domenica

Come fare un'iniezione intramuscolare: la tecnica e i siti corretti

 Preparazione del materiale e del paziente

L’iniezione intramuscolare richiede un’accurata preparazione per garantire efficacia e sicurezza. È necessario disporre di siringa e ago adeguati (generalmente 21–23 G, lunghezza variabile in base al sito e alla corporatura del paziente), farmaco prescritto, disinfettante cutaneo, garze sterili e contenitore per taglienti. 

Prima della procedura è fondamentale l’igiene delle mani e il controllo dell’integrità del farmaco, della data di scadenza e della corretta dose. Il paziente va informato sulla procedura e posizionato in modo da rilassare il muscolo interessato, riducendo dolore e rischio di complicanze.

Scelta del sito di iniezione e tecnica

I principali siti di iniezione intramuscolare sono il muscolo deltoide, il ventrogluteo, il dorsogluteo e il vasto laterale della coscia, ciascuno con specifiche indicazioni. Il sito ventrogluteo è considerato il più sicuro negli adulti, per la distanza da strutture nervose e vascolari. 

Dopo accurata disinfezione e asciugatura della cute, l’ago va inserito con movimento rapido e deciso a 90°, penetrando nel muscolo. L’aspirazione preventiva non è più raccomandata routinariamente, salvo casi particolari. Il farmaco deve essere iniettato lentamente per favorire l’assorbimento e ridurre il dolore locale.

Conclusione della procedura e monitoraggio

Terminata l’iniezione, l’ago va estratto con decisione mantenendo l’angolo di inserimento, applicando una leggera pressione con garza sterile senza massaggiare energicamente il sito. Il materiale utilizzato deve essere smaltito immediatamente in contenitori idonei. È importante osservare il paziente per eventuali reazioni avverse immediate, come dolore intenso, sanguinamento, reazioni allergiche o segni di sincope. Una corretta documentazione della procedura (farmaco, dose, sito e orario) completa l’atto clinico. L’attenzione alla tecnica e al follow-up riduce il rischio di complicanze quali ascessi, lesioni nervose o inefficace assorbimento del farmaco.

Checklist per iniezione intramuscolare (IM)

1. Preparazione

  • Lavarsi accuratamente le mani

  • Verificare farmaco, dose e data di scadenza

  • Predisporre siringa, ago (21–23 G), garza sterile, disinfettante e contenitore per aghi

  • Informare il paziente sulla procedura

  • Posizionare il paziente in modo da rilassare il muscolo

2. Scelta del sito e tecnica

  • Disinfettare e asciugare la zona scelta

  • Inserire l’ago a 90° con movimento rapido

  • Iniettare lentamente il farmaco

  • Estrarre l’ago mantenendo l’angolo di inserimento

3. Conclusione e follow-up

  • Applicare garza sterile senza massaggiare energicamente

  • Smaltire ago e siringa in contenitore idoneo

  • Osservare il paziente per eventuali reazioni immediate

  • Documentare farmaco, dose, sito e orario

Tabella riassuntiva

Sito di iniezioneIndicazioni principaliVantaggiAttenzione a…
DeltoideVaccinazioni, piccoli volumi (<2 mL)Facile accesso, visibileEvitare nervo ascellare e arteria brachiale
Vasto laterale cosciaNeonati, adulti con muscolo deltoide scarsoSicuro, spesso poco dolorosoEvitare masse muscolari o lesioni
VentrogluteoAdulto, bambini, farmaci >2 mLDistanza da nervo sciatico, sicuroPalpare e identificare il punto corretto
DorsogluteoSolo adulti, farmaci viscosiVolume maggiore, muscolo robustoRischio nervo sciatico, adiposità

Nuovi farmaci per dimagrire: come funzionano, nomi commerciali e quando usarli

 Farmaci anti-obesità attualmente in uso

Negli ultimi anni la terapia farmacologica dell’obesità ha registrato progressi significativi, con l’approvazione di nuovi farmaci che vanno oltre i vecchi trattamenti. Tra i più noti vi sono Wegovy e Zepbound. Wegovy è la forma ad alta dose di semaglutide, un agonista del recettore GLP-1 utilizzato specificamente per la gestione cronica del peso in adulti con obesità o sovrappeso con comorbidità; recentemente è stata approvata anche una versione orale della stessa molecola per facilitare l’aderenza alla terapia. 

Zepbound è il nome commerciale con cui tirzepatide è indicata per la gestione del peso corporeo, pur essendo lo stesso principio attivo approvato anche come Mounjaro per il diabete di tipo 2. Questi farmaci stanno sostituendo in molti casi trattamenti più tradizionali e poco efficaci, offrendo percorsi terapeutici migliori per molti pazienti.


Meccanismo d’azione dei nuovi farmaci anti-obesità

I nuovi farmaci agiscono principalmente su meccanismi ormonali centrali e periferici che regolano fame, sazietà e metabolismo energetico. 

Semaglutide (Wegovy) è un agonista del recettore del glucagon-like peptide-1 (GLP-1): migliora la sensazione di sazietà, rallenta lo svuotamento gastrico e riduce l’appetito agendo su percorsi neurali centrali. 

Tirzepatide (Zepbound/Mounjaro) ha un meccanismo duale: stimola sia il recettore GLP-1 che quello del GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide), combinando gli effetti di soppressione dell’appetito e miglioramento della sensibilità insulinica, con risultati di perdita di peso mediamente superiori rispetto ai soli GLP-1. Questi approcci farmacologici riflettono una migliore comprensione della regolazione neuroendocrina del peso corporeo, con impatto positivo anche su fattori metabolici associati.

Indicazioni cliniche e considerazioni terapeutiche

Le indicazioni cliniche di questi nuovi farmaci sono generalmente riservate a adulti con indice di massa corporea (BMI) ≥30 kg/m² o a quelli con BMI ≥27 kg/m² in presenza di comorbidità legate all’obesità (ad es. ipertensione, dislipidemia, diabete di tipo 2). 

Le terapie devono essere associate a modifiche dello stile di vita, inclusi dieta equilibrata e incremento dell’attività fisica, per massimizzare l’efficacia. 

Come tutti i trattamenti farmacologici, questi farmaci non sono privi di effetti collaterali: sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea) sono i più frequenti e possono limitare l’aderenza; inoltre, è fondamentale un monitoraggio clinico per valutare efficacia, tollerabilità e appropriata durata del trattamento. 

Prima di iniziare qualsiasi terapia, la valutazione deve essere personalizzata e condotta dal medico curante o da uno specialista in endocrinologia/nutrizione.

Vulvodinia: cos’è, sintomi e rimedi efficaci per il dolore vulvare

 Cos’è la vulvodinia e quali sono i sintomi

La vulvodinia è una sindrome dolorosa cronica che interessa la vulva e si manifesta in assenza di cause organiche evidenti, come infezioni o lesioni cutanee. 

Il sintomo principale è il dolore vulvare persistente, spesso descritto come bruciore, dolore urente, puntorio o sensazione di irritazione intensa. Il dolore può essere spontaneo o provocato da stimoli minimi, come il contatto, l’uso di indumenti stretti, l’inserimento di un tampone o i rapporti sessuali. La durata dei sintomi è generalmente superiore ai tre mesi e può avere un impatto significativo sulla qualità di vita, sulla sfera emotiva e sulla sessualità.

Cause e fattori predisponenti

Le cause della vulvodinia non sono completamente definite e la patologia è considerata multifattoriale. Tra i principali meccanismi ipotizzati vi sono l’ipersensibilizzazione delle fibre nervose vulvari, l’infiammazione neurogena, le alterazioni del pavimento pelvico e possibili fattori ormonali o immunitari. 

Eventi scatenanti possono includere infezioni vaginali ricorrenti, traumi locali, interventi chirurgici, parto o stress prolungato. Spesso coesistono condizioni associate, come sindrome dell’intestino irritabile, fibromialgia o cistite interstiziale, suggerendo un’alterazione della modulazione del dolore.

Rimedi e trattamenti per la vulvodinia

I rimedi per la vulvodinia richiedono un approccio personalizzato e multidisciplinare. Le prime misure includono accorgimenti comportamentali, come evitare sostanze irritanti, utilizzare detergenti delicati, indossare biancheria in cotone e ridurre i fattori meccanici di frizione. 

Dal punto di vista terapeutico, possono essere impiegati farmaci topici o sistemici per il dolore neuropatico, come anestetici locali, antidepressivi o anticonvulsivanti a basse dosi. 

La fisioterapia del pavimento pelvico è spesso fondamentale, soprattutto nei casi associati a ipertono muscolare, mentre il supporto psicologico o sessuologico può aiutare a gestire le ripercussioni emotive e relazionali della patologia.

Reflusso gastrico: cause, rimedi naturali e farmacologici per dormire meglio

Cause del reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è una condizione causata dalla risalita del contenuto acido dello stomaco nell’esofago, dovuta principalmente a un’alterata funzione dello sfintere esofageo inferiore. Tra i fattori predisponenti rientrano l’obesità, l’ernia iatale, i pasti abbondanti o ricchi di grassi, il consumo di alcol, caffè e cioccolato, nonché il fumo di sigaretta. Anche alcune condizioni fisiologiche, come la gravidanza, e l’assunzione di determinati farmaci possono favorire il reflusso. L’esposizione cronica della mucosa esofagea all’acido gastrico può determinare sintomi quali pirosi retrosternale, rigurgito acido, tosse notturna e, nei casi più severi, esofagite.

Rimedi posizionali durante il sonno

I rimedi posizionali rappresentano una strategia semplice ma efficace per ridurre i sintomi notturni del reflusso. Dormire con il busto leggermente sollevato, mediante l’uso di un cuscino rialzato o di supporti sotto la testata del letto, sfrutta la forza di gravità per limitare la risalita dei succhi gastrici. È preferibile evitare cuscini troppo bassi o multipli che piegano il collo senza sollevare adeguatamente il torace. Inoltre, dormire sul fianco sinistro è associato a una minore esposizione dell’esofago all’acido, grazie alla particolare conformazione anatomica dello stomaco. Andrebbe invece evitata la posizione supina completamente distesa o sul fianco destro, che possono favorire il reflusso.



Rimedi farmacologici

I rimedi farmacologici sono indicati quando le misure comportamentali e posizionali non risultano sufficienti a controllare i sintomi. Gli antiacidi agiscono neutralizzando rapidamente l’acidità gastrica e sono utili per un sollievo immediato. Gli antagonisti dei recettori H2 e, soprattutto, gli inibitori di pompa protonica rappresentano la terapia di prima linea nei casi persistenti o moderati-gravi, in quanto riducono in modo significativo la produzione di acido gastrico. In alcuni pazienti possono essere associati farmaci procinetici per migliorare lo svuotamento gastrico. La terapia deve essere sempre personalizzata e monitorata dal medico, soprattutto nei trattamenti prolungati. 

Perché i fumi di un incendio possono provocare la morte: cosa fare in caso di pericolo

La pericolosità dei fumi tossici 

I fumi che si sprigionano durante un incendio rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la salute, spesso più pericolosi delle fiamme stesse. La combustione di materiali comuni come plastica, legno, tessuti, vernici e materiali sintetici libera gas altamente tossici, tra cui monossido di carbonio, acido cianidrico, ossidi di azoto e particolato fine.

L’inalazione di questi fumi può causare irritazione delle vie respiratorie, ipossia, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, insufficienza respiratoria acuta e morte. Anche esposizioni di breve durata possono avere conseguenze significative, soprattutto in bambini, anziani e soggetti con patologie respiratorie o cardiovascolari. 


Dal punto di vista fisiopatologico, il
monossido di carbonio è particolarmente insidioso perché si lega all’emoglobina con un’affinità molto superiore a quella dell’ossigeno, riducendo drasticamente la capacità di trasporto di ossigeno ai tessuti. 

Altri composti, come l’acido cianidrico, interferiscono direttamente con la respirazione cellulare, bloccando i processi metabolici mitocondriali. Il particolato e i gas irritanti, inoltre, danneggiano l’epitelio respiratorio, favorendo edema, broncospasmo e infiammazione, con possibile peggioramento anche a distanza dall’evento acuto.

Cosa fare in caso di incendio: comportamenti corretti 

In caso di incendio, è fondamentale adottare comportamenti corretti per ridurre l’esposizione ai fumi tossici. Se possibile, bisogna allontanarsi rapidamente dall’ambiente interessato mantenendosi bassi, poiché i fumi caldi e tossici tendono a stratificarsi verso l’alto. 

Coprire naso e bocca con un panno, preferibilmente inumidito, può offrire una protezione parziale. È importante non utilizzare ascensori, chiudere le porte alle proprie spalle per limitare la propagazione dei fumi e seguire le vie di fuga segnalate. 

Dopo l’esposizione, anche se i sintomi sembrano lievi, è consigliabile una valutazione medica, poiché gli effetti dell’inalazione di fumi possono manifestarsi o peggiorare nelle ore successive.

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Influenza: prevenirla e curarla con rimedi naturali e farmacologici

I sintomi influenzali 

I sintomi influenzali compaiono in genere in modo improvviso e comprendono febbre spesso elevata, brividi, cefalea, dolori muscolari e articolari diffusi, marcata astenia e malessere generale. A questi si associano frequentemente sintomi respiratori come rinorrea, congestione nasale, faringodinia e tosse secca, che può persistere anche oltre la fase acuta. 

Nei soggetti anziani o fragili l’influenza può manifestarsi in modo atipico, con peggioramento delle condizioni generali o comparsa di complicanze, tra cui bronchiti e polmoniti, rendendo fondamentale un’attenta sorveglianza clinica.



Rimedi naturali per combattere l'influenza


I rimedi naturali svolgono un ruolo importante soprattutto nella prevenzione del contagio e nel supporto al sistema immunitario. Un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura di stagione, garantisce un adeguato apporto di vitamine e antiossidanti, in particolare vitamina C e polifenoli. 
L’idratazione abbondante favorisce la fluidificazione delle secrezioni respiratorie e il controllo della febbre. 

Tra i rimedi tradizionali, miele, zenzero e tisane a base di malva o camomilla possono alleviare tosse e irritazione delle vie aeree superiori. Anche il riposo e il mantenimento di una corretta igiene delle mani rappresentano misure fondamentali per limitare la diffusione del virus.

Farmaci utili per alleviare i sintomi influenzali 

I rimedi farmacologici sono indicati per il trattamento sintomatico e devono essere utilizzati in modo appropriato. Antipiretici e analgesici come il paracetamolo sono il cardine della terapia per ridurre febbre e dolori, mentre i farmaci antinfiammatori non steroidei possono essere impiegati con cautela in assenza di controindicazioni. 

I decongestionanti nasali e gli antitussivi possono trovare indicazione in casi selezionati e per brevi periodi. I farmaci antivirali sono riservati a situazioni specifiche, come pazienti ad alto rischio o forme complicate, e risultano più efficaci se somministrati nelle prime 48 ore dall’esordio dei sintomi. È importante sottolineare che gli antibiotici non sono indicati nell’influenza, se non in presenza di sovrainfezioni batteriche documentate.

martedì

Dimagrire con il tapis roulant in palestra: l'allenamento rapido per perdere peso

Perdere grasso addominale: perché scegliere il tapis roulant

Il grasso addominale, in particolare quello viscerale, è spesso legato a livelli elevati di cortisolo, stress cronico e cattive abitudini alimentari. Tuttavia, una regolare attività aerobica rappresenta uno dei metodi più efficaci per ridurre l’adipe localizzato nella zona della pancia. Tra le opzioni più accessibili e sostenibili, il tapis roulant si distingue per la sua praticità e capacità di stimolare il metabolismo. Camminare o correre quotidianamente, soprattutto con l’inclinazione attivata, consente di aumentare il dispendio calorico e di attivare il consumo dei grassi in modo costante.

Mezz’ora al giorno con pendenza massima: un protocollo efficace
Un allenamento giornaliero di 30 minuti su tapis roulant con l’inclinazione impostata al massimo rappresenta un eccellente stimolo aerobico. Questo tipo di esercizio simula la salita e coinvolge maggiormente i muscoli posteriori della coscia, i glutei e l’addome, favorendo un consumo energetico superiore rispetto alla camminata in piano. È consigliabile mantenere un’andatura sostenuta (ma non eccessiva) che permetta di rimanere in fascia aerobica: il respiro deve essere profondo, ma si deve riuscire ancora a parlare. Lavorare in questo range favorisce l’ossidazione dei grassi, aiutando a ridurre le riserve adipose, in particolare quelle più resistenti come quelle addominali.

Benefici aggiuntivi e costanza nel tempo

Oltre alla riduzione del grasso addominale, camminare con costanza su tapis roulant aiuta a migliorare la sensibilità insulinica, ridurre il cortisolo e stimolare la produzione di endorfine, migliorando l’umore e riducendo lo stress, fattore chiave nell'accumulo di grasso viscerale. Per ottenere risultati visibili, la regolarità è fondamentale: 30 minuti al giorno possono sembrare pochi, ma se praticati 5–6 giorni a settimana, portano a un consumo calorico significativo nel lungo termine. Abbinare l’attività aerobica a un’alimentazione equilibrata e a una buona qualità del sonno renderà il percorso ancora più efficace.

Ecco una tabella settimanale semplice ed efficace per iniziare (o consolidare) l’uso del tapis roulant con l’obiettivo di ridurre il grasso addominale:




Suggerimenti extra:
  • Riscaldamento e defaticamento: dedica sempre 5 minuti all’inizio e alla fine con andatura molto leggera, anche senza inclinazione.
  • Postura corretta: non aggrapparti ai manici; mantieni spalle rilassate e sguardo avanti.
  • Idratazione: bevi prima e dopo l’allenamento.
  • Progressione: dopo 2–3 settimane, puoi aumentare lievemente la velocità o estendere l’allenamento a 40 minuti.

Come contrastare l'accumulo di grasso addominale e dimagrire abbassando il cortisolo

Le cause dell'aumento del grasso addominale: una questione complessa

L’accumulo di grasso nella zona addominale è una delle problematiche più comuni e fastidiose, sia dal punto di vista estetico che per la salute. Le cause possono essere molteplici: uno stile di vita sedentario, una dieta ricca di zuccheri e grassi saturi, disturbi metabolici e squilibri ormonali. Tuttavia, uno dei fattori più sottovalutati è lo stress cronico, che può alterare il funzionamento dell’intero organismo e innescare un aumento del grasso viscerale, quello che si deposita in profondità nella zona addominale, attorno agli organi interni.
 

Il ruolo del cortisolo: l’ormone dello stress

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta a situazioni di stress. In condizioni normali, aiuta a regolare il metabolismo, la pressione sanguigna e la risposta immunitaria. Tuttavia, quando lo stress diventa cronico, i livelli di cortisolo restano elevati per lunghi periodi, alterando il metabolismo del glucosio e favorendo l'accumulo di grasso, soprattutto nella zona addominale. Questo perché il cortisolo stimola l’appetito, in particolare per cibi ipercalorici, e promuove l’immagazzinamento dell’energia sotto forma di grasso. Inoltre, può interferire con la qualità del sonno e la produzione di altri ormoni regolatori, aggravando ulteriormente la situazione.


Come abbassare i livelli di cortisolo e ridurre il grasso addominale

Fortunatamente, esistono diverse strategie efficaci per tenere sotto controllo i livelli di cortisolo. Una delle più importanti è la gestione dello stress: tecniche di rilassamento come la meditazione, la respirazione profonda, lo yoga o semplicemente dedicare tempo a hobby e attività piacevoli possono fare una grande differenza. Anche l’attività fisica moderata e regolare aiuta a ridurre il cortisolo e migliora la composizione corporea. Dormire bene è altrettanto cruciale: una buona qualità del sonno favorisce l’equilibrio ormonale. 

Dal punto di vista alimentare, è utile seguire una dieta bilanciata, ricca di cibi integrali, verdure, proteine magre e grassi buoni, evitando eccessi di zuccheri raffinati e caffeina. Infine, in alcuni casi può essere utile il supporto di integratori naturali come magnesio, ashwagandha o rodiola, sempre sotto consiglio di un professionista della salute.

domenica

Dimagrire: quanti chilometri fare a settimana per bruciare grasso?

Camminare come attività fisica per dimagrire 


Camminare è una delle attività fisiche più benefiche e alla portata di tutti, praticamente uno sport gratuito che è possibile praticare a qualsiasi ora della giornata senza acquistare costose attrezzature da allenamento. Camminare nel modo giusto e alla giusta intensità è un prezioso alleato nella perdita di peso: prima cosa perché permette di smaltire i chili di troppo in modo lento e graduale, evitando di riprendere rapidamente i chili persi subito dopo, ma anche perché non affatica eccessivamente l'organismo (evitando quindi la fame nervosa da stress eccessivo dovuto al sovra-allenamento) né sollecita bruscamente le articolazioni. 

Perché camminare fa dimagrire? 


Camminare fa dimagrire in quanto permette all'organismo di bruciare lentamente prima lo zucchero, poi i grassi dei depositi corporei. La camminata, infatti, è un esercizio fisico prettamente aerobico (il cosiddetto allenamento "cardio"), per cui le cellule del corpo possono bruciare grassi in costante presenza di ossigeno. Affinché la camminata sia efficace come mezzo per il dimagrimento deve avere un ritmo costante ed un'intensità tale da portare la frequenza cardiaca ad almeno 100-120 battiti/minuto. Monitorare la frequenza cardiaca è semplice: basta procurarsi un orologio da polso dotato di cardiofrequenzimetro per registrare ogni accelerazione del battito cardiaco durante gli allenamenti. 

A queste frequenze cardiache, il metabolismo corporeo si attiva, le cellule muscolari bruciano energia utilizzando i depositi di grassi, il sudore elimina le tossine dal corpo e l'intero organismo si ossigena maggiormente attraverso un aumento della frequenza respiratoria. Respirare in modo lento e costante è il metodo migliore per assicurare una buona ossigenazione delle cellule ed un metabolismo aerobico idoneo a bruciare i grassi. 

Quanto tempo camminare per dimagrire? 


Più che considerare il tempo di una singola camminata, bisogna partire dal presupposto che si dimagrisce camminando quando questa attività viene ripetuta costantemente nel tempo. Inserire una camminata di almeno mezz'ora a ritmo sostenuto deve diventare parte della nostra routine quotidiana, e non un'attività fatta saltuariamente una volta ogni tanto. Affinché ciò sia possibile è necessario diversificare i nostri ritmi e le nostre abitudini quotidiane: se siamo abituati ad andare a scuola o a lavoro usando l'auto, cerchiamo di andarci (se possibile) a piedi, anche se questo vuol dire alzarsi prima al mattino! 

Se non disponiamo di tempo libero da dedicare alla camminata cerchiamo di camminare sempre al posto di usare i mezzi. Se si ha, invece, a disposizione del tempo libero sarà sufficiente una mezz'ora al giorno, ogni giorno, da dedicare ad una bella camminata rapida. E' molto importante non superare di molto questo tempo di allenamento: dedicare troppo tempo all'attività fisica finisce per non essere sostenibile nel lungo periodo e porta, inevitabilmente, ad abbandonare questa attività. 

Gli esperti consigliano di camminare ogni giorno percorrendo almeno 10.000 passi; meglio ancora se si riesce ad arrivare a 15.000 - 20.000 passi. Gli orologi contapassi sono un sistema molto utile per monitorare i passi che si stanno compiendo, anche come sistema motivazionale per continuare a camminare finché non si sia raggiunto un obiettivo prestabilito nella giornata (es. ogni giorno arrivare a minimo 10.000 passi.. ). 

Un altro modo per motivarsi a camminare ogni giorno, in modo costante, è iniziare a farlo insieme a qualcuno (un amico, un familiare..), in modo che l'attività diventi non noiosa ma piacevole, e chiacchierando in compagnia si faccia tanta strada salutare insieme.. se gli amici umani non sono disposti ad accompagnarci, possiamo sempre ricorrere alla compagnia dei nostri amici a quattro zampe che saranno, indubbiamente, felicissimi di accompagnarci in lunghe e divertenti camminate.. 

A cosa fare attenzione quando si cammina per dimagrire 


Quando si va a camminare al fine di dimagrire è fondamentale curare l'alimentazione, mangiare in modo sano ed equilibrato e bere tanta acqua, prima, durante e dopo la passeggiata. Altro aspetto molto importante quando si cammina su lunghe distanze è indossare un abbigliamento adeguato e delle scarpe sportive comode. Le scarpe da camminata devono essere morbide, ergonomiche, accogliere il piede senza costringerlo e attutire gli urti sulle articolazioni ad ogni passo. L'abbigliamento da camminata deve essere confortevole, favorire l'evaporazione del sudore, proteggere dalle intemperie nelle diverse stagioni ed evitare gli sfregamenti delle pelle continui che possono portare a gravi irritazioni. 

venerdì

Numeri spam pubblicitari testati e verificati come disturbatori pubblicità aggressiva

Questi numeri di cellulare sono di operatori di Telemarketing, Call center, Pubblicità aggressiva, Spam, Televendite, Offerte cambio gestore, disturbatori seriali. 

  • 3489135210
  • 3469708364
  • 3479342733
  • 3509922058
  • 3445006007
  • 3491304064
  • 3464232895
  • 3459387944
  • 3347872525
  • 3473810088
  • 3336784788
  • 3353300400
  • 3398176486
  • 3375879715
  • 3379331850
  • 3398840071
  • 3462160224
  • 3348690673
  • 3391137212
  • 3271887545
  • 0281273018
  • 3668191830
  • 3313961662
  • 3466703685
  • 3382291533
  • 3405310962
  • 3534881418
  • 3382291533
  • 3458992567
  • 3420176421
  • 3335003514
  • 3400532442
  • 3388099557
  • 3318490984
  • 3855557643
  • 3462256353
  • 3494935676
  • 3442302100
  • 3407592798
  • 3776926878
  • 3451661349
  • 3459117161
  • 034468629
  • 0114496761

mercoledì

Vitamina D e salute delle ossa: quanto tempo esporsi al sole in autunno-inverno?

Introduzione: cos'è la vitamina D? 


La vitamina D è una sostanza molto importante per la salute del nostro sistema scheletrico, nervoso ed immunitario. Fisiologicamente questa vitamina viene prodotta sotto forma di precursore nella pelle, quando esposta ai raggi solari, e convertita successivamente nel fegato e nel rene in forma attiva. Qualora l'esposizione al sole della pelle sia regolare, circa il 90% del fabbisogno di vitamina D viene soddisfatto dalla produzione endogena (dall'organismo stesso) e solo il 10% della vitamina D viene introdotta attraverso la dieta. 

La figura rappresenta la sintesi della vitamina D in forma di precursore nella cute esposta ai raggi solari o introdotta attraverso la dieta, per essere poi convertita nell'organismo in forma attiva. 


La forma attiva della vitamina D presiede a numerose funzioni nell'organismo: in particolare, regola il metabolismo del calcio e, quindi, il benessere e la funzionalità delle ossa, sia in accrescimento sia nell'adulto. 

Perché in autunno-inverno può verificarsi una carenza di Vitamina D?


Durante l'estate, grazie ad un'esposizione solare intensa e costante, la quantità di vitamina D necessaria viene abbondantemente prodotta in modo spontaneo nel nostro organismo. Durante il periodo autunnale o invernale, invece, la produzione endogena di vitamina D può scarseggiare o andare incontro ad un deficit importante. 

In queste stagioni, infatti, la combinazione tra minori ore di luce solare e l'utilizzo di indumenti coprenti rende minimo o nullo l'impatto dei raggi solari sulla pelle. Questo vale soprattutto per quelle persone che, per qualsiasi motivo, si espongono pochissimo in autunno ed inverno alla luce esterna, come ad esempio gli anziani che trascorrono molto tempo in casa o chi passa l'intera giornata al lavoro al chiuso. Inoltre, con l'avanzare dell'età e la presenza di eventuali patologie renali, la produzione endogena di vitamina D va incontro ad una fisiologica regressione. 

Numerose altre condizioni possono causare una carenza di vitamina D: diete drastiche e non bilanciate, fumo di sigaretta ed alcool, patologie dell'apparato digerente con malassorbimento (es. celiachia, il Morbo di Crohn). 

Come capire se c'è una carenza di vitamina D nell'organismo? 


Dosare la quantità di vitamina D presente nel nostro organismo è una procedura relativamente semplice: è sufficiente farsi prescrivere questa analisi del sangue dal proprio medico di medicina generale o rivolgersi ad un laboratorio analisi ospedaliero o privato. Sarà quindi sufficiente il prelievo di una provetta di sangue per ottenere il risultato in pochi giorni, soprattutto in presenza di sintomi o segni che possono far sospettare una carenza, come stanchezza cronica, debolezza muscolare, pelle molto pallida. 


Qual è il modo giusto di esporsi al sole in autunno-inverno? 


Esporsi al sole diretto è cosa nota: fa male, se non lo si fa nel modo giusto. Quando consigliamo l'esposizione solare non intendiamo suggerire di esporsi al sole in modo prolungato, ma semplicemente di garantire un'esposizione regolare e costante, giorno dopo giorno, perlomeno del viso e degli arti superiori alla luce solare esterna. Ad esempio, trascorrendo una mezz'ora al sole sul balcone o su una panchina, passeggiando non troppo coperti all'aperto, sedendosi in auto dal lato finestrino più esposto al sole, e via dicendo. 

Quali cibi aiutano a contrastare la carenza di vitamina D? 


Al fine di scongiurare carenze di qualsiasi vitamina, non meno importante della vitamina D, l'alimentazione di ognuno di noi dovrebbe essere sempre più varia ed equilibrata possibile. Integrare la propria alimentazione con cibi che apportano, in particolare, una maggiore quantità di vitamina D è possibile: è contenuta nel latte e derivati, in pesci come orata, merluzzo, salmone e sogliola, nel fegato bovino, nel tuorlo d'uovo. 

domenica

Tommee Tippee preparatore latte in polvere per neonati

Quando nasce un neonato, l'alimentazione consigliata da tutti i Pediatri è l'allattamento al seno materno. Quando la neomamma non può allattare per problemi vari legati alla conformazione della mammella (es. capezzolo piatto o introflesso), suzione non efficace da parte del neonato, scarsa qualità del latte materno con mancato incremento di peso del neonato, si può ricorrere all'aggiunta di latte liquido per neonati o latte in polvere per neonati o all'allattamento artificiale esclusivo. 

Qualsiasi marca di latte per neonati si decida di utilizzare, la preparazione richiede molta attenzione e cura: per prima cosa il latte in polvere non è sterile, quindi va maneggiato pulendosi accuratamente le mani, sterilizzando il biberon ad ogni uso e pulendolo bene con uno scovolino, va dosata la giusta quantità di acqua (30 ml ogni misurino) e bisogna far attenzione a non caricare troppo il misurino, regolando bene la polvere con un coltello. 

Tutti questi passaggi sono davvero molto complicati quando si ha un neonato che urla dalla fame e si è mezzi addormentati in piena notte. E' per questo che viene in aiuto di tutti noi genitori questo utilissimo elettrodomestico, marcato Tomme Tippee, che ha lo scopo di preparare il biberon il neonato con la giusta quantità di acqua e alla temperatura ottimale per il bambino. 


Come spiego in questo video, Tomme Tippee è uno strumento che ho acquistato su Amazon al prezzo in offerta di circa 95 euro. Quando arriva nel suo pacco, la prima cosa da fare è inserire il filtro incluso nella confezione all'interno dell'apparecchio: questo filtro vi consentirà di utilizzare direttamente l'acqua del rubinetto per la preparazione del latte. Non vi servirà più acquistare pesantissime bottiglie di acqua dal supermercato ma una semplice bottiglia da riempire con acqua corrente e versare nel serbatoio; il filtro purificherà l'acqua da particelle che il neonato non deve assumere. Il livello dell'acqua nel serbatoio lo si vede dalla colonnina sullo strumento: quando sta per terminare un messaggio rosso vi segnala che è ora di riempirlo. 

Incluso nella confezione c'è un biberon Tommee Tippee da 150 ml con tettarella numero 1, ovvero adatta al flusso iniziale lento per il bambino appena nato. Successivamente dovrete acquistare le altre tettarelle man mano che il neonato cresce: la numero 2 (flusso medio da 3 mesi), la numero 3 (flusso rapido da 6 mesi) e la tettarella X (flusso pappa) quando il bambino comincerà a mangiare il semolino e le prime pappe. Il biberon va appoggiato sull'apposito piano d'appoggio dello strumento, regolando l'altezza a seconda che si usi il biberon Tommee Tippee da 150 ml, oppure il biberon Tommee Tippee da 240 ml. 

Come preparare il latte per il neonato a partire dal latte in polvere 

  1. Aprite il biberon Tommee Tippee e versate il numero di misurini rasi di polvere come indicato sulla confezione del latte in base ai mesi del bambino o come indicato dal Pediatra. Eliminate l'eccesso di polvere dal misurino con un coltello, facendo attenzione che sia raso. 
  2. Posizionate il biberon sul piano di appoggio dello strumento e selezionate gli ml di latte da preparare (da 120 ml per i bimbi più piccoli a 330 ml per i più grandi). 
  3. Lo strumento inizierà a produrre acqua bollente alla temperatura di 70 gradi per sterilizzare la polvere. Mescolate bene la polvere con un cucchiaino affinché si sciolga bene oppure agitate il biberon con forza a tappo chiuso. 
  4. Quando avete completato l'operazione e la polvere è completamente sciolta, senza grumi, avviate la seconda fase premendo il tasto centrale del Display. Dallo strumento uscirà questa volta acqua fredda, che ha la funzione di portare la temperatura del latte da dare al bambino a 37°C, cioè come quella del latte materno. 

Link ad Amazon per acquistare tutti i componenti 

sabato

Idee regalo per chi ama cucinare

Natale è alle porte ed inizia la corsa ai regali. Comprendere bene i gusti delle persone a cui facciamo un regalo è spesso difficile. Possiamo affidarci, tuttavia, ai loro hobby e alle loro passioni per cercare di fare un regalo apprezzato, senza rischiare che venga regalato o venduto subito dopo le feste. 

Idee regalo per gli amanti della cucina e del cucinare 

Oggi, fortunatamente, una serie di siti internet e App ci vengono in aiuto nel suggerirci idee regalo davvero fantastiche, innovative e utili da utilizzare in cucina nella preparazione dei pasti, per la conservazione degli alimenti o, semplicemente, con una serie di gadgets capaci di rendere la cucina molto più funzionale, comoda e rilassante. 

- Regalare un miniforno

Oltre al classico forno da cucina, molto voluminoso e adatto alla cottura di pietanze voluminose, un'idea regalo simpatica sarebbe quella di regalare un miniforno, soprattutto se la persona a cui fate il regalo vive da sola o comunque in una famiglia di pochi componenti. I piccoli forni elettrici, infatti, sono adatti alla cottura di porzioni per due o tre persone, ma non hanno nulla da invidiare ai risultati dei forni più grandi e costosi. Se avete quindi una mamma, una nonna, un'amica o un'amico che adora cucinare, anche spendendo meno in termini di energia elettrica, questo regalo può fare davvero centro! 

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- Regalare una friggitrice ad aria 

Sempre più diffuse tra gli amanti della dieta sana, le friggitrici ad aria sono oggi il regalo ideale per chi vuole preparare pasti sani senza perdere al contempo il gusto e il piacere del mangiare. Con una minima quantità di olio, questi strumenti sono capaci di friggere gli alimenti posizionati nel cestello interno attraverso un innovativo sistema di cottura elettrica. Preparare e mangiare patatine fritte, polpette e tanti altri piatti di cui spesso ci priviamo per le calorie non sarà mai più accompagnato al senso di colpa!

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- Regalare strumenti utili per la cucina 

Se per il regalo di Natale volete spendere pochi euro e non una fortuna, siete ancora in tempo ad ordinare online piccoli oggetti provenienti dalla Cina e venduti su moltissime piattaforme capaci di facilitare la vita in cucina organizzando al meglio spazi e superfici. Un esempio: vari scompartimenti e organizzatori per frigorifero affinché sia sempre pulito e ordinato, separando con cura i diversi tipi di cibo; organizzatori per la cucina da poggiare sul piano di lavoro, nei pensili o da incollare al paraschizzi grazie ai quali è possibile creare ordine sistemando tutti gli attrezzi da cucina, i contenitori portaspezie, piatti, tegami e coperchi, un'utilissima barra sottopensile a cui appendere mestoli e carta assorbente, o classici strumenti per tagliare frutta e verdura in varie forme e dimensioni per insalate, condimenti e minestroni. 

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Vacanze in riva al mare: come sfruttare la spiaggia per praticare sport

Quando si parla di vacanze al mare, coloro che frequentano la spiaggia si dividono fondamentalmente in due tipi: gli iperattivi e gli amanti del relax totale; mentre i primi soffrono solo all'idea di stare tutto il giorno fermi senza far nulla sotto l'ombrellone, gli altri trascorrerebbero intere giornate a prendere il sole immobili sul lettino, rinfrescandosi in acqua di tanto in tanto. 

Senza eccedere nei due estremi, l'ideale sarebbe trovare il giusto equilibrio tra i due modi di vivere le vacanze, raggiungendo un punto d'incontro tra l'attività fisica ed il relax in estate. Questo perché l'estate, e nello specifico le ferie estive, rappresentano una fondamentale occasione per staccare la spina dalla vita quotidiana, dallo stress della città e del lavoro, in modo da recuperare le energie utili ad affrontare il resto dell'anno. Per questo motivo non bisognerebbe strafare con lo sport e le attività fisiche in genere, favorendo nelle ore più calde il riposo ed il relax, ma al tempo stesso aggiungendo una buona dose di movimento che possa scaricare lo stress e far ritrovare il buon umore.



I benefici dell'attività fisica in spiaggia

Gli allenamenti in spiaggia in riva al mare sono un ottimo sistema per mantenere la forma fisica, smaltire le calorie in eccesso accumulate durante l'anno con la vita sedentaria, sviluppare più massa muscolare e quindi incrementare i livelli di energia percepiti, ma anche favorire un maggiore senso di benessere legato alla liberazione di endorfine ed altre molecole quando si fa sport o si vive a contatto con la natura. 

Qualora decidiate di iniziare a praticare sport al mare, scegliete di farlo nelle ore più fresche della giornata. Anche se alzarvi presto al mattino potrebbe risultare faticoso nei primi tempi, il vostro organismo si abituerà presto a questo nuovo ritmo e, con il trascorrere dei giorni, vi sentirete sempre più attivi e felici di svegliarvi per ammirare i primi bagliori della giornata. Anzi, ben presto sentirete anche l'esigenza di godervi quel momento di silenzio, contatto con la natura e spensieratezza nelle ore più fresche del mattino. Lo stesso vale per le ore serali, al tramonto, quando una passeggiata o corsa in riva al mare vi consentirà anche di godere dello spettacolo del tramonto. 

In ogni caso, quando praticate sport al mare applicate sempre la crema solare protettiva per evitare le scottature, gli occhiali da sole per evitare il fastidio del sole diretto negli occhi, portate con voi una borraccia termica con dell'acqua fresca per rimanere idratati ed indossate un cappellino di colore chiaro per evitare troppo calore sulla testa. 

Kit occorrente: 

I migliori sport da praticare in compagnia sulla sabbia

Che lo facciate in solitudine, con il partner o con un amico, ogni occasione è buona per iniziare a praticare sport in spiaggia. Se il vostro obiettivo è tonificare il corpo e perdere peso non c'è niente di meglio di una bella passeggiata rapida in riva al mare, con le scarpe o a piedi nudi, l'importante che si mantenga un passo sostenuto tale da incrementare la frequenza cardiaca a livelli idonei allo scopo. La corsa sulla battigia è consigliabile a chi ha già un certo grado di allenamento sul tapis roulant o su strada, essendo in riva al mare più faticosa data l'umidità marina e le diverse pendenze e attrito della sabbia. Se volete tonificare gli arti inferiori e stimolare la circolazione del sangue allora camminate dentro l'acqua, con le gambe immerse fino a metà coscia: sarà molto faticoso ma con enormi benefici per l'organismo. 

In riva al mare potrete praticare anche esercizi a corpo libero per tonificare addominali, gambe, glutei e braccia. Basterà portare un asciugamano oppure un tappetino e magari seguire un videocorso o degli allenamenti mirati consigliati da un personal trainer. 

Per chi ama gli sport di gruppo la scelta è molto ampia: dal calcio con gli amici sulla sabbia o in riva al mare, al beach volley, al freesbee o i racchettoni, tutti modi per combinare divertimento alla giusta dose di allenamento in spiaggia.

giovedì

Come dimagrire allenandosi sul tapis roulant

Il tapis roulant è un immancabile attrezzo di ogni palestra, ma che è possibile acquistare ed installare presso la propria abitazione. Attraverso questo attrezzo ginnico è possibile allenarsi sia camminando sia marciando sia attraverso una vera e propria corsa. Il suo utilizzo costante assicura una serie di benefici per la salute, soprattutto per chi ha come obiettivo quello di perdere peso. 

Quante calorie fa bruciare il tapis roulant? 

Una seduta di allenamento sul tapis roulant che provochi l'innalzamento significativo della frequenza cardiaca permette di bruciare intorno alle 100-150 calorie in mezz'ora, a seconda della costanza, del proprio peso corporeo e della percentuale di massa magra e grassa. Insieme ad una dieta sana e bilanciata, un allenamento di questo tipo regolare nel tempo può aiutare significativamente a perdere peso. 

Per evitare di annoiarsi fissando il muro è consigliabile ascoltare della musica mentre si cammina sul rullo, guardare un film o il proprio programma televisivo preferito oppure posizionare l'attrezzo ginnico in modo da poter guardare dalla finestra. Uno dei motivi per cui si tende a perdere costanza nell'allenamento è proprio la noia. 

Come rendere efficace l'allenamento sul tapis roulant? 

Affinché lo sforzo fisico dell'allenamento sul tapis roulant sia equiparabile a quello di una camminata su terreno naturale è necessario impostare una certa pendenza del rullo. Ovviamente lo sforzo fisico e, quindi, le calorie bruciate saranno proporzionali alla velocità impostata (in chilometri all'ora, Km/h) e al grado di inclinazione del rullo rispetto al terreno (espressa sul monitor in percentuale, %). 

Allenarsi sul tapis roulant ha inoltre una serie di vantaggi: ci si può allenare tranquillamente a casa o in palestra anche quando piove e fa freddo (come che non si potrebbe fare con leggerezza in un allenamento su strada), è adatto anche a persone più in là con gli anni che, sul terreno esterno, potrebbero incappare in buche dell'asfalto o irregolarità del fondo, oltre alla possibilità di poter comodamente afferrare le maniglie dello strumento per reggersi durante la camminata. 

Come bruciare calorie allenandosi sul tapis roulant

Affinché l'allenamento sul tapis roulant porti effettivamente a dei benefici per la salute e ad una reale perdita di peso è necessario iniziare con un basso grado di intensità dello sforzo e aumentarlo progressivamente nel tempo. Nei primi giorni è opportuno iniziare con una velocità moderata (intorno a 5 Km/h) con una pendenza minima (1-2%); nelle settimane successive è consigliabile incrementare gradualmente la velocità e la pendenza, in modo da raggiungere un grado ottimale di allenamento aerobico (aumento della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria). 

Allenandoti sul tapis roulant brucerai calorie per perdere peso, ma questo allenamento ti consentirà anche di tonificare cosce, gambe e glutei, aumentando la forza muscolare (soprattutto se si usare elevate pendenze). Non solo, ma sforzandoti di mantenere una buona postura in posizione eretta della colonna vertebrale consentirai l'irrobustimento dei muscoli lombari. 


domenica

La cenere del camino: 5 utili modi di usarla in casa e in giardino

Molti camini stanno tornando in funzione in questi giorni con il calare delle temperature e l'approssimarsi dell'inverno. Il camino è una forma di riscaldamento domestico tradizionale ma sempre più in voga anche attualmente. Visto l'incremento dei prezzi di luce e gas, ricorrere alla cara vecchia legna può consentire un notevole risparmio sulle bollette, oltre a trasmettere un profondo senso di calore e benessere alla semplice vista della fiamma ardente. Il camino, inoltre, permette di cuocere i cibi in alternativa ai fornelli, conferendo ai cibi un sapore unico ed una consistenza ineguagliabile.

Scopri i modelli di camino domestico elettrici o a legna

Come riutilizzare la cenere del camino spento 

Terminato l'utilizzo del camino rimane molta cenere da smaltire. Gettarla via sarebbe proprio un peccato dati gli utilissimi utilizzi a cui la cenere residua può essere destinata. Qui di seguito elenchiamo una serie di opportunità per utilizzare questo prezioso alleato nelle pulizie domestiche e per la cura del giardino. 

Materiale occorrente per raccogliere la cenere del camino

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1. La cenere è perfetta come sgrassatore in cucina 

La cenere residua del camino può essere utilizzata come ottimo sgrassatore per la pulizia dell'unto e del grasso ostinato da tutte le superfici in acciaio della cucina, compreso il piano cottura. Sciolta in un contenitore con acqua calda e un cucchiaio di olio creerà uno stupefacente impasto contro ogni forma di unto e sporcizia oleosa. La stessa utile funzione della cenere potrà tornare utile nella pulizia del forno, sia per quanto riguarda le pareti sia del vetro. Unita anche a qualche goccia di limone o di aceto, tutte le superfici saranno sgrassate e profumate di pulito. 

2. Usate la cenere per lucidare gioielli in argento 

La cenere può essere utilizzata come ingrediente per preparare una crema e riportare a splendere oggetti d'arredo in argento, collane, bracciali e anelli. Basterà mescolare un cucchiaio di cenere con acqua tiepida, un cucchiaio di bicarbonato e qualche goccia di succo di limone. Massaggiate gli oggetti d'argento con questa crema e lasciatela agire qualche ora. Strofinate infine con un panno morbido o con un foglio di carta da quotidiano e rimarrete stupiti dall'effetto finale, meglio di qualsiasi prodotto chimico aggressivo! 

3. Perfetta alleata in giardino come fertilizzante 

Usare la cenere per arricchire i componenti del compostaggio è un ottimo rimedio per ridare nuova luce e splendore alle nostre piante da giardino, ma anche a rendere forti e vigorose le piante coltivate in campo. Basterà spargere la cenere sul terreno attorno alle piante e mescolarla in modo che si amalgami al terreno per arricchire il suolo di componenti fondamentali come il magnesio, il fosforo e altri sali essenziali alla crescita delle piante sia da fiore che da frutto. Non solo, ma cospargere la terra attorno alle piantine servirà ad allontanare gli insetti infestanti, come le lumache senza l'uso di alcun pesticida. 

4. Lisciva di cenere come detergente naturale per chi soffre di allergie ed irritazioni cutanee

La lisciva di cenere è da secoli usato come detersivo naturale per le pulizie domestiche e per lavare i panni. Mescolate la cenere all'acqua in rapporto 1:5. Per allontanare pezzi grossolani di legna o di carbone filtrare prima la cenere con un vecchio scolapasta. Portate il tutto ad ebollizione in una pentola, mescolando ripetutamente e continuate, a fiamma più bassa, per circa due ore. Trascorso questo tempo, lasciate riposare per circa 24 ore in modo che si crei un deposito di cenere in basso piuttosto spesso (la pasta di lisciva) ed una parte acquosa in alto (la lisciva di cenere). Questa parte liquida andrà filtrata con un colino a maglie sottili. Sia la lisciva sia la pasta di cenere possono essere conservate per anni ed usate al posto dei detersivi chimici. 

La lisciva di cenere può essere aggiunta ad acqua calda per lavare piatti, stoviglie e tegami anche molto incrostati, come sgrassatore in uno spruzzino, per lavare il pavimento, ma anche per il bucato al posto della candeggina. Un tempo veniva usata anche per lavare i capelli. La pasta di lisciva è molto utile, se applicata su una spugna, per il lavaggio di piatti e tegami molto sporchi. Queste sostanze naturali sono molto utili per coloro che soffrono di allergie, eczemi. 

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sabato

Come alleviare la psoriasi con le creme emollienti

La psoriasi è una malattia cutanea caratterizzata da una pelle molto secca, squame cornee biancastre e prurito insistente. Uno dei trattamenti consigliati secondo le più recenti indicazioni dermatologiche è l'applicazione costante di creme emollienti. L'utilizzo di creme a base di sostanze emollienti sulla pelle di pazienti affetti da psoriasi è fondamentale per garantire un'adeguata idratazione della pelle, ammorbidirla e migliorare la risposta ai trattamenti farmacologici. 


Come agiscono le creme emollienti nella psoriasi 

L’efficacia di una crema emolliente si misura in base alla sua capacità di prevenire la perdita d’acqua dopo l'applicazione (fattore di perdita di acqua transepidermica, TEWL). Le creme emollienti, applicati sulla cute di pazienti affetti da psoriasi, riempiono gli spazi liberi tra le cellule dello strato corneo. Questa azione riempitiva, dovuta alla presenza di vaselina (paraffina) e agenti umettanti nella composizione chimica delle creme emollienti, evita la perdita di acqua negli spazi tra una cellula e l'altra dell'epidermide. Alcune creme emollienti contengono acido ialuronico, un glicosaminoglicano naturale molto voluminoso fortemente igroscopico, capace, cioè, di legare molte molecole d'acqua e ceramidi (componenti fondamentali della membrana lamellare cerosa che riempie gli spazi tra le cellule epidermiche dello strato corneo). A differenza degli unguenti, le creme emollienti non conferiscono alla cute quella sensazione oleosa ma si assorbono più rapidamente. 

Gli effetti delle creme emollienti nella psoriasi 

La maggiore idratazione della cute affetta da psoriasi si traduce in un'immediata minore desquamazione, ammorbidimento delle aree screpolate e ridotta frequenza del fenomeno di Köebner (ovvero la comparsa di nuove lesioni psoriasiche nei punti di maggiore attrito delle pelle, con i gomiti e le ginocchia). Grazie al maggiore contenuto idrico della cute, la sensazione di prurito si allevia in modo consistente. Questo effetto è molto gradito ai pazienti affetti da psoriasi, che molto spesso lamentano prurito intollerabile e continuo sia di giorno sia di notte. Terza azione benefica delle creme emollienti nella psoriasi riguarda la maggior penetrazione dei farmaci topici attraverso lo strato corneo, con effetti più significativi e duraturi. Per tutti questi motivi, la psoriasi lieve può essere controllata facendo uso regolare di una crema emolliente.

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Come fare un'iniezione intramuscolare: la tecnica e i siti corretti

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