciati dalle piante e dagli alberi in alcuni mesi dell'anno (allergie stagionali) o continuamente tutto l'anno (allergie perenni): per questo motivo, nel primo caso i sintomi mostreranno una certa stagionalità e ricorrenza nel corso dell’anno, nel secondo caso saranno sempre presenti. Questo video mostra la presenza "invisibile" di pollini in ogni ambiente di vita quotidiana: 

Esiste un certo grado di familiarità nella propensione di un individuo a diventare allergico,  anche se la permanenza in ambienti ricchi di pollini o l’abbassamento delle difese immunitarie, in seguito a una malattia o a un periodo di debilitazione, possono però contribuire allo sviluppo di allergie in individui non predisposti, senza familiarità. 

I sintomi delle allergie ai pollini 
L'inalazione di pollini in persone allergiche all'interno delle vie aeree è in grado di causare uno spettro variabile di sintomi, da semplici congiuntiviti allergiche e riniti allergiche, fino a veri e proprie attacchi asmatici. La congiuntivite allergica si manifesta con arrossamento degli occhi, senso di bruciore e di prurito, bisogno di grattare gli occhi fino ad arrossarli, lacrimazione anche intensa. La rinite allergica si manifesta con senso di congestione nasale, naso gocciolante, secrezione nasale intensa liquida e trasparente. Oltre a questo spesso si aggiunge mal di testa, senso di forte spossatezza e debolezza. Nei casi più gravi, l'inalazione di pollini provoca tosse continua ed insistente fino ad una vera e propria difficoltà respiratoria, tipica dell'asma. In qualche raro caso, la reazione è tale da indurre uno shock anafilattico. 

Diagnosi
Per la diagnosi di certezza di allergia ai pollini è necessaria un'accurata anamnesi, per risalire alle modalità di esposizione rispetto al tempo di insorgenza dei sintomi, ma anche capire i mesi in cui si è più esposti e quindi la probabile specie di pianta coinvolta; dopodiché il dermatologo o l'allergologo effettuerà dei test cutanei ‘graffiando’ o iniettando in un lembo di pelle estratti di diversi tipi di allergeni, consentono di verificare visivamente la risposta infiammatoria. Una ricerca più accurata può essere eseguita dosando le IgE specifiche nel sangue, ovvero gli anticorpi prodotti in seguito al contatto con l'allergene specifico (polline).

Come trattare l'allergia ai pollini 
In caso di malattie allergiche, la cura migliore è sempre l'allontanamento il più possibile dall'allergene, in questo caso dal polline; questo è possibile parzialmente in quanto non ci si può chiudere in casa per mesi, per questo motivo è consigliabile per lo meno evitare di stare all'aria aperta in luoghi pieni di alberi e piante produttrici dell'allergene in causa e, soprattutto, nei mesi della loro fioritura. Se, ad esempio, si è allergici al polline di ulivo sarà consigliabile evitare le campagne in presenza di questi alberi nei mesi critici, chiudendo le finestre di casa e utilizzando dei particolari filtri dei sistemi di condizionamento per il ricambio dell'aria.

I farmaci da banco come i decongestionanti, gli antistaminici e i corticosteroidi nasali sono farmaci sintomatici che non curano l'allergia ma riducono fortemente i sintomi. Molto utile l'utilizzo di mascherine con filtri dotati di pori molto sottili (ffp2 e ffp3) che, indossate all'aria aperta, evitano l'inalazione del polline e di occhiali da sole per evitare l'ingresso negli occhi. 
In caso di allergie più gravi, i cui sintomi perdurano per periodi di tempo più lunghi e con maggiori effetti, è possibile effettuare una immunoterapia con molteplici iniezioni di allergene diluito a concentrazioni crescenti, in modo che l’organismo si abitui alla sua presenza e riduca la risposta immunitaria che scatena l’allergia.

sabato

Quali marche di latte italiano non contengono antibiotici e farmaci

Una recente ricerca pubblicata sulla rivista Salvagente ha analizzato il contenuto di farmaci e antibiotici di 21 marche di latte commercializzate nei supermercati italiani, pubblicando la lista delle marche di latte bocciate e promosse. In particolare è stato analizzato il latte fresco, il latte a lunga conservazione e quello biologico. 

Negli allevamenti bovini intensivi, infatti, si fa uso (e abuso) di farmaci e antibiotici per curare le infezioni. Considerando che il latte che acquistiamo finisce nelle nostre tavole a colazione, nelle nostre ricette, ma anche nei pasti dei nostri bambini, è molto importante indagare su quali siano le marche di latte più sane, cioè che ci vengono vendute in modo quanto più pulito possibile rispetto al puro latte, senza aggiunte di farmaci e antibiotici somministrati dall'uomo agli animali. 

Bisogna sottolineare che questa ricerca si riferisce a farmaci che sono anche ammessi dalla legge (regolamento europeo 37 del 2010) all'interno del latte entro determinati valori, e che in questa indagine nessun latte superava i valori limite. Tuttavia, ciò che ci preme sottolineare è che in alcuni tipi di latte una minima traccia di queste molecole c'è, in altri no (è stato possibile rilevarle grazie a sofisticate metodiche dell'Università Federico II di Napoli). Le molecole incriminate sono: il dexamethasone (cortisonico), neloxicam (antinfiammatorio) e l'amoxicillina (antibiotico). Nonostante la legge permetta la presenza di tracce di queste molecole, tuttavia, è diritto di noi consumatori conoscere le differenze tra i tipi di latte in commercio, perché, se pur se in tracce minime, la presenza di antibiotici e cortisonici, va a minare la flora batterica intestinale, soprattutto dei bambini, grandi consumatori di latte, oltre che aumentare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. 

Latte italiano: i marchi promossi
Le marche che hanno dimostrato di non contenere alcun farmaco, né antibiotici né antinfiammatori, sono: 
  • ARBOREA LATTE INTERO UHT 
  • MILA SENZA LATTOSIO UHT 
  • CANDIA GRAN LATTE UHT 
  • PARMALAT BONTÀ E LINEA PARZIALMENTE SCREMATO UHT 
  • GRANAROLO LATTE INTERO UHT 
  • PARMALAT ZYMIL ALTA DIGERIBILITÀ MAGRO UHT 
  • SELEX ALTA QUALITÀ FRESCO 
  • STERILGARDA LATTE PARZIALMENTE SCREMATO UHT 
  • TODIS COLLE MAGGIO LATTE FRESCO 

Le marche bocciate 
In un solo caso, il latte fresco Lidl, è stata evidenziata contemporaneamente la presenza di tutti e 3 i farmaci. In 4 latti (Ricca fonte, Esselunga fresco, Carrefour fresco e Parmalat Zymil fresco), le analisi hanno rilevato tracce di due farmaci”. 

Prurito da cinturino di orologio: cosa fare?

Quando si acquista un nuovo orologio con cinturino in pelle o in acciaia si può manifestare una fastidiosa reazione della pelle a contatto con il cinturino. 

Come si manifesta l'allergia al cinturino di orologio? 

Nei primi giorni, quando si indossa per la prima volta un nuovo orologio, può comparire un lieve prurito a livello del polso e dell'avambraccio; se ci si gratta, il prurito diventa rapidamente molto intenso, quasi insopportabile. Se non si riconosce precocemente l'allergia ai componenti del cinturino o della parte posteriore del quadrante dell'orologio, si rischia di far aggravare la reazione allergica: nei giorni successivi possono comparire piccole chiazze rosse intensamente pruriginose, a volte leggermente rilevate e dure. La cute può arrivare a desquamarsi per la secchezza e per il continuo grattarsi. 

A cosa è dovuta l'allergia al cinturino? 

Questa reazione cutanea al cinturino dell'orologio è una vera e propria dermatite allergica da contatto che si manifesta per sensibilizzazione nei confronti di un componente usato nella composizione del tessuto del cinturino o nel suo trattamento successivo (es. per colorarlo). Spesso si tratta di piccoli metalli o minuscole sostanze chimiche (es. nickel, cromo, coloranti chimici). 

Cosa fare in caso di dermatite da contatto? 

La cosa più importante da fare se sviluppate una reazione allergica al cinturino dell'orologio è togliere immediatamente l'orologio dal polso e non indossarlo più. Dovete necessariamente, se la reazione passa e quindi è sicuro che sia dovuta all'orologio, far cambiare il cinturino dell'orologio o, se non volete farlo, regalarlo a qualcuno non allergico. Anche se la reazione dovesse passare, se lo reindossate, tornerà. 

La reazione passa spontaneamente nel giro di una o due settimane. Per alleviare il prurito e l'eruzione cutanea potete applicare una pomata antistaminica e una pomata a base di cortisone. 


1. Kanerva L, Jolanki R, Estlander T. Allergic contact dermatitis from leather strap of wrist watch. Int J Dermatol. 1996 Sep;35(9):680-1. 

2. Bregnbak D1, Thyssen JP, Zachariae C, Johansen JD. Characteristics of chromium-allergic dermatitis patients prior to regulatory intervention for chromium in leather: a questionnaire study. Contact Dermatitis. 2014 Dec;71(6):338-47. doi: 10.1111/cod.12291. Epub 2014 Aug 21.

I pericoli della polvere quando si ristruttura casa

Ristrutturare casa è un processo molto dispendioso in termini economici, ma anche parecchio pericoloso per la nostra salute. Quando si rompono muri, tolgono piastrelle e sostituiscono tubi di scarico, nell'aria della nostra casa circolano per mesi piccolissime particelle di polvere, detriti e microrganismi che finiscono nei nostri polmoni. 

I rischi di respirare la polvere 

Quando si eseguono lavori di ristrutturazione in casa, è molto importante (se possibile), stare fuori casa e lasciar lavorare gli operai esperti. Dopo i lavori, che sollevano nell'aria moltissima polvere domestica, è importante lasciarla depositare per almeno uno o due giorni prima di tornare a vivere in casa. I soggetti più a rischio nel respirare la polvere dei lavori di ristrutturazione sono i bambini, i soggetti con malattie allergiche o polmoni croniche, i soggetti con immunodepressione o che assumono farmaci che deprimono il sistema immunitario (immunosoppressori). 

Le reazioni dovute all'inalazione della polvere domestica in seguito alla ristrutturazione possono portare da reazioni semplici come starnati multipli, tosse e fastidio agli occhi, a quelle più gravi come vere e proprie reazioni asmatiche. Alla base dell'asma da polvere c'è il contenuto di detriti del corpo di acari che si sollevano nell'aria e vanno a finire negli alveoli polmonari. Possiamo accorgerci che stiamo respirando la polvere dal fatto di sentire il naso sporco, pieno di detriti biancastri, che fuoriescono sul fazzoletto soffiando il naso. 

Se dovete pulire casa dopo dei lavori che hanno comportato la movimentazione di polvere nell'aria, è sempre consigliabile bagnare la polvere con dell'acqua e tirarla via con un panno bagnato, evitando accuratamente di muoverla con la scopa e farla svolazzare. 

I rischi a lungo termine per chi lavora nella polvere

Il rischio di respirare la polvere è altissimo per chi lavora tutti i giorni respirandola, quindi gli operai che lavorano in ambito edile sono esposti in modo costante; le categorie più a rischio sono muratori, idraulici, elettricisti, pittori. In questa forma di esposizione cronica, oltre alle suddette malattie respiratorie su base allergica, c'è il pericolo serie delle cosiddette "pneumoconiosi", ovvero malattie dell'apparato respiratorio legate all'accumulo irreversibile di particelle non degradabili dall'organismo (polvere, carbone, amianto), con danno cronico all'epitelio polmonare e deposito progressivo di collagene. E' importantissimo, in questi casi, indossare sempre la mascherina! 

giovedì

Edema delle palpebre da allergia: come riconoscerlo

Può capitare che a seguito dell'assunzione di una sostanza si gonfino improvvisamente le palpebre; si va da un lieve gonfiore in una regione circoscritta ad un edema grave che interessa sia la palpebra superiore che la palpebra inferiore, di entrambi gli occhi, fino a rendere difficoltosa l'apertura degli occhi e provocare visione offuscata. 

Come riconoscere un edema della palpebre su base allergica?

Quando l'edema delle palpebre insorge a causa di un'allergia compare solitamente pochi minuti dopo l'ingestione o il contatto con la stessa, fino a mezz'ora dopo (in seguito all'assorbimento intestinale). Inizialmente si avverte un senso di lieve bruciore e formicolio agli occhi, quindi compare una zona di gonfiore localizzato a livello della palpebra superiore oppure di quella inferiore; il gonfiore può restare localizzato solo ad un occhio o colpire entrambi gli occhi contemporaneamente o a distanza di poco tempo l'uno dall'altro. 

La palpebra appare gonfia e lievemente arrossata; l'edema è molle e facilmente comprimibile (sembra che sotto le palpebre ci sia del liquido). Manca la lacrimazione né sono presenti secrezioni. La visione può essere offuscata a causa della lieve chiusura delle palpebre. 

Quali sono i rimedi per l'edema delle palpebre 

Per prima cosa è necessario risalire alla sostanza che ha scatenato la reazione allergica; può trattarsi di un farmaco (es. è molto comune questa reazione in seguito all'ingestione di farmaci antinfiammatori come l'ibuprofene, il ketoproferene, toradol, voltaren, aspirina.. ), al contatto con la tintura per capelli, all'ingestione di alcuni alimenti (arachidi, frutta, crostacei, cioccolato..). 

Una volta individuata la causa dell'allergia bisogna evitarne il contatto per tutta la vita, molto spesso anche con altre sostanze di composizione chimica "simile" che reagiscono allo stesso modo nell'organismo (come nel caso dei farmaci). Questo perché la reazione allergica oculare può essere lieve e risolversi in pochi giorni in modo autonomo, ma nel tempo potrebbe aggravarsi fino a condizioni estreme di edema della glottide (che provoca insufficienza respiratoria) e shock anafilattico. 

Se hai avuto questa reazione palpebrale dovrebbe regredire in modo autonomo nel giro di qualche giorno, con riassorbimento dell'edema e ritorno alla normalità delle palpebre. Se hai timore che la reazione possa aggravarsi o non ti senti bene (pressione bassa, tachicardia, prurito diffuso, bolle sulla pelle) rivolgiti immediatamente ad un medico o al pronto soccorso. 

domenica

Cosa fare in caso di puntura di vespa

Le vespe sono insetti che possono attaccare l'uomo e pungerlo quando si sentono in pericolo e attaccate. Se siete all'aria aperta in giardino o in uno spazio pubblico, in campagna o in città vicino ad una pianta o ad un cassonetto, sappiate che un vostro movimento della mano può essere interpretato dalla vespa come un tentativo di attaccarla e portarla a pungervi. Può capitare di essere punti toccando un fiore o una pianta, pulendo il giardino, cercando di eliminare i nidi di vespa da piccoli anfratti, o semplicemente gettando la spazzatura. 

Come si capisce se una vespa ci ha punto 

La puntura di vespa è simile a quando ci pungiamo con un ago: improvvisa ed estremamente dolorosa. Il dolore non passa immediatamente ma dura per qualche secondo in modo molto intenso (come se un ago si fosse conficcato nella pelle). Le zone più esposte alle punture di vespa sono gli arti superiori (in particolare le mani) e la testa. Dopo la puntura di vespa la zona interessata si presenta gonfia, arrossata e dolente. Si tratta di un dolore sordo e di una sensazione di pienezza (come se ci fosse dell'acqua intrappolata a pressione sotto pelle). 

Nella maggior parte delle persone la puntura di vespa in risolve nel giro di qualche giorno: la zona tende a sgonfiarsi, il rossore va via, rimane un piccolo puntino nero centrale (il pungiglione) che tende a cadere nel tempo. Se si riesce ad estrarre il pungiglione con una pinzetta è meglio, si può accelerare la guarigione. 

Nei soggetti allergici la puntura di vespa può risultare molto pericolosa: dopo un primo contatto senza conseguenze, una seconda puntura di vespa potrebbe portare ad una grave reazione allergica, fino allo shock anafilattico. 

Cosa fare se ci ha punto una vespa 

Se una vespa vi ronza attorno non cercate di cacciarla con le mani. Allontanatevi e farete la cosa migliore. Le mani possono spaventarla e costringerla a pungervi. Se una vespa, invece, vi ha punto allontanatevi dal luogo perché potrebbero esserci altre vespe nelle vicinanze. Spalmate sulla puntura una crema a base di cortisone per accelerare la guarigione. Se vedete il pungiglione e siete in grado di estrarlo con una pinzetta, fatelo, ma poi disinfettate bene la zona. 

Se la zona morsa dalla vespa si gonfia molto e fa parecchio male recatevi ad un pronto soccorso per essere medicati. Se siete soggetti allergici ed iniziate ad avvertire disturbi come mancanza di respiro, giramenti di testa e strani gonfiori recatevi immediatamente ad un pronto soccorso per rischio di shock anafilattico. 

lunedì

Come curare l'allergia alle mani ai detersivi

Come si manifesta la dermatite da detersivi? 

La dermatite o eczema allergico da detersivi è una patologia infiammatoria che colpisce numerose casalinghe, addetti alle pulizie o chiunque faccia le faccende domestiche senza utilizzare i guanti, mettendo continuamente a contatto le mani con l'acqua in presenza di detergenti chimici aggressivi. E' riconosciuta anche come malattia professionale. 

Il detersivo è una sostanza poco aggressiva, ma diventa capace di aggredire fortemente la pelle quando già indebolita dall'esposizione al freddo (con secchezza e fessure sulle mani), dal lavaggio continuo con detergenti e saponi aggressivi che eliminano lo strato di sebo superficiale, alterando il pH di superficie. Di base spesso vi è una predisposizione a malattie allergiche (a pollini, alla polvere, ai derivati epidermici del cane o del gatto, a farmaci, cerotti, asma bronchiale, orticaria, rinite e congiuntivite allergica). 



Come si manifesta l'allergia ai detersivi?


Nei primi tempi, con il persistere dei contatti con il sapone per piatti, sapone per il bucato, candeggina, detersivi per pavimenti, sgrassatori, la pelle delle mani si ispessisce, si presenta molto secca, desquamata, con delle fessure molto evidenti (come quelle che insorgono d'inverno a contatto con l'aria fredda senza usare guanti). Quindi si inizia ad avvertire un forte prurito, intenso, intollerabile, con un forte senso di benessere in seguito al grattamento. 

La pelle sulla superficie delle dita della mano e degli spazi tra le dita diventa di colore rosso accesso (eritema), compaiono piccole vescicole a contenuto liquido chiaro, che dopo circa un giorno di rompono, residuando delle piccole erosioni da cui fuoriesce del liquido acquoso. Il prurito in questa fase è intensissimo, senza trattamento non si riesce a non grattare le lesioni. 

Se il contatto con i detersivi continua il tutto si aggrava e si estende, interessa anche il palmo e il dorso della mano, fino addirittura a coinvolgere l'avambraccio. E' a questo punto che il prurito, il fastidio e la tensione si trasformano in dolore vero e proprio. 

Come comportarsi? 
Oltre a rivolgersi immediatamente al proprio dermatologo di fiducia o prenotare una visita specialistica per la prima volta (saprà consigliarvi un adeguato trattamento).

E' importantissimo smettere il prima possibile di avere qualsiasi tipo di contatto non solo con i detersivi, ma anche con lo stesso sapone per le mani, per la doccia, con lo shampoo (usando guanti protettivi in lattice, ma non indossati direttamente perché anche il lattice può aggravare il quadro, mentre vanno indossati dei guanti in cotone interni sotto i guanti in lattice di copertura). 
E' importante acquistare in farmacia un sapone che in realtà non è un sapone vero e proprio (non contiene tensioattivi o sostanze aggressive) ma è un detergente neutro (nel mio caso ho avuto ottimi risultati usando Sebamed). 

Evitare il contatto delle mani con pomodori, pesce, insalata, limone, frutta come fragole, pesche, prugne e fichi. 

domenica

Cosa fare se il naso è sempre sporco e pieno di crosticine

La sensazione di naso sporco 
Nonostante "mettere le dita nel naso" non sia un gesto fortemente femminile ed educato, a volte capita di doverlo fare, sentendo le narici sporche e piene di materiale da eliminare; alcune volte, inoltre, si creano nelle narici fastidiose crosticine aderenti alla mucosa del naso, molto resistenti al distacco ed estremamente dolorose una volta staccate. 

Le cause del naso sporco 

- Un ambiente polveroso: una delle funzioni del naso è quella di trattenere le impurità presenti nell'aria ed evitare che vadano a finire più in basso nei polmoni; nella maggior parte dei casi, le narici si riempiono di materiale estraneo quando respiriamo aria in un ambiente polveroso, mentre facciamo le pulizie domestiche, mentre siamo in campagna e si solleva la polvere facilmente (es. in estate quando la terra è molto secca). Mantenere la propria casa pulita con un panno catturapolvere ed evitare di stare in luoghi molto polverosi e ventosi potrà alleviare questo fastidio. 

- Un'infezione batterica: nel momento in cui si verifica un'infezione batterica a carico della mucosa nasale, il materiale accumulato nelle narici si presenta di solito molle e liquido, di colore giallastro o verdastro. 

- I continui traumi: le crosticine si formano nel naso, invece, a causa dei continui traumi meccanici dovuti all'introduzione delle dita per cercare di rimuovere il materiale. La mucosa del naso, infatti, è molto delicata e si lesiona facilmente con la pressione continua. 

Rimedi per un naso pulito 
Tranne nel caso di un'infezione batterica, in cui l'unico rimedio è rivolgersi al proprio medico e farsi prescrivere un'adeguata terapia antibiotica, negli altri casi mantenere la propria casa ben pulita e con poca polvere potrà essere immediatamente utile, ad esempio con l'aiuto di un'aspirapolvere! Sbattete le coperte e le lenzuola sempre fuori dalla finestra per evitare di respirare la polvere e usate un panno catturapolvere quando spolverate i mobili per evitare, con il panno secco, che la polvere si sollevi. 

Per rimuovere il materiale estraneo nelle narici e far guarire la mucosa dalle crosticine, non usate le dita ma effettuate dei lavaggi con acqua salata più volte al giorno: basta aggiungere del sale fino all'acqua che bevete, metterne una piccola quantità in mano e cercare di aspirarla all'interno del naso; eliminarla dopo almeno 30 secondi con il respiro sospeso. Se non riuscite con questa tecnica, acquistate in farmacia uno spray per narici a base di acqua di mare, utile e facile da usare quotidianamente per la pulizia del naso. 

lunedì

Come riconoscere l'allergia ai cerotti

Quando subiamo un intervento chirurgico, lieve o esteso che sia, sulla zona lesa dobbiamo applicare una medicazione che copra la ferita, ne permetta la guarigione e la ripari dalla contaminazione microbica. Se siamo soggetti predisposti alle malattie allergiche (ai pollini,  ai crostacei, agli arachidi, agli acari della polvere, con asma bronchiale, con eczema da contatto..) probabilmente svilupperemo una reazione allergica al contatto ripetuto, per giorni e giorni, con il cerotto della medicazione. 

Quali sono i sintomi e segni dell'allergia al cerotto? 
Inizialmente, nel sede in cui è attaccato il cerotto, avvertiremo una sensazione di forte fastidio e il desiderio di volerlo staccare. Se il cerotto o resta attaccato alla pelle inizierà un lieve prurito, che a distanza di giorni sarà intollerabile, con desiderio incontrollabile di grattare la zona e la cute circostante. Questo grattamento darà un sollievo immediato ma poco duraturo. 

La zona in cui il cerotto è attaccato si presenterà arrossata, con un rossore che ricalca esattamente la forma della medicazione. Potranno comparire minuscole vescicole in superficie dalla cui rottura fuoriuscirà un liquido chiaro. Un soggetto con reazione allergica alla medicazione presenterà sicuramente, nella zona circostante, segni di grattamento continuo e graffi. 

Cosa fare se si sviluppa una reazione al cerotto? 

E' importante non utilizzare più il cerotto stesso perché aggraverebbe la situazione. Se si può fare a meno di occludere la lesione sarà meglio lasciarla scoperta, stando attenti a non contaminarla o sfregarla contro i vestiti. Se la reazione allergica è intensa e molto pruriginosa, potete applicare una crema cortisonica consigliata dal medico di famiglia. Questa crema andrà applicata in casi gravi e molto fastidiosi in quanto il cortisone rallenta la guarigione delle ferite e quindi rischiate di aggravare il recupero. 

Esistono in commercio cerotti ipoallergenici nei casi in cui l'uso sia fondamentale. Create  voi una medicazione in modo che a contatto con la cute ci sia solo della garza sterile, e applicate il cerotto tutto intorno senza contatto diretto con la pelle. 

venerdì

Cosa fare dopo una puntura d'ape, vespa e calabrone

Le punture di api, vespe e calabroni non sono pericolose, tranne nel caso in cui un soggetto fosse allergico, la sede della puntura sia il volto, la lingua o un occhio o si sia ricevuto un elevato numero di punture. Dopo averci punto, questi insetti rilasciano conficcato nella nostra pelle il loro pungiglione insieme alle ghiandole velenifere, morendo subito dopo. 

Sintomi locali dopo una puntura
- dolore pungente e prurito; 
- gonfiore e arrossamento della zona punta. 

Primo Soccorso su una puntura d'insetto
- estrarre l'eventuale punglione con un coltello, senza premerlo perché il pungiglione non rilasci veleno nei tessuti circostanti; 
- lavare la zona con acqua fredda e sapone; 
- usare un disinfettante per cute integra; 
- usare dell'ammoniaca pronta per l'uso o diluire un po' di quella pura in un bicchiere d'acqua; 
- applicare sulla zona una pomata antistaminica; 
- bendare per proteggere da infezioni. 

Per prevenire le punture: 
Guarda sempre nei bicchieri prima di bere e controlla il frutto che stai per addentare (spesso questi insetti si poggiano in superficie e rischi di inghiottirli senza accorgertene). Se individui il nido chiedi aiuto per distruggerlo o cerca di evitarlo accuratamente. Se uno sciame ti dovesse attaccare, scappa via e cerca un rifugio al chiuso, o altrimenti cerca di coprire soprattutto la testa con un indumento. 

Consigli semplici contro le punture di medusa

Perché toccare una medusa è irritante? 
Le meduse sono creature marine dotate di tentacoli estremamente urticanti, basta un semplice contatto per provocare irritazione della pelle. Alzi la mano chi riesce a nuotare spensieratamente nel mare senza pensare di incorrere in uno spiacevole incontro di questo tipo: viscide, subdole, le trovi all'improvviso intorno a te quando non te lo aspetti e già il danno è fatto, oltre che lo spavento. I nostri mari negli ultimi anni hanno subito un drastico aumento di meduse, sia a causa dell'aumentata temperatura che della maggiore salinità. 



Come si manifesta il contatto cutaneo con una medusa? 
Fortunatamente, le meduse che popolano il Mediterraneo non solo letali, a differenza di molte specie che popolano gli oceani come il Pacifico o l'Atlantico. 

In seguito al contatto si verifica dopo qualche minuto un intenso prurito, che rapidamente diventa dolore vero e proprio, profondo, sordo, più o meno intenso, nella zona colpita. Può durare delle ore, a volte anche dei giorni. 

La pelle si presenta arrossata, gonfia, spesso con delle minuscole vescicole o delle bolle più voluminose. Le lesioni cutanee tendono ad avere all'incirca la forma dei tentacoli della medusa al momento del contatto, con andamento sinuoso o serpiginoso. 

Quali rimedi dopo il contatto con una medusa? 

Subito dopo il contatto con la medusa è importante non strofinare con le mani né la bocca né gli occhi: ci potrebbero essere residui di tentacoli dispersi nell'acqua che vi bagna il corpo. 
La zona che vi provoca prurito o bruciore non va lavata con acqua dolce, perché l'acqua senza sale scatena il rilascio delle tossine contenute nei residui dei tentacoli sulla vostra pelle. Allo stesso modo non va usata acqua fredda o ghiaccio. 

Evitate assolutamente di grattare la zona pruriginosa perché questo metterebbe in circolo le tossine ancora più rapidamente, aumento il flusso sanguigno nella zona. Nessuno dei rimedi classicamente consigliati si è dimostrato efficace (alcol, ammoniaca, aceto), anzi possono solo aggravare le condizioni aumentando l'irritazione. 


E' importante sciacquare accuratamente la zona colpita con abbondante acqua di mare (salata) e, se lo avete, versarci su un po' di bicarbonato.  Il rimedio migliore in caso di contatto con i tentacoli delle meduse è l'applicazione di Gel Astringente al cloruro d'alluminio, anche se, purtroppo, l'abitudine di portare con sé questa sostanza è davvero poco diffusa, nonostante sia utile anche contro le punture di zanzara. Questo gel blocca immediatamente il prurito e l'entrata in circolo delle tossine. 

Contattate il vostro medico di base o recatevi al pronto soccorso, soprattutto se si tratta di un bambino, dove sapranno consigliarvi dei rimedi farmacologici da assumere nei giorni successivi per la risoluzione dell'irritazione. Evitate di assumere pomate a base di cortisonici o antistaminici senza consiglio medico, soprattutto d'estate in cui questi farmaci, in combinazione con il sole, possono dare effetti collaterali. 


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